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TIANXIA | Laboratorio del mondo dove stiamo “tutti sotto stesso cielo”. Privo di spinte espansive militari si differenzia dall’Occidente delle crociate con l’unico grande popolo completamente laico che inventa il futuro. Ecco come si dice “democrazia” in Cina

La più grande scommessa economica del prossimo decennio si gioca su un unico Paese e non, come ci dicono, sulla grande battaglia del nostro tempo tra democrazia e autocrazia. Una favola rassicurante che serve solo a consolare le nostre coscienze. La verità è molto più scomoda, perché la cosiddetta democrazia occidentale è ormai artificiale, è un rito vuoto e senza alcun significato.

Negli ultimi due decenni da semplice officina la Cina si è trasformata nel laboratorio del mondo, ed infatti abbiamo assistito a un miracolo economico che ha sollevato dalla povertà 800 milioni di persone. Nonostante una crisi demografica spaventosa e un sistema pieno di crepe, la Cina è il leader del nuovo ordine mondiale che scalzerà l’America perché mentre Trump urla contro Pechino imponendo dazi, gli Stati Uniti si scoprono molto più dipendenti dalle catene di approvvigionamento cinesi di quanto la Cina lo sia dal mercato americano.

C’è un nuovo centro di gravità e far finta di non vederlo è il più grande errore strategico che l’Occidente possa commettere. La Cina sta tessendo una tela di alleanze economiche, partnership con la sua Belt & Road Initiative è il primo partner commerciale di più di 120 nazioni e ha siglato un accordo di sviluppo epocale con 53 dei 54 stati africani costruendo ponti e alleanze a livello globale.

Il modello cinese è ossessionato dal far pendere bilancia a favore della stragrande maggioranza della popolazione, il modello americano e quello occidentale, per contro, è indirizzato pericolosamente, quasi irrimediabilmente, a favore del potere del capitale. E questa è la crepa da cui nascono quasi tutti i problemi del nostro mondo occidentale che è ormai minacciato dalle enormi disuguaglianze sociali.



La Cina moderna è l’erede di una tradizione millenaria, quella di uno Stato civiltà che per duemila anni è stato governato da una burocrazia unificata e selezionata tramite esami spietati ed oggi quel modello si è evoluto in una selezione spietata e su questa autostrada tecnologica costruita dallo Stato si scatena la concorrenza più feroce del settore privato.

Aziende come Alibaba, TikTok, JD.com, Tencent, Shein non sono nate nel vuoto, sono le sopravvissute di un mercato ipercompetitivo che premia solo i migliori. Ma la differenza più profonda è forse la concezione di democrazia, perché in Occidente l’abbiamo ridotta a un rito, una crocetta, su una scheda ogni 4-5 anni, è una democrazia di facciata la nostra, è un guscio vuoto dove la macchina formale funziona alla perfezione, ma è scollegata dalle ruote del potere reale.

La procedura è salva, ma la volontà popolare viene scavalcata. La democrazia procedurale diventa il paravento dietro cui agiscono altri poteri in occidente, molto meno visibili, ma assai più influenti dei nostri voti. Il vero volante, infatti, non lo tengono gli elettori bensì i poteri più influenti, i mercati finanziari, le lobbies economiche, le burocrazie sovranazionali. Sono loro che dettano l’agenda. Le grandi corporazioni della finanza internazionale esercitano un’influenza smisurata. Non hanno bisogno di vincere le elezioni, il loro potere si manifesta attraverso il finanziamento delle campagne elettorali, un’attività di lobbying che è incessante e la famosa porta girevole tra consigli di amministrazione e ministeri.

Il Paese più popoloso del mondo invece è ossessionato dalla democrazia sostanziale, la chiamano “democrazia popolare dell’intero processo” e non è solo uno slogan. Quando si deve approvare una legge importante la bozza non resta chiusa nei palazzi del potere in mano ai lobbisti e agli avvocati, viene inviata a centinaia di centri di contatto locali dove i cittadini comuni la possono discutere. Per una legge contro la violenza domestica furono proprio i cittadini a far notare che la bozza parlava solo della violenza del marito contro la moglie dimenticando il problema diffuso invece nelle campagne della violenza dei giovani contro gli anziani e la legge fu modificata. Questo processo dall’alto verso il basso per verificarne l’applicazione è il cuore del sistema cinese e i risultati si vedono.

