Sette imbarcazioni partite dal Gambia sono finite alla deriva. Tra le 1.046 persone assistite da Msf ci sono 134 donne e 88 minori. Disidratazione, fratture, infezioni e racconti di violenze. Nel 2026 la rotta atlantica è diventata proporzionalmente ancora più letale.
Millequarantasei persone su sette imbarcazioni. Centotrentaquattro donne, tra cui una incinta, e ottantotto minori. Grave disidratazione, perdita di coscienza, fratture, estrema stanchezza, infezioni cutanee, gastrointestinali e respiratorie. È il bilancio dell’ultima settimana di agosto lungo la rotta atlantica verso le Isole Canarie: una delle traversate migratorie più lunghe e pericolose del mondo.
Le barche erano partite dal Gambia e puntavano verso l’arcipelago spagnolo. Sono finite alla deriva e le persone a bordo sono sbarcate in condizioni precarie a Nouadhibou, in Mauritania, e a Rosso e Dakar, in Senegal. Le équipe di Medici Senza Frontiere (Msf) hanno fornito assistenza medica d’emergenza insieme alla Mezzaluna Rossa Mauritana e all’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), distribuendo anche acqua, cibo e coperte e indirizzando i casi più gravi verso strutture sanitarie specializzate.
La maggior parte delle persone soccorse proviene dal Senegal e dal Gambia; altre arrivano dal Mali, dalla Guinea, dalla Costa d’Avorio e da altri paesi. Molte hanno raccontato a Msf di avere subito violenze prima della partenza o lungo il viaggio. Una persona arrivata a Dakar ha riferito di essere stata picchiata da un trafficante e da altri uomini che pretendevano altro denaro. Una donna ha raccontato che il trafficante aveva preso i soldi pagati per la traversata e poi l’aveva violentata prima dell’imbarco.
Non è una rotta alternativa più sicura al Mediterraneo. È un viaggio nell’Atlantico che può durare molti giorni, con imbarcazioni fragili esposte alle correnti, al maltempo, alla perdita della rotta e alla scarsità di acqua e viveri. Le partenze possono avvenire dal Marocco, dalla Mauritania, dal Senegal e dal Gambia; negli ultimi anni è comparsa anche una rotta dalla Guinea Conakry, lunga circa 2.200 chilometri e capace di richiedere più di dieci giorni di navigazione.
I numeri disponibili mostrano un paradosso. Secondo il rapporto di Caminando Fronteras sui primi cinque mesi del 2026, sulla rotta atlantica verso le Canarie sono morte o scomparse 635 persone. Nello stesso periodo gli arrivi sono diminuiti del 72,1 per cento rispetto al 2025, mentre le morti sono scese molto meno, del 57,2 per cento. Il risultato è che la traversata è diventata proporzionalmente più letale: l’organizzazione calcola che nel 2025 morissero circa quattordici persone ogni cento arrivi; nel 2026 il rapporto è salito a ventuno.
Caminando Fronteras indica tra i fattori che aumentano il rischio i ritardi nell’attivazione dei soccorsi, l’insufficienza dei mezzi aerei e marittimi, la scarsa coordinazione tra gli Stati, le condizioni estreme delle imbarcazioni e le violenze ai punti di partenza e durante il viaggio. La stessa organizzazione collega inoltre la riduzione degli arrivi registrata negli ultimi anni all’intensificazione dei controlli migratori e all’esternalizzazione delle frontiere verso paesi terzi, non a una maggiore sicurezza delle traversate.
«Quando le persone affrontano una rotta di duemila chilometri, oggi considerata la più letale al mondo, significa che stanno cercando di fuggire da qualcosa di ancora peggiore», afferma Dalil Adji, responsabile della task force di Msf sulla migrazione in Africa occidentale. Msf chiede ai governi africani ed europei vie sicure e legali per chi cerca protezione e una politica migratoria che metta al centro la vita, la dignità e la rapidità dei soccorsi.
Dal 2024 Msf assiste le persone che riescono a sbarcare dalle imbarcazioni in difficoltà lungo questa rotta. Nell’ultima settimana di agosto ne ha incontrate 1.046. Ottantotto sono minori. Dietro la diminuzione degli arrivi alle Canarie resta dunque un dato che non può essere confuso con la diminuzione del pericolo: nei primi cinque mesi del 2026, per ogni cento persone che sono riuscite ad arrivare, Caminando Fronteras ne ha contate ventuno morte o disperse.
Riferimenti
- Medici Senza Frontiere, comunicato del 7 settembre 2026: assistenza a 1.046 persone sbarcate in Mauritania e Senegal dopo traversate sulla rotta atlantica.
- Caminando Fronteras, Monitoreo del Derecho a la Vida – primi cinque mesi 2026.
- Caminando Fronteras, Monitoring the Right to Life – 2025.
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