Diritti

BAHREIN | Euro-Med Monitor chiede un’indagine urgente sulla morte di al-Mousawi in custodia, nel timore di torture

La morte del cittadino bahreinita Sayed Mohammad al-Mousawi, avvenuta mentre si trovava in custodia in Bahrein, in un contesto di gravi indizi di tortura o altre forme di trattamento o punizione crudele, inumana o degradante, è estremamente preoccupante.

L’incidente richiede l’avvio immediato di un’indagine urgente, indipendente, imparziale ed efficace per accertare la verità, determinare le responsabilità e chiamare a rispondere le persone coinvolte. Riaccende inoltre le preoccupazioni relative alle gravi violazioni ricorrenti nei luoghi di detenzione del Bahrein, in particolare per l’assenza di garanzie efficaci a tutela dei detenuti e per la salvaguardia della loro integrità fisica e psicologica.

Le informazioni preliminari, comprese le prove fotografiche del corpo, indicano che al-Mousawi è stato sottoposto, durante la sua breve detenzione, a condizioni dure e a gravi maltrattamenti, sollevando seri sospetti di tortura o di deliberata negazione di cure mediche. Tali atti costituiscono gravi violazioni del diritto alla vita, all’integrità fisica e psicologica, alla dignità umana e all’accesso alle cure mediche, e violano il divieto assoluto di tortura e di altri trattamenti o punizioni crudeli, inumani o degradanti previsto dal diritto internazionale.

Secondo fonti locali, le forze di sicurezza del Bahrein hanno arrestato al-Mousawi a Muharraq il 19 marzo 2026, presso un posto di blocco, insieme ad altre persone che viaggiavano nello stesso veicolo, presumibilmente a causa della sua posizione filo-iraniana durante la guerra in corso. È stato poi sottoposto a sparizione forzata, poiché le autorità si sono rifiutate di rivelare dove si trovasse e gli hanno negato l’accesso a un avvocato e a contatti significativi con la sua famiglia.

I suoi familiari sono rimasti sconvolti nel ricevere una telefonata in cui veniva richiesto loro di ritirare la salma dall’ospedale delle Forze di Difesa del Bahrein, senza che le autorità avessero fornito, fino ad oggi, alcuna spiegazione ufficiale chiara o credibile sulla causa e le circostanze della sua morte.

In quanto autorità detentrice, le autorità del Bahrein hanno la piena responsabilità legale di proteggere la vita dei detenuti e di garantirne la sicurezza fisica e psicologica. Qualsiasi decesso in custodia fa scattare, secondo gli standard internazionali, l’obbligo di condurre un’indagine tempestiva sulle circostanze, accertare le responsabilità e chiamare a rispondere i soggetti coinvolti, soprattutto alla luce delle continue preoccupazioni relative alle condizioni di detenzione e ai maltrattamenti.

La documentazione visiva disponibile del corpo di al-Mousawi indica, in via preliminare, segni di gravi violenze fisiche subite durante la detenzione. Tra queste, ematomi profondi e diffusi su schiena, braccia, gambe e piedi, multiple lacerazioni profonde su una gamba, ferite sanguinanti visibili alle dita dei piedi e gravi ematomi scuri intorno agli occhi. Nel loro insieme, queste lesioni rafforzano i seri sospetti di tortura, brutali aggressioni fisiche e trattamenti degradanti prima della sua morte.

Euro-Med Human Rights Monitor avverte che questo incidente non può essere separato da un contesto regionale più ampio, caratterizzato da crescenti tensioni legate alla guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran e al rafforzamento delle misure di sicurezza in diversi Paesi, tra cui il Bahrein. Le autorità avrebbero condotto una vasta campagna di arresti che ha coinvolto oltre 200 persone, tra cui donne e minori, per aver espresso opinioni politiche sugli sviluppi regionali. Ciò solleva serie preoccupazioni sul fatto che il clima di maggiore sicurezza possa aver contribuito a creare condizioni più favorevoli alle violazioni nei luoghi di detenzione, minacciando la vita dei detenuti e la loro integrità fisica e psicologica.

Queste pratiche non possono essere considerate episodi isolati o eccezionali, ma piuttosto parte di un modello documentato di violazioni in Bahrein, su cui i meccanismi delle Nazioni Unite hanno ripetutamente espresso preoccupazione. Il Comitato contro la tortura (CAT), nelle sue recenti osservazioni conclusive, ha rilevato continue segnalazioni di detenuti a cui vengono negate le garanzie legali fondamentali fin dal momento dell’arresto, tra cui la mancanza di accesso a un avvocato e l’assenza di esami medici indipendenti tempestivi, oltre ad accuse di tortura e maltrattamenti per estorcere confessioni e carenze nelle indagini, che mancano di indipendenza ed efficacia.