La rivoluzione dei veicoli elettrici che vede la Cina come leader mondiale non è nata per caso, è il frutto di vent’anni di lavoro pianificato meticolosamente attraverso quattro piani quinquennali consecutivi. Mentre in Europa parlavamo del Green deal, la Cina lo stava realizzando e la qualità dell’aria ha subito una trasformazione che ha del miracoloso. Come hanno fatto? La risposta di nuovo è nel loro motore segreto, un concetto che è alieno a noi occidentali. Il piano quinquennale del governo non si limita a gestire l’ordinario, ma traccia una rotta precisa verso obiettivi ambiziosi.

Il piano attuale, quello del 2021-2025, in uno dei capitoli ha come obiettivo quello di aumentare l’aspettativa di vita dei cittadini cinesi di un anno e subito dopo promuovere lo sviluppo verde. In pochi anni hanno completamente ridisegnato il paesaggio urbano, con incentivi fiscali ed il supporto all’industria estendendo questi crediti anche alle aziende straniere. Non è un caso che Elon Musk abbia costruito la sua Giga Factory proprio a Shanghai ed è per questo che ormai la competizione cinese sui veicoli ibridi ed elettrici ha messo in ginocchio aziende come Tesla, Volkswagen, Mercedes, BMW, Porsche. Ma le sue auto sono solo la punta di un iceberg tecnologico che sta emergendo con una forza spaventosa.

Una delle loro società, la X Origin, ha creato qualcosa di straordinario, un robot per le famiglie basato sull’intelligenza artificiale chiamato yombo. Non è un giocattolo bensì un compagno di vita per i più piccoli: ascolta, vede, ricorda i compleanni e le abitudini, è persino dotato di intelligenza emotiva che “comprende” lo stato d’animo dei bambini dalle loro espressioni facciali e dal tono della voce reagendo con espressioni realistiche, coadiuvato poi da libri di storie e giochi interattivi li aiuta anche con i compiti. Di storie come queste ce ne sono molte, da giocattoli come la bambola la Bubu che ha reso il suo creatore miliardario a progetti open source come Deep seek, il modello di AI che ha colto di sorpresa la Silicon Valley.

Ogni pezzo di questo grande puzzle si incastra: l’aria pulita, le auto elettriche, l’innovazione, l’intelligenza artificiale, i nuovi brand.
La Cina non sta copiando il futuro, lo sta inventando. E tutto questo ci serve a capire meglio anche perché la guerra commerciale lanciata dagli Stati Uniti è un errore di calcolo colossale. Aziende come Apple o Tesla, solo nell’area di Shanghai, possono trovare qualsiasi componente elettronico di cui hanno bisogno in un raggio di cento chilometri, è un ecosistema industriale costruito in decenni, impossibile da replicare altrove in poco tempo.

Non è certo tutto rose e fiori, basta guardare alla lista di errori colossali che ha fatto Xi Jinping come la città fantasma di Xiangan, i progetti falliti della Belton Road Initiative e la follia del zero Covid nel 2020. In Cina c’è una rete di controllo capillare, telecamere ovunque, un sistema di classificazione dei cittadini in base al loro individuale contributo alla società fatto di gratificazioni da una parte ma anche dal pubblico ludibrio dall’altra. Nella società cinese, pertanto, gli oppositori non mancano e subiscono controllo e repressione, ma la società nel suo complesso è erede di una tradizione di cinquemila anni che cementa una popolazione altrimenti estremamente eterogenea. Con questa Cina l’Occidente deve fare i conti, che piaccia o no e farebbero bene gli USA a non credere di avere le carte in mano perché, come ha detto Xi Jinping “le carte le facciamo noi”.



 

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