Per un reale cambiamento, nella speranza di salvare qualche palestinese ancora in vita, non servono né i partiti e i sindacati con le loro logore bandierine, né giornalisti e opinionisti con i loro deleteri contraddittori e non siamo utile alla causa nemmanco noi con i nostri social più o meno patetitici, arrabbiati o informati e creativi.
Per attenzionare la gente comune distratta da “Domenica In” dove risplende sora Mara Venier in diretta con Giorgia Meloni, Paolo Bonolis, Sabrina Ferilli e una bambina da arredo; per distogliere gli indifferenti dal servizio del Tg1 sull’ultimo gossip intorno all’abate di montecassino che non trova più bambole per giocare o sulle stagioni che non sono più come una volta perché preoccupati dal costo dell’aerosol per il gatto con la tosse servono artisti, cantanti, calciatori, atleti, insegnanti e studenti, tanti studenti. Tutti insieme possiamo cantargliela, come fa Giorgio Panzera con questa struggente canzone. Perché “Non era così”.
Sono oltre sessanta le manifestazioni previste in tutta Italia, dalle grandi città ai piccoli centri. Nella capitale il raduno è previsto alle 11 in piazza dei Cinquecento, a Milano alle 10 in piazzale Cadorna.

A Torino alle 10:30 in piazza Carlo Felice, a Bologna l’appuntamento è alle 10:30 in piazza Maggiore, mentre a Genova la manifestazione è prevista a partire della 8 al varco Albertazzi del porto.
A Milano, Atm comunica che il servizio delle linee potrebbe non essere garantito dalle 8:45 alle 15 e dopo le 18, fino al termine del servizio.
Per quanto riguarda la scuola, gli scioperi il 22 settembre saranno addirittura due: oltre a quello proclamato dalla Usb nell’ambito della mobilitazione generale a sostegno della Palestina che riguarda tutte le categorie del lavoro, senza distinzioni tra ambiti pubblici e privati, c’è quello proclamato dalle sigle Conf. S.a.i., Cisle e Conalpe che coinvolgerà tutto il personale docente e Ata (Amministrativo tecnico e ausiliario) delle scuole pubbliche, comunali e private, del personale educativo dei servizi educativi per l’infanzia (anche i nidi) e del personale insegnante delle scuole gestite dagli enti locali.






