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SANITARI PER GAZA | Fp Cgil aderisce a “Luci sulla Palestina” e alla manifestazione del 25. Con Emergency contro il genocidio in Palestina

La Funzione pubblica della Cgil aderisce al flash mob “Luci sulla Palestina: 100 ospedali per Gaza”, promosso dalla rete delle operatrici e degli operatori sanitari #DigiunoGaza e da ‘Sanitari per Gaza’, che si svolgerà stasera davanti a circa 230 ospedali su tutto il territorio nazionale per condannare il genocidio in corso e ricordare gli oltre 1.670 operatori sanitari assassinati dai raid di Israele.

Alle ore 21 medici, infermieri e operatori sanitari saranno invitati a partecipare all’accensione in simultanea “di luci, torce, lampade e di qualunque fonte luminosa” davanti agli ospedali. “Siamo di fronte ad una catastrofe umanitaria che tocca nel profondo le nostre coscienze. Bisogna agire”.

La Funzione pubblica della Cgil, inoltre, partecipa allo sciopero generale nazionale di tutti i settori pubblici e privati per l’intera giornata di domani, 3 ottobre, proclamato dalla Cgil ai sensi dell’art.2, comma 7, della legge n.146/90, “in difesa di Flotilla, dei valori costituzionali e per Gaza”.

Fp Cgil parteciperà anche alla manifestazione prevista a Roma il 25 ottobre, promossa dalla Cgil in vista della legge di bilancio, “per aumentare salari e pensioni, per dire NO al riarmo, per investire su sanità e scuola, per dire NO alla precarietà, per una vera riforma fiscale”, con concentramento a piazza della Repubblica alle ore 13.30 e conclusione in piazza San Giovanni in Laterano.



EMERGENCY, che in queste settimane ha accompagnato la missione della Global Sumud Flotilla con la Life Support, si unisce alle manifestazioni in solidarietà e difesa degli attivisti della Flotilla illegalmente intercettati dalle forze israeliane in acque internazionali e per chiedere il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza.

“Con l’intercettazione della Flotilla e con il fermo degli attivisti in acque internazionali, il governo israeliano si è reso responsabile di un atto ostile contro una missione umanitaria non violenta– commenta EMERGENCY -. Siamo di fronte a un gravissimo episodio fuori dal diritto internazionale rispetto al quale chiediamo al nostro governo e alle istituzioni internazionali un impegno politico e diplomatico per garantire la sicurezza degli attivisti che hanno agito nel pieno rispetto del diritto internazionale umanitario.”

“EMERGENCY, che è entrata nella Striscia di Gaza da agosto 2024, è testimone diretta delle condizioni disperate in cui è costretta a sopravvivere la popolazione. Senza cibo acqua e medicinali, senza casa né rifugio, sotto continui bombardamenti e continui ordini di evacuazione – spiega l’Ong -. In oltre trenta anni di storia della nostra organizzazione e di interventi umanitari in zone di conflitto non abbiamo mai visto una brutalità come quella che si sta esercitando da mesi contro la popolazione gazawi, letteralmente intrappolata tra bombe, macerie e fame” aggiunge EMERGENCY.

EMERGENCY è presente nella Striscia con una clinica nella località di al-Qarara, nel governatorato di Khan Younis, e offre la sua assistenza anche nella clinica di medicina di base allestita dall’associazione locale CFTA (Culture & Free Thought Association) ad al-Mawasi: in entrambi i presidi visita mediamente ogni giorno oltre 600 persone.

“Finora l’Europa non ha assunto iniziative diplomatiche a tutela della popolazione civile e guarda sostanzialmente da spettatrice le trattative avviate dagli Stai Uniti, facendosi complice di quanto un recente pronunciamento della Commissione internazionale indipendente delle Nazioni Unite per l’inchiesta sui Territori palestinesi occupati ha definito come ‘genocidio’ – prosegue EMERGENCY -. Insieme alle cittadine e ai cittadini italiani, alla società civile, torniamo a mobilitarci per spingere i governi europei ad agire. E torniamo a fare appello al governo italiano con tre richieste urgenti affinché: attivi immediatamente un impegno diplomatico per un cessate il fuoco e per il rispetto del diritto umanitario internazionale; annulli il memorandum d’intesa per la collaborazione militare tra Italia e Israele; interrompa la compravendita di armi e sistemi d’arma da e per Israele. Non vogliamo e non possiamo essere complici di questo massacro” conclude l’Ong.




 

 

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