Una visita in Iran dell’inviato speciale russo in Siria ha alimentato a Teheran le speculazioni secondo cui Mosca potrebbe cercare un dialogo tra l’Iran e la nuova leadership siriana. La visita si inserisce in un contesto in cui la Russia sembra impegnata ad adattarsi al nuovo ordine politico di Damasco, rassicurando al contempo Teheran sulla continuità della collaborazione in un panorama regionale in evoluzione.
L‘inviato speciale del presidente russo Vladimir Putin per gli affari siriani, Alexander Lavrentayev, ha visitato Teheran il 20 ottobre.
- Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, incontrando l’inviato russo, ha sottolineato l’elevato livello delle relazioni bilaterali e la crescente cooperazione tra i due Paesi.
- Nel comunicato iraniano si afferma inoltre che entrambe le parti hanno sottolineato la loro posizione comune nel preservare l’integrità territoriale della Siria e nell’opporsi a qualsiasi aggressione contro la sua sovranità.
Anche Ali Larijani, segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale dell’Iran, ha incontrato Lavrentayev.
- L’agenzia di stampa ufficiale IRNA ha riferito che l’inviato russo ha informato il suo ospite sugli ultimi sviluppi regionali, mentre Larijani “ha accolto con favore le sue opinioni sulla cooperazione regionale”.
Il quotidiano Jam-e Jam, gestito dall’emittente statale, ha descritto la missione di Lavrentyev come parte di “consultazioni strategiche intensificate”, aggiungendo che ha trasmesso “importanti messaggi da Mosca”.
- Il quotidiano conservatore ha presentato la visita come una rassicurazione a Teheran dopo l’ incontro del 15 ottobre tra Putin e il leader siriano Ahmed Al-Sharaa in Russia.
- Il quotidiano Jam-e Jam ha inoltre descritto la visita di Lavrentyev come un segnale dell’impegno di Mosca nei confronti della sua “alleanza strategica” con Teheran, nonostante le nuove realtà regionali.
Nel frattempo, i media pro-riforma hanno sollevato dubbi sul fatto che la Russia stia tentando di avviare una diplomazia tra Damasco e Teheran.
- Arman-e Emrooz ha ipotizzato che Lavrentyev “potrebbe aver portato un messaggio di Jolani all’Iran”, forse per riaprire i canali tra Teheran e Damasco. Sharaa è spesso citato nei media iraniani con il suo nome di battaglia Abu Muhammad Al-Jolani.
- Entekhab ha ipotizzato che la visita di Sharaa a Mosca potrebbe essere stata accompagnata da una richiesta alla Russia di contribuire a ripristinare i legami con l’Iran “per creare una leva nelle relazioni [della Siria] con Israele”. In particolare, Larijani si è recato a Mosca per incontrare Putin il giorno dopo che il leader russo aveva ospitato Sharaa.
Il quotidiano centrista Asr-e Iran ha sostenuto che la raffica di viaggi di funzionari iraniani, russi e siriani potrebbe essere legata alla “mediazione russa” tra Iran e Siria. Analogamente, il quotidiano Shargh ha visto il viaggio di Lavrentyev a Teheran come parte di uno “sforzo russo per costruire un ponte”. Il quotidiano ha sottolineato il dichiarato desiderio di Sharaa di “ricostruire i legami con l’Iran sulla base del rispetto reciproco”, sostenendo che il rilancio delle relazioni potrebbe stabilizzare la Siria e servire gli interessi dell’Iran.


