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Prove di colpo di stato in Sierra Leone. È coprifuoco in tutto il Paese

La Sierra Leone ha dichiarato il coprifuoco nazionale dopo che uomini armati non identificati hanno attaccato una caserma militare e tentato di irrompere in un’armeria nella capitale, Freetown.

Il governo ha affermato in una nota che le forze di sicurezza hanno il controllo della situazione.

“Nelle prime ore di domenica, alcuni individui non identificati hanno tentato di entrare nell’armeria militare della caserma Wilberforce. Sono stati respinti”, ha detto il ministro dell’Informazione Chernor Bah.

“È stato dichiarato un coprifuoco nazionale con effetto immediato in tutto il Paese. Consigliamo vivamente ai cittadini di rimanere in casa”, aggiunge la nota. 

Secondo lo stesso ministero gli attacchi a Wilberforce sarebbero stati respinti e la situazione sarebbe sotto controllo; testimonianze dirette smentiscono però questa versione: scontri tra esercito e reparti di polizia sarebbero in corso a Congo cross, dalla parte opposta della città, mentre altri rivoltosi avrebbero attaccato la prigione di Pademba road liberando i detenuti.

Il presidente Julius Maada Bio, ex generale dell’esercito è stato riconfermato lo scorso giugno in seguito a elezioni fortemente contestate dalle opposizioni e dalla società civile.  Bio ha vinto con il 56, 17 per cento dei voti le presidenziali del 24 giugno battendo il principale avversario, Samura Kamara.

La Repubblica della Sierra Leone è uno Stato dell’Africa occidentale, sulla costa dell’oceano Atlantico. Confina con la Guinea a nord e a est, e con la Liberia a sud-est. La vicenda della liberazione degli schiavi rimasti nei territori della Sierra Leone è stata ricordata nel nome della capitale Freetown, “città libera”.

 

 

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