Il 25 luglio la Giornata mondiale promossa da Onu e Oms richiama l’attenzione su una delle principali cause di morte evitabili. In Italia oltre seicento vittime nel biennio 2024-2025. Gli esperti: prevenzione, educazione e sicurezza possono salvare migliaia di vite.
Ogni ora, nel mondo, circa trenta persone perdono la vita per annegamento. Alla fine dell’anno sono oltre trecentomila i decessi, una tragedia silenziosa che continua a colpire soprattutto bambini, adolescenti e popolazioni dei Paesi più poveri.
Per ricordare che gran parte di queste morti può essere evitata, il 25 luglio si celebra la Giornata mondiale per la prevenzione degli annegamenti, istituita dall’Onu. Il tema scelto per il 2026 è “Unirsi per invertire la rotta”.
Secondo l’Oms, quasi un quarto delle vittime ha meno di cinque anni e l’annegamento rientra tra le prime dieci cause di morte per i bambini tra cinque e quattordici anni.
Dietro questi numeri non ci sono soltanto incidenti imprevedibili. Ci sono spesso distrazioni, carenze nella prevenzione, assenza di sorveglianza e, sempre più frequentemente, gli effetti della crisi climatica.
IL CAMBIAMENTO CLIMATICO AUMENTA IL RISCHIO
L’Oms sottolinea che ondate di calore, alluvioni, tempeste e mareggiate stanno aumentando il rischio di annegamento. Uno studio nel Regno Unito ha rilevato che i decessi aumentano del 7,2 per cento per ogni grado di incremento della temperatura; oltre i 25 gradi il rischio è quasi cinque volte superiore.
ITALIA
Secondo l’Osservatorio per lo sviluppo di una strategia nazionale di prevenzione degli annegamenti e degli incidenti nelle acque di balneazione, nel biennio 2024-2025 si sono registrati oltre seicento annegamenti. Circa l’80 per cento delle vittime è di sesso maschile. Mare e acque interne rappresentano oltre il 90 per cento dei casi.
PREVENIRE È POSSIBILE
La sorveglianza continua dei bambini, l’apprendimento del nuoto, il rispetto della bandiera rossa, l’assenza di alcol e droghe prima del bagno, la presenza di assistenti bagnanti e la conoscenza dei pericoli di correnti e fondali possono ridurre sensibilmente il numero delle vittime.
CONCLUSIONE
Gli annegamenti non sono soltanto fatalità estive. Sono un tema di salute pubblica, educazione e adattamento ai cambiamenti climatici. Ogni vita salvata è il risultato di una prevenzione che ha funzionato.
I numeri
Oltre 300 mila morti ogni anno nel mondo.
Circa 30 persone ogni ora.
Quasi un quarto delle vittime ha meno di cinque anni.
Oltre il 90 per cento dei decessi avviene nei Paesi a basso e medio reddito.
In Italia oltre 600 vittime nel biennio 2024-2025.
Circa l’80 per cento delle vittime italiane è di sesso maschile.
Le regole che salvano la vita
Non lasciare mai soli i bambini vicino all’acqua.
Imparare a nuotare fin da piccoli.
Rispettare la bandiera rossa.
Evitare alcol e droghe prima del bagno.
Non tuffarsi senza conoscere il fondale.
Preferire aree sorvegliate dai bagnini.
Non fare il bagno da soli.
Fonti
Oms – Giornata mondiale per la prevenzione degli annegamenti; Onu; Osservatorio per lo sviluppo di una strategia nazionale di prevenzione degli annegamenti e degli incidenti nelle acque di balneazione (Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità e partner).