Il Gruppo di lavoro sulla detenzione arbitraria ha ribadito, nei suoi recenti pareri sul Bahrein, l’esistenza di un modello ricorrente di violazioni, tra cui arresti senza mandato o senza notifica dei motivi; detenzione preventiva con accesso limitato al controllo giurisdizionale, agli avvocati e a una difesa efficace; sparizioni forzate; confessioni estorte; tortura e maltrattamenti; e negazione di cure mediche. Ciò rafforza i timori che tali violazioni non siano casuali, ma riflettano una persistente carenza strutturale all’interno del sistema di detenzione e di responsabilità del Paese.

Le segnalazioni e le memorie presentate agli organi delle Nazioni Unite continuano a documentare ripetute accuse di torture e maltrattamenti nei confronti dei detenuti in Bahrein, in particolare in casi di sicurezza o politicamente sensibili. Questi abusi si verificano nel quadro di una legislazione antiterrorismo formulata in termini generici, che consente arresti arbitrari, detenzioni prolungate, sparizioni forzate e confessioni estorte, unitamente a persistenti carenze nelle garanzie di un giusto processo e in un’effettiva responsabilizzazione.

La morte di al-Mousawi in custodia e le condizioni in cui è stato ritrovato il suo corpo sollevano seri sospetti di tortura, maltrattamenti o deliberata negazione di cure mediche. Secondo gli standard internazionali, tali circostanze richiedono un’indagine immediata, poiché le Nazioni Unite affermano che qualsiasi morte in custodia è potenzialmente illegale e deve essere indagata come obbligo legale. Se si accerta che la morte è stata causata da tortura o da atti od omissioni imputabili ai responsabili della sua detenzione, potrebbe configurarsi come omicidio colposo, con conseguente responsabilità penale individuale.

La persistente mancanza di un’effettiva responsabilizzazione, unita al ricorso a meccanismi investigativi non indipendenti e inadeguati, ostacola l’accesso alla verità e impedisce che i colpevoli vengano chiamati a risponderne. Ciò trasforma di fatto le violazioni, che dovrebbero essere scoraggiate, in pratiche che possono ripetersi impunemente, consolidando un ambiente pericoloso nei luoghi di detenzione dove le garanzie legali sono indebolite e i rischi di tortura, maltrattamenti e abbandono sono aumentati.

Sulla morte di al-Mousawi deve essere avviata con urgenza un’indagine penale indipendente, imparziale e trasparente, con la partecipazione di esperti internazionali indipendenti per garantirne l’integrità e l’efficacia. Le autorità devono rendere immediatamente note tutte le circostanze relative al suo arresto, alla sua detenzione e alla sua morte, pubblicare integralmente i risultati dell’indagine e garantire alla sua famiglia il diritto alla verità e alla giustizia.

Euro-Med Monitor sollecita che tutti i responsabili, diretti o indiretti, siano chiamati a rispondere di qualsiasi atto di tortura, maltrattamento, negazione arbitraria di cure mediche o di qualsiasi atto od omissione che abbia contribuito alla morte di al-Mousawi. La responsabilità dovrebbe estendersi oltre i diretti autori e includere chiunque abbia ordinato, permesso, occultato o omesso di intervenire per prevenire le violazioni.

Tutti i detenuti in Bahrein devono ricevere cure mediche immediate e adeguate. Tutte le forme di tortura e altri trattamenti o punizioni crudeli, inumani o degradanti devono essere aboliti e i detenuti devono avere accesso, fin dal momento dell’arresto, alle garanzie legali fondamentali, tra cui il diritto di contattare i familiari, di accedere a un avvocato, di sottoporsi a una visita medica indipendente e di essere protetti dalle sparizioni forzate e dalla detenzione in isolamento.

Euro-Med Monitor sollecita che ai relatori speciali delle Nazioni Unite e ai pertinenti meccanismi internazionali, incluso il relatore speciale sulla tortura, sia consentito di visitare tutti i luoghi di detenzione senza restrizioni o autorizzazione preventiva, di garantire un accesso indipendente ai detenuti e di indagare sulle denunce di tortura, maltrattamenti e decessi in custodia in conformità con gli standard internazionali pertinenti.

La comunità internazionale deve esercitare una pressione seria ed efficace sul Bahrein affinché rispetti gli obblighi internazionali in materia di diritti umani, si astenga dal trascurare le gravi violazioni, in particolare quelle che ledono il diritto alla vita e il divieto assoluto di tortura. Ciò include l’istituzione di efficaci meccanismi internazionali di monitoraggio e follow-up, subordinando qualsiasi cooperazione in materia di sicurezza o politica al rispetto da parte del Bahrein dei propri obblighi legali e alla sua assunzione di responsabilità per le violazioni commesse.

Euro-Med Monitor sottolinea che, nel caso di al-Mousawi, è necessario che i responsabili diretti vengano chiamati a rispondere delle proprie azioni e che si affrontino le cause strutturali che permettono la persistenza di torture, maltrattamenti e impunità in Bahrein, al fine di prevenirne il ripetersi e garantire un risarcimento alle vittime e giustizia alle loro famiglie.

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