Attualità

UCRAINA E RUSSIA | I colloqui a novembre, i morti ogni giorno

A Synelnykove Msf soccorre chi era uscito per un caffè. A Belgorod i droni colpiscono case e automobili. Si preparano nuovi negoziati, mentre la guerra continua a devastare la vita dei civili.


È uscito per prendere un caffè. Si è ritrovato in ospedale con ferite gravi. Lo ha raccontato a Karina Ivanova, anestesista di Medici Senza Frontiere, dopo che un drone russo ha colpito Synelnykove, nella regione ucraina di Dnipropetrovsk. Una città a circa ottanta chilometri dalla linea del fronte, dove ci sono abitazioni, bar e negozi. Dove la gente prova ancora a vivere.

L’attacco è avvenuto il 24 ottobre, intorno alle 18, a meno di un chilometro da un ospedale sostenuto da Msf. Nel comunicato diffuso il giorno successivo, l’organizzazione riferisce un bilancio delle autorità ucraine di quattro morti e oltre tredici feriti.

«Abbiamo sentito il rumore di un drone e, pochi istanti dopo, una forte esplosione», racconta Ivanova. Poi i pazienti hanno cominciato ad arrivare uno dopo l’altro: ferite da esplosione agli arti, all’addome, al torace e alla testa, ustioni, emorragie. Per alcuni è stato necessario operare immediatamente.

Il personale locale, insieme all’anestesista e ai paramedici di Msf, ha assistito quindici persone, quattro con ferite gravi. Due donne, di cinquanta e vent’anni, sono state trasferite in ambulanza a Dnipro per interventi specialistici. Alcuni pazienti, fra cui un minore di undici anni, hanno ricevuto assistenza psicologica per reazioni acute da stress. Msf condanna gli attacchi contro le infrastrutture civili e denuncia una guerra che travolge le persone nei gesti più ordinari.

Gli attacchi non si sono fermati. Nella notte fra il 25 e il 26 ottobre, secondo le autorità ucraine citate da Reuters, quattro persone sono rimaste ferite a Zaporizhzhia e altre due nella regione di Chernihiv. Ogni aggiornamento aggiunge un luogo alla geografia dei soccorsi.

Anche oltre il confine la guerra entra nelle case. Il 25 ottobre due attacchi attribuiti dalle autorità russe a droni ucraini hanno provocato quattro morti e quattordici feriti nella regione di Belgorod. Tre persone sono morte nel capoluogo; un’altra a Voznesenovka, vicino a Shebekino, dove è stata colpita un’automobile. È il bilancio aggiornato riportato da Reuters, dopo la morte in ospedale di uno dei feriti.

Secondo il governatore regionale, a Belgorod sono stati danneggiati trenta condomini, quattro abitazioni private, otto locali commerciali, tre edifici amministrativi e tre strutture sociali, oltre a trentacinque automobili. Nella regione di Perm un altro attacco con droni ha danneggiato un impianto industriale e ferito cinque lavoratori, secondo le autorità locali.

A Oryol il bilancio dell’attacco contro uno stabilimento è salito a quattro morti, riferisce AP citando il governatore. Lo Stato maggiore ucraino ha rivendicato di aver colpito la fabbrica di elettronica Proton-Electrotex, che secondo Kiev produce componenti per missili da crociera e balistici. Le rivendicazioni sugli obiettivi militari accompagnano così i resoconti dei corpi recuperati fra le macerie.

Uno spiraglio concreto riguarda Oleshky, nella regione di Kherson occupata dalle forze russe. È stato annunciato un accordo locale per consentire aiuti ed evacuazioni, con la mediazione statunitense e il coinvolgimento, dicono, di Melania Trump. Le indicazioni sull’avvio divergono fra il 27 e il 29 ottobre: per ora si tratta di una tregua umanitaria annunciata per i prossimi giorni. L’effettivo passaggio dei soccorsi e la possibilità di lasciare la città ne misureranno la consistenza.

Sul piano generale, Zelensky ha confermato la preparazione di nuovi colloqui trilaterali fra Ucraina, Russia e Stati Uniti a novembre. Il calendario ha un peso politico. Sul suo canale Telegram Russia e altre sciocchezze, commentando il 21 ottobre l’incontro fra Steve Witkoff e Vladimir Putin, lo storico Giovanni Savino ha osservato che i negoziati arriverebbero dopo le elezioni americane di metà mandato del 3 novembre. Nella sua interpretazione, Mosca potrebbe voler conoscere i nuovi equilibri del Congresso e la forza politica di Trump prima di affrontare il confronto.

Savino richiama anche un’altra esigenza: conoscere le proposte ucraine ed europee prima di accettarne la liquidazione da parte del Cremlino. Garanzie di sicurezza, ricostruzione e futuro assetto europeo sono questioni che richiedono impegni verificabili.

The Insider, in un aggiornamento del 25 ottobre, riferisce che il consigliere del Cremlino Yuri Ushakov indica una disponibilità russa a riprendere i colloqui dopo il 4 novembre, senza una data ancora concordata e senza prospettare un accordo rapido. Parallelamente si prepara un possibile incontro fra Putin, Trump e Xi Jinping, ancora privo di un programma definitivo. Zelensky ha contestato l’ipotesi che il futuro dell’Ucraina venga discusso senza la partecipazione di Kiev.

I tavoli si moltiplicano. Il cessate il fuoco generale resta da conquistare. Nel frattempo, a Synelnykove come a Belgorod, ci sono persone che escono per un caffè, salgono in macchina o tornano dal lavoro. E non arrivano a casa.



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