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FOSSA DEI SERPENTI | Minacce di morte e acido contro un’assistente sociale a Cassino dove ancora si piange la diciasettenne morta alle case popolari

A fronte di un forte disagio sociale a Cassino, così come nei paesi limitrofi, in provincia di Frosinone, quando non s’intercetta un buon percorso terapeutico, almeno l’assistenza sociale resta di vitale importanza. A testimoniarlo i casi di rabbia, insopportabile solitudine e autolesionismo che stanno esplodendo intorno alla Fiat e altri stabilimenti in drammatica crisi, all’ombra dell’abazia di Montecassino e del castello di san Tommaso d’Aquino.

Abitava alla Fossa dei Serpenti, quartiere a ridosso del Museo Historiale di Cassino, la 17enne a terra, trovata l’altra mattina riversa sotto il palazzo. R. , che tra poco sarebbe diventata maggiorenne, è precipitata senza avere scampo; indagano i carabinieri per ricostruire le ultime ore della ragazza e scoprire se tutto sia accaduto nel corso della notte o alle prime luci dell’alba. Sul posto, una volta scattato l’allarme, sono giunti il 118, i militari dell’Arma e i vigili del fuoco, che hanno isolato la zona interna al condominio. Enorme lo sconcerto tra i residenti, mentre si attendeva l’arrivo del pm di turno. La salma è ora a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Nonostante ciò c’è chi va a colpire proprio un assistente sociale.

La Fp Cgil di Frosinone e Latina si stringe con fermezza e solidarietà attorno all’assistente sociale vittima di una brutale aggressione verbale avvenuta all’interno degli uffici comunali di Cassino. L’episodio, caratterizzato da minacce di morte ed espliciti riferimenti allo sfregio con l’acido, segna un punto di non ritorno che il sindacato rifiuta categoricamente di rubricare come semplice “rischio del mestiere”.

L’assistente sociale rappresenta il primo, e spesso l’unico, front-office del bisogno – dichiara Maria Carmen Falstaffi, Segretaria Generale della Funzione Pubblica Cgil provinciale. Parliamo di professionisti che operano quotidianamente su un terreno fragilissimo, gestendo crisi familiari, povertà estreme e sofferenze profonde. Sono il ponte essenziale tra le istituzioni e il cittadino, ma la realtà è che troppo spesso vengono lasciati soli ad assorbire, senza filtri adeguati, le tensioni sociali esplosive che ne derivano”.

La dinamica dell’accaduto a Cassino evidenzia una falla preoccupante: nonostante i protocolli esistenti, il rischio per l’incolumità fisica degli operatori resta inaccettabile. La Fp Cgil ribadisce che la tutela dei lavoratori del servizio pubblico è un obbligo morale e istituzionale imprescindibile. “Non permetteremo che la paura diventi una condizione di lavoro ordinaria o accettabile – incalza Falstaffi –. Chiediamo che si faccia piena luce sulle falle della sicurezza emerse in questo frangente e che tutte le istituzioni si schierino apertamente, con fatti e non solo parole, a difesa di chi con dedizione si prende cura delle fasce più deboli della popolazione”.

Rinnovando la massima vicinanza alla lavoratrice colpita, la sindacalista conferma che la rete di protezione sindacale è attiva: “Gli Rsu e la Segreteria Territoriale restano a completa disposizione della collega per ogni forma di supporto legale, psicologico e di tutela sindacale. La sicurezza nei luoghi di lavoro è un diritto costituzionale e non può essere messa in discussione”.

 

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