Cgil e Uil tornano in piazza venerdì 24 novembre nelle regioni del Nord per cambiare la proposta di legge di bilancio e le politiche economiche e sociali messe in campo dal governo. A Torino è in corso una delle cinque manifestazioni del Piemonte con un corteo da Porta Susa a piazza Castello, dove chiuderà il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini. Prima parlano Ivana Veronese , segretaria confederale della Uil e i delegati di otto settori. Le altre manifestazioni saranno ad Asti, Cuneo, Novara e Novi Ligure dove c’è lo stabilimento piemontese ex Ilva.
In tutti i cortei c’è uno striscione contro la violenza sulle donne. La giornata di protesta arriva dopo quella del 17 novembre che ha interessato i trasporti, pubblico impiego, la sanità, la scuola e le poste. Proseguirà il 27 novembre in Sardegna, l’1 dicembre al Sud. Il segretario generale della Uilm Rocco Palombella chiuderà la manifestazione a Novi Ligure. Cgil e Uil – hanno spiegato i segretari generali piemontesi Giorgio Airaudo e Gianni Cortese – chiedono che il governo e le Istituzioni territoriali assumano provvedimenti, a partire da quelli in materia di lavoro (salari, contratti, precarietà), politiche industriali, sicurezza sul lavoro, fisco, previdenza e rivalutazione delle pensioni, istruzione e sanità, necessari a ridurre le diseguaglianze e a rilanciare la crescita. «Ci stiamo attrezzando per una mobilitazione che duri nel tempo. Finora le risposte del governo non ci hanno convinto, sta programmando la riduzione di salario di tutti i dipendenti di cui è datore di lavoro», ha detto Airaudo. «Sarà una mobilitazione lunga. Siamo molto preoccupati per le non scelte strategiche sull’industria nel Paese. La situazione è grave anche nella sanità e nella scuola. La manifestazione si tiene alla vigilia della Giornata contro la violenza sulle donne: leggeremo in tutte le piazze un documento in cui si chiede la governo di mettere in atto interventi concreti» ha sottolineato Cortese.







