Diritti

DELITTI Nove vittime in un naufragio a trenta miglia da Lampedusa. L’Ue legalizza le violazioni dei diritti umani alle frontiere esterne

Si aggrava il tragico bilancio del naufragio di ieri a 30 miglia a sud di Lampedusa:  nove persone sono morte, 15 disperse. Gli accordi tra Italia, UE e Tunisia, celebrati ieri dal voto sul MigrationPact, aumentano morti, respingimenti e violenze lungo la rotta tunisina.

La Guardia costiera italiana ha fornito ieri supporto all’autorità Sar maltese nelle operazioni di soccorso ad un barchino naufragato a circa 30 miglia a sud est di Lampedusa, in area di responsabilità Sar maltese. Alla richiesta di cooperazione la Guardia costiera ha inviato sul posto la motovedetta Sar 308 che ha tratto in salvo 22 naufraghi e recuperato nove persone prive di vita, tra cui una bambina.

PATTO UE, 161 ONG: NON FERMERÀ LE MORTI IN MARE

Le morti nel Mediterraneo continueranno e migliaia saranno private dei loro diritti nei prossimi decenni. Con la riforma, l’Ue legalizza le violazioni dei diritti umani alle frontiere esterne”. Questa la posizione di Giulia Messmer, portavoce di Sea-Watch, sull’approvazione da parte del Parlamento europeo del nuovo patto per la migrazione. In una nota Sea-Watch ricorda di aver sottoscritto un appello insieme ad altre 160 organizzazioni della società civile, in cui si chiedeva ai parlamentari di votare contro la proposta, in quanto conterrebbe diverse criticità. Tra queste, le organizzazioni denunciano la detenzione di fatto alle frontiere anche di famiglie con bambini di tutte le età, procedure accelerate e inferiori agli standard per la valutazione delle richieste di asilo, tendenza a favorire procedure di rimpatrio anche per via dell’ampliamento dell’accezione del principio di “paese terzo sicuro”.

Inoltre, in assenza di percorsi sicuri e regolari, le organizzazioni avvertono che “le persone in cerca di sicurezza o mezzi di sostentamento saranno costrette a intraprendere rotte sempre più pericolose, tanto che il 2023 si è configurato come l’anno più mortale mai registrato dal 2015: solo nel Mediterraneo, sono morte più di 2.500 persone”. Infine, si avverte che il Patto “rappresenta un ulteriore passo avanti nell’uso delle nuove tecnologie per la sorveglianza di massa dei migranti e delle persone razzializzate, poiché tecnologie più intrusive verranno impiegate alle frontiere e nei centri di detenzione, i dati personali delle persone verranno raccolti in blocco e scambiati tra le forze di polizia in tutta l’Ue o l’identificazione biometrica i sistemi saranno utilizzati per tracciare i movimenti delle persone e aumentare il controllo dei migranti privi di documenti”.

 

I migranti soccorsi dalla ong MOAS
(Chris McGrath/Getty Images)

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