Sull’energia l’Italia deve “fare i compiti a casa” mettendo a terra tutto quello che è possibile, riapertura delle centrali a carbone inclusa. A dirlo, il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, parlando a margine della sua visita al Salone del Mobile a Rho.
“In Italia dobbiamo fare i compiti a casa, perché dobbiamo cercare subito l’area idonea per il fotovoltaico, le rinnovabili e l’eolico. Credo che sia fondamentale mettere a terra tutto ciò che è possibile sul tema dell’energia” ha detto, aggiungendo di aspettarsi che l’Europa dia “garanzie alle banche dei vari Stati per poter costruire dei nuovi impianti”.
“Quello che dobbiamo fare oggi è costruire impianti, ma se neanche i partiti politici riescono a trovare l’area idonea, capite che è un problema” ha lamentato Orsini. “Poi è logico puntare alle nuove tecnologie, i micro reattori nucleari, ma ci vogliono dieci anni. Quindi – ha concluso – occorre fare tutto quello che si può, anche riaprire le centrali a carbone, perché se oggi serve riaprire le centrali a carbone per poter dare benefici alle nostre imprese, va fatto. Ricordo che la Germania lo sta facendo”.
Non la pensano allo stesso modo in Alto Adige dove c’è in cantiere un progetto per rinnovare la mobilità nel segno dell’ambiente: l’obiettivo è produrre energia rinnovabile, trasformarla in idrogeno verde e usarla direttamente per muovere autobus di linea senza inquinare. L’inaugurazione è prevista prima dell’estate. Il progetto da 35 milioni di euro, finanziato dal Pnrr, si chiama Hydrogen Adige Valley (Hav), ed è promosso da Sasa, (operatore pubblico del Tpl, Alperia e Provincia Autonoma di Bolzano).
Prevede la realizzazione di un impianto per la produzione di idrogeno con una potenza di 2 MW, a Bolzano sud, in grado di garantire la creazione di almeno 430 chilogrammi di idrogeno verde al giorno, utilizzati anche dalle stazioni di rifornimento collegate, a Bolzano e Merano, nell’ottica di potenziare il Brennero Green Corridor. Accanto a questo impianto sorgerà un parco fotovoltaico dedicato che alimenterà in parte il processo di elettrolisi per la produzione di idrogeno, in un circuito chiuso virtuoso, destinato alla flotta di oltre trenta autobus del trasporto pubblico provinciale.






