Attualità

Siriani d’Italia, tra nostalgia e speranza

Da due anni la Siria subisce una repressione sanguinaria da parte del regime di bashar al assad che ha causato oltre 100 mila morti. In Italia ci sono 16 mila siriani: come affrontano questa situazione? Oggi vi raccontiamo la storia di una giovane donna di Homs, vissuta qualche anno in Italia, che ha dovuto lasciare la casa in Siria per portare via sua figlia dalla guerra.

È trascorso ormai un anno dall’inizio dell’assedio di Homs: cosa provi pensando alle famiglie che sono rimaste?
“Non posso fare altro che pregare per loro; la situazione é drammatica e la paura è tanta. Chi ha avuto la possibilità di mettersi in salvo lo ha fatto, mentre chi è rimasto ha solo Dio a cui rivolgersi. Io sono fuggita per portare lontano dalla guerra mia figlia: non potevo accettare che rischiasse la vita. Così ho deciso di tornare in Italia”.

Riesci ad avere notizie dalla tua famiglia a Homs? Che situazione descrivono?
“Sì alhamdullillah (grazie a Dio), anche se le linee sono scarse. Il quartiere dove vivono i miei parenti è quasi ‘un paradiso’ rispetto a Homs elademe (la città vecchia), in particolare i quartieri di Al Qusayr, Al Khaldie, Bab Houd, Bab Tedmor, Jourt al Shaiah… Dicono che non si può più vivere laggiù: se non muori per colpa di un cecchino o di un’esplosione, muori ogni giorno per la paura”.

Quando hai lasciato Homs? Com’era la situazione?
“Ho lasciato Homs dopo due mesi che è iniziata la rivoluzione. L’ho lasciata con rammarico, ma con la speranza di tornare dopo poco tempo. Mai avrei pensato che sarei rimasta qui tutto questo tempo e che la situazione peggiorasse così tanto”.

Cosa ti manca di più della tua città?
“Mi manca la vitalità di Homs. È una città solare, la gente è ospitale, calorosa, creativa. Mi manca tutto… Lì avevo iniziato una nuova vita con mio marito; volevamo costruire qualcosa di nostro, pensando al futuro della piccola. Ora non riusciamo a progettare più nulla; viviamo con l’ansia per chi è rimasto, col dolore nel petto che non ci abbandona… Non vedo l’ora di tornare, prego affinché questo incubo svanisca, come se fosse stato un brutto sogno… ma purtroppo la realtà è che nessuno vuole aiutare questa povera gente”.

Come vedi il futuro della Siria?
“Temo che questa situazione vada alla lunga. Ma non voglio perdere la speranza. Homs e la Siria rinasceranno”.

Guarda il video girato a Homs il 29 gennaio 2013, nel quartiere di Hay Al Qarabis.

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