Nelle ultime ore, l’Ucraina ha subito uno dei più massicci attacchi aerei da parte della Russia dall’inizio del conflitto. Secondo fonti ufficiali ucraine, l’offensiva ha coinvolto 367 tra droni e missili, causando almeno 12 morti e decine di feriti in diverse regioni del Paese. A Kiev, le autorità riferiscono di quattro vittime e 26 feriti, con danni significativi a edifici residenziali e infrastrutture civili.
Nella regione di Zhytomyr, tre bambini hanno perso la vita e 12 persone sono rimaste ferite a seguito di un attacco missilistico. Anche Khmelnytskyi e Mykolaiv sono state colpite, con un bilancio rispettivamente di quattro morti e cinque feriti, e un morto e cinque feriti.
La regione di Chernihiv è stata sottoposta durante la notte a un attacco aereo con l’impiego di droni e missili da parte delle Forze armate della Federazione Russa, riferisce l’amministrazione militare regionale. Sono stati registrati incendi in magazzini e edifici non residenziali. A Konotop, a causa di un attacco combinato delle forze russe, alcune vie sono rimaste parzialmente senza elettricità e un’infrastruttura è stata distrutta, ha dichiarato il sindaco della città, Artem Semenikhin. Il sindaco ha definito l’attacco come il più massiccio subito da Konotop. A Ternopil, in seguito all’impatto, presumibilmente, di un missile da crociera Kalibr, è stato parzialmente danneggiato l’edificio di un’impresa industriale. Un incendio è divampato in uno dei reparti su una superficie complessiva di circa mille metri quadrati.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha condannato gli attacchi, definendoli una dimostrazione della persistente aggressività russa e ha esortato la comunità internazionale a rafforzare il sostegno a Kiev. Le autorità ucraine continuano a monitorare la situazione e a fornire assistenza alle vittime, mentre la popolazione è invitata a seguire le indicazioni di sicurezza e a rimanere vigile di fronte alla minaccia persistente. In risposta agli attacchi, la Polonia e altri Paesi della Nato hanno intensificato le misure di sicurezza, attivando pattugliamenti aerei e mettendo in stato di allerta le difese antiaeree lungo il fianco orientale dell’Alleanza. Nonostante l’intensificarsi delle ostilità, proseguono gli sforzi diplomatici: è in corso il più grande scambio di prigionieri tra Russia e Ucraina dall’inizio della guerra, con 614 persone già rilasciate. Il completamento dell’operazione, definita “mille per mille”, dovrebbe avvenire nella giornata odierna. (Agenzia Nova)
Il 23 maggio l’Ucraina ha subito l’ennesimo attacco missilistico balistico alle infrastrutture portuali di Odessa da parte della Russia, Un morto e otto feriti. La sala macchine è inutilizzabile. Mosca sta mirando alle infrastrutture econmico/energetiche del paese da almeno tre anni.
Il deficit del bilancio ucraino ammonta a 1,6 trilioni di grivne, attualmente coperto dall’assistenza macrofinanziaria dei partner. “Dove trovare i soldi adesso?” chiede l’economista ucraino Oleg Pendzin. Ha riferito che la questione è stata chiusa nel 2025: l’Ucraina ha ricevuto un prestito di 50 miliardi di dollari, che verrà rimborsato utilizzando i proventi dei beni russi congelati. Il 2026 è un interrogativo enorme. “1,6 trilioni, se non aumentiamo il costo della vita e il salario minimo. Se modifichiamo gli standard sociali, e devono essere modificati, avremo numeri ancora più alti. Da dove prenderemo questi soldi?”
Non meno trascurabile è la questione della mancanza di manodopera per via della guerra e per glie spatri. “Dall’inizio del 2025, altri 100mila ucraini hanno lasciato il Paese” ha dichiarato il Ministero dell’Economia dell’Ucraina. “Ad oggi, ci sono 6,9 milioni di rifugiati ucraini nel mondo, la maggior parte dei quali si trova in: Germania – 1,443 milioni di persone; Polonia – più di 999 mila persone; Repubblica Ceca – più di 401 mila persone”.
Una soluzione al debito ucraino arriva dal ministro delle Finanze ucraino Serhiy Marchenko che ha proposto che i paesi europei destinino direttamente una parte del loro PIL al finanziamento delle forze armate ucraine.
Anche perché a gravare sulle casse dello stato il fatto che la pace è lontana a venire. Almeno è quello che pensano le autorità ucraine. Il vice capo dell’ufficio del presidente ucraino, Iryna Vereshchuk, ha dichiarato che “la guerra durerà a lungo. La Russia rimarrà il nostro nemico per decenni o secoli”. “Dobbiamo riconfigurare la nostra coscienza e la coscienza pubblica per poter reagire in qualsiasi momento. I nostri figli devono prepararsi e sapere cos’è la guerra”, ritiene Vereshchuk.
Graziella Giangiulio








