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Argentina, repressa brutalmente manifestazione dei pensionati contro la povertà

Almeno una decina di persone sono rimaste ferite, due in modo grave, e più di 100 sono stati fermate dopo che l’ennesima manifestazione di protesta dei pensionati – che si ripete ogni mercoledì a Buenos Aires – è sfociata in violenti scontri con le forze dell’ordine, anche a causa della forte presenza di gruppi di ultrà delle principali squadre di calcio locali, nonché di militanti sindacali opposti al governo di Javier Milei.

Ripetuti scontri e cariche della polizia con lacrimogeni, pallettoni e idranti intorno alla sede del Congresso, mentre anche nell’emiciclo ci sono state zuffe fra i parlamentari, che hanno portato alla sospensione dei lavori.

I pensionati argentini hanno marciato ancora una volta verso il Parlamento ma questa volta erano accompagnati anche dai tifosi delle squadre di calcio, che hanno deciso di dare il loro sostegno nella denuncia alla costante repressione che subiscono ogni mercoledì quando chiedono il miglioramento delle loro condizioni di vita di fronte alla crescente miseria.

A Callao e Bartolomé Mitre, le forze di sicurezza hanno represso gli anziani, i lavoratori della stampa, i sindacati e i tifosi delle squadre di calcio con gas e proiettili di gomma.

Gli scontri hanno provocato almeno settanta arrestati, tra cui il segretario generale del sindacato ATE-CABA, Daniel Catalano, e sette feriti, uno dei quali, il fotografo Pablo Grillo, ricoverato in ospedale in gravi condizioni, dopo che un poliziotto gli ha sparato un candelotto lacrimogeno in testa. I manifestanti hanno dato fuoco a un’auto della polizia e a un centinaio di contenitori della spazzatura.

Il clima era teso già dall’inizio della protesta, convocata per le 17.00 (le 20.00 Gmt) ma è degenerato.

Fra i feriti ci sono vari agenti della polizia locale, uno dei quali è molto grave dopo essere stato raggiunto da uno sparo alla testa, mentre il secondo ferito grave è Pablo Grillo, un fotografo di una testata locale, secondo informazioni del canale A24. Moto, automobili e veicoli delle forze dell’ordine sono stati dati alle fiamme, così come decine di cassonetti della spazzatura.

Fra il centinaio di persone fermate durante gli episodi di violenza ci sono molti ultrà di diversi club calcistici, molti di loro indossavano la maglia della squadra del cuore. Questo particolare ha portato la Federcalcio argentina (Afa) ad esprimere la sua indignazione, giacché considera che lo sport non ha niente a che fare con la politica e non dovrebbe essere implicato in questo tipo di avvenimento.

L’appello alla tradizionale manifestazione, che si ripete ogni mercoledì da mesi, si è esteso negli ultimi giorni attraverso i social network, portando così all’adesione di gruppi di tifosi organizzati di  River Plate, Boca Junior, Independiente, Racing, Argentinos Juniors, Estudiantes, Rosario Central e altre squadre.

La vasta piazza antistante la sede del Congresso è diventata un vero e poprio campo di battaglia. Gruppi di manifestanti hanno distrutto le piastrelle per lanciarle contro la polizia, che ha risposto con lacrimogeni, pallettoni e idranti.

Il governo di Milei aveva avvertito che non sarebbero stati tollerati disordini. La settimana scorsa si era registrata la partecipazione di elementi della tifoseria del Chacarita e la manifestazione era poi degenerata in scontri con la polizia con il ferimento anche di alcuni pensionati. L’episodio ha destato quindi la “solidarietà” delle altre tifoserie che hanno convocato i loro aderenti per partecipare alla manifestazione.

La ministra della Sicurezza, Patricia Bullrich, aveva annunciato che verrà arrestato chiunque partecipi a episodi di violenza. Nella giornata di ieri il governo ha pubblicato anche una nuova ordinanza che introduce il divieto di ingresso a manifestazioni sportive a chiunque si renda responsabile della violazione dell’ordine pubblico.


