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LA CASA E IL CIELO | Israele demolisce a Hebron, uccide a Gaza. L’Italia lascia passare Netanyahu

A Jinba, sulle colline a sud di Hebron, sono arrivati i mezzi israeliani e hanno demolito dodici abitazioni. Novantuno persone hanno perso la casa. Sono state distrutte anche cisterne d’acqua e ricoveri per gli animali. Tra le abitazioni abbattute c’era quella di un operatore sanitario comunitario di Medici senza frontiere.

«Non ci hanno nemmeno avvertito: sono semplicemente arrivati e hanno demolito tutto», racconta l’operatore a Msf. Un soldato, riferisce, avrebbe ordinato di non lasciare nulla in piedi. Lui risponde che resteranno e proveranno a ricostruire.

È la terza demolizione di massa in Masafer Yatta questo mese. Msf ha distribuito materassi, coperte e beni di prima necessità: è il suo quinto intervento di settembre dopo demolizioni nella stessa area. Secondo l’organizzazione, negli ultimi sei mesi sono state colpite sessantanove famiglie. Una casa, una cisterna, il riparo degli animali: quando scompare tutto insieme, restare sulla propria terra diventa ogni giorno più difficile.

Il 24 settembre la violenza non si è fermata lì. In Cisgiordania, secondo Wafa, le forze israeliane hanno sradicato oltre quattrocento ulivi a Beit Rima. A Farkha, coloni hanno aggredito due giovani, ferendoli alla testa nel corso di un assalto a un gregge. A Salfit i soldati sono entrati nella sede della Mezzaluna Rossa palestinese, hanno controllato le telecamere e trattenuto membri del personale. Il giorno prima un palestinese era stato ucciso da colpi israeliani a ovest di Ramallah.

On 23 September, Israel authorities demolished 12 homes in Jinba village, impacting 91 people. They also demolished water tanks and animal shelters. MSF teams ran a rapid response intervention where we enabled the donation of essential items such as mattresses and blankets for people whose homes had been destroyed.

A Gaza, Wafa riferisce di due persone uccise e altre ferite nel centro della Striscia. Nel pomeriggio un attacco contro un’auto a sudovest di Gaza City ha ucciso un palestinese; secondo i testimoni raccolti dall’agenzia, un secondo attacco ha colpito il mezzo con cui i familiari stavano trasportando il suo corpo, ferendone alcuni gravemente. Wafa attribuisce alle forze israeliane 1.402 palestinesi uccisi dall’entrata in vigore del cessate il fuoco dell’11 ottobre 2025.

Nello stesso giorno l’aereo di Benjamin Netanyahu, diretto negli Stati Uniti per l’Assemblea generale dell’Onu, ha sorvolato Grecia, Italia e Francia. Sono tre Stati che aderiscono alla Corte penale internazionale. La Corte ha emesso nel novembre 2024 un mandato d’arresto contro il primo ministro israeliano per presunti crimini di guerra e contro l’umanità a Gaza. Il passaggio sopra l’Italia non comporta automaticamente un arresto; resta una scelta politica autorizzare il sorvolo e non spiegare ai cittadini come la si concili con il sostegno dichiarato alla giustizia internazionale.

A Jinba si distribuiscono coperte a chi non ha più un tetto. Nei cieli d’Europa, chi guida il governo responsabile di quelle demolizioni trova ancora una rotta aperta.



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On 23 September, Israel authorities demolished 12 homes in Jinba village, impacting 91 people. They also demolished water tanks and animal shelters. MSF teams ran a rapid response intervention where we enabled the donation of essential items such as mattresses and blankets for people whose homes had been destroyed.

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