Diritti

CLIMA E SICUREZZA | Non basta piangere i morti: servono più prevenzione, più Vigili del Fuoco e più investimenti pubblici

La morte del caporeparto Alessandro Marchì durante un intervento a Caltanissetta riporta al centro una domanda che riguarda tutto il Paese: siamo davvero preparati ad affrontare un’emergenza climatica ormai permanente?

CALTANISSETTA – Aveva cinquantanove anni. Si chiamava Alessandro Marchì ed era caporeparto del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco. È morto durante le operazioni di spegnimento di un incendio di vegetazione in contrada Chiapparia, nel territorio di Caltanissetta, dopo essere stato colto da un malore durante una ricognizione sul luogo dell’intervento.

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il capo Dipartimento Attilio Visconti e il capo del Corpo nazionale Eros Mannino hanno espresso cordoglio alla famiglia e ai colleghi. Ma il dolore pone una domanda che va oltre la cronaca: il sistema del soccorso pubblico è adeguato a un Paese in cui incendi, ondate di calore ed eventi meteorologici estremi sono sempre più frequenti?

Nelle stesse ore la Fp Cgil Vigili del Fuoco ha rilanciato un appello per un piano straordinario di investimenti. Secondo il coordinatore nazionale Mauro Giulianella servono più assunzioni, organici adeguati, mezzi moderni, sedi sicure, formazione continua, dispositivi di protezione efficaci e un reale supporto sanitario e psicologico per il personale.

«La salute e la sicurezza sul lavoro devono tornare al centro delle decisioni politiche e organizzative», afferma Giulianella. Il sindacato sottolinea inoltre che «non si può lavorare di più per guadagnare di più»: il ricorso sistematico agli straordinari non può sostituire nuove assunzioni.

La crisi climatica sta modificando profondamente anche il lavoro dei Vigili del Fuoco. Le stagioni degli incendi sono più lunghe, le temperature più elevate, gli interventi più complessi e ravvicinati. Per questo la prevenzione diventa parte integrante della sicurezza: manutenzione del territorio, gestione del patrimonio boschivo, adattamento ai cambiamenti climatici e rafforzamento della Protezione civile riducono le emergenze e tutelano sia i cittadini sia gli operatori del soccorso.

La morte di Alessandro Marchì ricorda che dietro ogni intervento ci sono donne e uomini che mettono a rischio la propria vita. Investire nel Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco significa investire nella sicurezza collettiva, nella tutela dell’ambiente e nella qualità della democrazia.


LA SICUREZZA COMINCIA PRIMA

La sicurezza non nasce quando suona una sirena. Comincia nella prevenzione, nella manutenzione del territorio, nella formazione del personale, negli investimenti pubblici e nella capacità di prepararsi alle emergenze prima che diventino tragedie.


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