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Fuori campo di Oleksandr Rosput’ko Giallo in casa Shakhtar Donetsk

Oleksandr Rosput’ko, centrocampista e difensore centrale U19 del club calcistico ucraino Shakhtar Donetsk, parrebbe essere dapprima scomparso e poi volato in Russia in seguito alla partita della Youth League (la Champions League degli under 19) contro la squadra belga Anversa dello scorso 4 ottobre.

Lo “scandalo” è uscito ufficialmente nei media ucraini e russi solo dopo qualche giorno, con la dichiarazione dei portavoce dello Shakhtar: “Confermiamo che Oleksandr Rosput’ko non è tornato in Ucraina dopo la partita con l’Anversa”. Il giocatore aveva ricevuto la sua carta d’imbarco e imbarcato il bagaglio insieme ai suoi compagni, ma non si è mai presentato a bordo dell’aereo. All’aeroporto, i membri dello staff del club hanno trovato la divisa del giocatore ben piegata, ma nessuna traccia del calciatore, irreperibile sia telefonicamente che sui social.

Rosput’ko, che gioca per lo Shakhtar Donetsk da quando aveva otto anni, era diventato campione nazionale con gli U14, U15 e U17. Proprio in quei giorni avrebbe dovuto rinnovare il contratto per i prossimi cinque anni con il club dei minatori.

Secondo il sito web dei tifosi dello Shakhtar, Rosput’ko – nativo della città di Horlivka (città dell’oblast’ di Donec’k, attualmente sotto occupazione russa) – sarebbe volato in Russia per chiedere asilo e fuggire alla legge marziale ucraina, che impedisce agli uomini dai 18 ai 60 anni di uscire dal paese. La versione del padre, però, è diversa: “Non so qual è il motivo per cui mio figlio è scappato dallo Shakhtar. Posso solo dire che sarà più al sicuro in Russia”, aggiungendo che Oleksandr non richiederà l’asilo, ma il passaporto russo.

Non è chiaro se il calciatore entrerà in un club russo di terza divisione o se si prenderà una pausa. Fatto sta che, se dovesse richiedere il passaporto russo, rientrerebbe nel gruppo di cittadini papabili di mobilitazione nelle forze armate russe. Cosa si nasconde dietro questa storia? Il giallo rimane, ad oggi, irrisolto.

Claudia Bettiol

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