Nel 2002, la casa farmaceutica danese Lundbeck e quattro suoi concorrenti produttori di farmaci generici si accordarono per non immettere sul mercato la versione equivalente e più economica di un antidepressivo di cui, sino a quel momento, Lundbeck aveva detenuto il brevetto, ormai scaduto.
Per mantenere il monopolio commerciale del farmaco – il cui principio attivo è il citalopram e i cui nomi commerciali erano Seropram, Cipramil, Cipram e Celexa – Lundbeck pagò decine di milioni di dollari ai suoi potenziali concorrenti e addirittura acquistò ingenti quantità della versione generica dell’antidepressivo dai loro magazzini, al solo scopo di distruggerle.
Quando questi accordi illegali hanno avuto termine, è diventato evidente quale sia stato il danno subito dai pazienti e dalla collettività, visto che il prezzo della versione generica dell’antidepressivo, ad esempio in Gran Bretagna, è stato del 90% inferiore a quello praticato da Lundbeck in regime di monopolio.
Ora, la Commissione europea ha comminato una multa di 93,8 milioni di euro a Lundbeck e di 52,2 milioni ai quattro produttori di farmaci generici, per comportamento anticoncorrenziale.
Secondo il vicepresidente della Commissione Ue, Joaquín Almunia, responsabile delle politiche della concorrenza, “è inaccettabile che una compagnia paghi i suoi concorrenti affinché stiano fuori dal mercato e ritardi l’ingresso di farmaci meno costosi. Accordi di questo tipo danneggiano direttamente i pazienti e i sistemi sanitari nazionali, che devono già fare i conti con stretti vincoli di bilancio. La Commissione non tollererà simili pratiche anticoncorrenziali”.
Lundbeck, che non ha previsto nel suo bilancio 2013 i costi di questa multa, si è dichiarata “molto contrariata” e ricorrerà in appello.
Comunicato Lundbeck



