Diritti

CPR | Rinchiusi senza un reato, malati di detenzione. Emergency in piazza per abolirli

Il 24 ottobre manifestazione nazionale a Castel Volturno contro il progetto di un Centro di permanenza per il rimpatrio e contro l’intero sistema della detenzione amministrativa. L’organizzazione denuncia isolamento, salute compromessa e uso improprio di psicofarmaci.


«Quando lo abbiamo rivisto era un altro: a malapena camminava, sembrava addormentato, non rispondeva». Ahmed Echi, responsabile del progetto Sicilia di Emergency, racconta il ritorno in ambulatorio di un paziente dopo un periodo trascorso in un Centro di permanenza per il rimpatrio. «Non era più la stessa persona che conoscevamo».

È anche da questa esperienza che nasce l’adesione di Emergency, tra i promotori della manifestazione nazionale «No ai Cpr, né a Castel Volturno né altrove», in programma domani, 24 ottobre, con ritrovo alle 13 davanti al Centro Fernandes di Castel Volturno.

La mobilitazione contesta l’apertura di un centro sul territorio e chiede la chiusura di tutti quelli esistenti. Una richiesta che investe direttamente la scelta politica di privare della libertà persone il cui trattenimento non costituisce una pena per un reato, ma una misura amministrativa finalizzata al rimpatrio.

La libertà viene tolta per una condizione amministrativa. La sofferenza che ne deriva è invece concretissima.

Emergency la incontra negli ambulatori italiani, ascoltando chi è passato attraverso questi centri, e nelle visite effettuate insieme al Tavolo Asilo e Immigrazione. L’organizzazione denuncia esclusione, ulteriore marginalità e gravi conseguenze sulla salute fisica e mentale.

«I Cpr sono assimilabili ai vecchi manicomi per le logiche di segregazione e violenza istituzionale, per questo andrebbero anch’essi aboliti», afferma Sergio Serraino, coordinatore di Emergency Campania. Per Serraino, dopo ventotto anni di questo sistema, il problema riguarda lo scopo stesso della detenzione: il rimpatrio forzato di uomini e donne che cercano di sottrarsi a condizioni di vita inaccettabili e pericolose.

Sul terreno sanitario la denuncia è altrettanto netta. Emanuele Longo, responsabile medici del Programma Italia di Emergency, definisce i Cpr «luoghi patogeni», capaci di generare o aggravare la sofferenza psicofisica delle persone trattenute.

Longo richiama le ripetute denunce di una somministrazione massiccia e spesso incontrollata di sedativi e psicofarmaci, che, secondo l’organizzazione, sembrano impiegati impropriamente per contenere la tensione e gestire l’ordine interno. A questo quadro si aggiungono autolesionismo, tentativi di suicidio e morti: manifestazioni di una sofferenza che Emergency lega alle condizioni della detenzione.

Anche l’assistenza sanitaria di base, affidata a gestori privati, viene descritta dall’organizzazione come spesso insufficiente, priva di percorsi adeguati e di continuità terapeutica. Isolamento, carenze strutturali e perdita della libertà possono inoltre riattivare traumi già subiti o favorire disturbi da stress post-traumatico. Il secondo rapporto di monitoraggio del Tavolo Asilo e Immigrazione, richiamato da Emergency, documenta le conseguenze del sistema sulla salute delle persone trattenute.

Costruire altri Cpr significa destinare risorse pubbliche a estendere questo modello. Emergency chiede di interrompere questa scelta e investire nella tutela dei diritti, nell’accoglienza e nella salute.

A Castel Volturno, dunque, la protesta parte da un progetto locale e chiama in causa una politica nazionale. L’appuntamento è domani alle 13, davanti al Centro Fernandes. La richiesta è scritta nel nome della manifestazione: né qui, né altrove.



SIAMO VECCHIA STAMPA

Crediamo ancora in un giornalismo che cerca, verifica, disturba e ascolta.


CONDIVIDERE È INFORMARE

I testi di © Fotosintesi.info sono riproducibili citando la fonte.


Iscriviti per ricevere gli ultimi articoli pubblicati su Fotosintesi!

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

Condividi