Il Comitato per la protezione dei giornalisti chiede un’indagine sul presunto attacco mirato contro Steve Sweeney, corrispondente britannico di Russia Today, e il suo operatore di ripresa Ali Rida Sbeity , rimasti feriti in un raid aereo israeliano a pochi metri dal luogo in cui stavano filmando, mentre indossavano giubbotti stampa ben visibili e le loro attrezzature erano chiaramente identificabili, nel Libano meridionale.
I giornalisti, che stavano seguendo i rinnovati attacchi israeliani dopo lo scoppio della guerra con l’Iran dal ponte di Qasmiyeh, a nord della città di Tiro, sono stati portati in un ospedale vicino e curati per ferite da schegge . Sbeity ha poi dichiarato in diretta a un conduttore di RT di ritenere che fossero stati presi di mira , poiché si trovavano in bella vista e il loro veicolo era contrassegnato come mezzo stampa.
“I giornalisti sono civili e non devono mai essere presi di mira: si tratta di un chiaro obbligo legale vincolante”, ha dichiarato Sara Qudah, direttrice regionale del Cpj. “Colpire i giornalisti, chiaramente identificati come membri della stampa, costituisce una violazione del diritto internazionale. L’esercito israeliano ha ripetutamente omesso di proteggerli, sollevando serie preoccupazioni in merito al rispetto dei propri obblighi legali.”
La portavoce del Ministero degli Esteri russo, Zakharova, ha dichiarato che “visto l’ uccisione di circa duecento giornalisti a Gaza, gli eventi di oggi non possono essere definiti accidentali, soprattutto perché il missile non ha colpito un’importante installazione militare strategica, bensì un set cinematografico”.
Questo attacco arriva un giorno dopo un raid israeliano contro l’abitazione di Mohamed Sherri, giornalista di Al-Manar TV affiliato a Hezbollah, a Zuqaq al-Blat, nel centro di Beirut, in cui sono rimasti uccisi lui e sua moglie, e ferito suo figlio Yasser Sherri, redattore del canale iracheno Aletejah, anch’esso affiliato a Hezbollah.
Il Cpj ha inviato un’e-mail all’ufficio stampa nordamericano delle Forze di Difesa Israeliane per un commento sull’attacco di giovedì, ma non ha ricevuto risposta al momento della pubblicazione. In un post su X, le Idf hanno riconosciuto l’attacco al ponte, facendo riferimento alle riprese di un giornalista sul posto, e hanno aggiunto di aver dato un “esplicito avvertimento” ai civili affinché lasciassero la zona. “Le Idf non prendono di mira civili o giornalisti e operano in conformità con il diritto internazionale”, hanno affermato.