Il racconto a Radio Onda d’Urto di Federico Larsen 


Chiediamo l’immediato rilascio di tutti coloro che sono stati arrestati durante la manifestazione dei pensionati al Congresso, tra cui il segretario generale di ATE Capital, Daniel Catalano. Questo governo criminale viola tutte le leggi. È finito il detto “tutto all’interno della legge e nulla al di fuori della legge. La repressione violenta di oggi supera ogni limite, danneggia la Democrazia del nostro Paese. Pensano che ci fermeranno con la polizia. Devono sapere che saranno in grado di usare bastoni, gas e proiettili, ma non saranno in grado di reprimere le crescenti e giuste richieste dei pensionati e dei lavoratori”, ha scritto leader dell’ATE su X


Da un camion con idranti, la polizia ha gridato all’altoparlante: “Vieni mancino (persona di sinistra, ndr), ti daremo la caccia”, seguendo la linea dettata delle parole del presidente Milei.

La principale colpevole di questa brutale repressione, il ministro Patricia Bullrich, ha sottolineato che “i manifestanti sono venuti per uccidere”, quando era esattamente il contrario, con gli apparati di polizia determinati a fare più male possibile, lanciando proiettili di gomma e bombe lacrimogene contro il corpo e la testa dei manifestanti.


 Il commento di Bottini Alberta Docente all’Universita’ di Quilmes


Un magistrato ordina la liberazione dei detenuti

La giustizia argentina ha ordinato “l’immediata liberazione” di tutte le 114 persone (oltre 150 secondo fonti giornalistiche) arrestate in flagranza di reato durante gli scontri tra manifestanti e polizia davanti al parlamento, nel contesto delle mobilitazioni dei pensionati contro i tagli del governo di Milei. Lo riporta Pagina 12.

Secondo la giudice Karina Andrade “essendo in gioco il diritto costituzionale fondamentale di manifestare in modo democratico e quello della libertà di espressione”, fatto salvo “il parere sull’applicazione del diritto sostanziale o sulle indagini che la procura può proseguire nell’accertamento dell’esistenza di condotte criminose” resta preclusa “l’applicazione della procedura di flagranza”.

La posizione della magistratura stride con quella del governo. Su X la ministra della Sicurezza nazionale, Patricia Bullrich, ha infatti dichiarato che “gli oltre cento arrestati rischiano condanne fino a venti anni di prigione” grazie “alla nuova legge antimafia” approvata del governo.

Il governo ha reagito criticando la scarcerazione dei manifestanti arrestati. “La giudice Karina Giselle Andrade ha ordinato il rilascio dei 114 detenuti che, insieme a molti altri, hanno distrutto la città di Buenos Aires e attaccato le forze di sicurezza ieri”, ha affermato su X il portavoce presidenziale Manuel Adorni.

“La giustizia della porta girevole è direttamente responsabile dell’insicurezza in Argentina. Coloro che si battono per l’impunità in ogni sentenza sono complici”, ha aggiunto.



Il governo accusa il peronismo di ‘destabilizzazione’

Il governo argentino ha denunciato oggi un tentativo di ‘destabilizzazione’ da parte di settori del peronismo che avrebbero organizzato l’invio a Buenos Aires di ‘ultras’ delle tifoserie alla manifestazione di ieri a sostegno dei pensionati poi degenerata in gravi scontri con le forze dell’ordine.

Lo ha affermato la ministra della Sicurezza, Patricia Bullrich, in una conferenza stampa dove ha annunciato la presentazione di una denuncia penale nei confronti dei sindaci delle città di La Matanza (Fernando Espinosa), e Lomas de Zamora (Martin Insaurralde), importanti figure del peronismo alla guida di due dei maggiori distretti elettorali a livello nazionale.

“Abbiamo arrestato diversi ‘ultras’ provenienti in particolare dai municipi de La Matanza e di Lomas de Zamora i cui sindaci sono processati per corruzione e non gli conviene che prosegua questo governo”, ha affermato Bullrich. “Tutto questo è stato organizzato da diverse parti con l’obiettivo di destabilizzare questo governo, e cercheranno di farlo ancora”, ha aggiunto la ministra.

Fonte: Ansa e Osservatorio Repressione


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