Ambiente, Politica

Giorgia Meloni: “Aboliamo il fotovoltaico, finanziamo pesticidi, grandi invasi in cemento e allevamenti intensivi, avanti così”

Importanti iniziative in consiglio dei ministri con l’approvazione del decreto Agricoltura”. Lo scrive sui social la premier Giorgia Meloni elencando una serie di misure drammatiche per la sostenilità e l’economia previste nel provvedimento varato ieri sera dal governo.
“Stop al fotovoltaico senza regole e più energia pulita senza consumare suolo agricolo, più aiuti alle imprese in difficoltà con la moratoria sui mutui – elenca la premier – e il sostegno alle filiere, 130 milioni di euro di credito d’imposta per chi investe nel Mezzogiorno e sgravi contributivi e fiscali per i lavoratori agricoli nelle zone alluvionate, controlli più rigidi e norme più efficaci contro la concorrenza sleale, misure per contrastare la siccità e le emergenze sanitarie e climatiche”.
“Continueremo a lavorare – aggiunge Meloni – per difendere settori strategici per la nostra nazione come l’agricoltura, la pesca, l’acquacoltura, l’allevamento e tutto il mondo della produzione italiana. Avanti così”

La lettera di Attilio Piattelli nella speranza/illusione di prevenire l’ennesimo scempio legislativo

Gentile Presidente Giorgia Meloni,

il Coordinamento FREE (Coordinamento Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica) è un’associazione che conta oltre 25 associazioni nazionali e che, nel quadro di un modello sociale ed economico ambientalmente sostenibile, ha lo scopo di promuovere lo sviluppo delle rinnovabili e dell’efficienza energetica con l’obiettivo di accelerare la decarbonizzazione dell’economia e il taglio delle emissioni climalteranti.

Abbiamo appreso che al prossimo Consiglio dei Ministri dovrebbe approdare il Decreto Agricoltura contenente una norma che impedirebbe, di fatto, lo sviluppo di impianti fotovoltaici su terreni classificati come agricoli.

Accogliamo, con forte preoccupazione, questa notizia perché – in assenza di modifiche – il provvedimento bloccherà moltissimi progetti fotovoltaici e, di conseguenza, l’Italia fallirà gli obiettivi di decarbonizzazione al 2030 stabiliti a livello nazionale ed europeo. E pertanto sarà passibile di procedura di infrazione comunitaria, né riuscirà a utilizzare i fondi per la transizione energetica previsti dal PNRR.

Sorprende inoltre che il Masaf preveda una norma del tutto contraddittoria rispetto all’obiettivo di triplicare le energie rinnovabili entro il 2030 sottoscritto di recente dall’Italia e dalle altre 6 Nazioni al G7 Ambiente, Clima ed Energia di Torino.

Questa norma risulterebbe contraddittoria anche con le indicazioni contenute nella bozza di Decreto Aree Idonee, la cui pubblicazione sarebbe dovuta avvenire entro giugno 2022.

Persino l’obiettivo di sviluppo del fotovoltaico al 2030 previsto nella bozza del Piano Nazionale Integrato Energia Clima (PNIEC) – che avevamo già giudicato troppo timida e inadeguata alla sfida che abbiamo di fronte e alle necessità del Paese – sarebbe impossibile da raggiungere, se questa norma del Decreto Agricoltura venisse approvata.

Teniamo a ricordare che in presenza di regole chiare non esisterebbe alcuna conflittualità tra lo sviluppo delle rinnovabili e la tutela del settore agricolo, al contrario, la transizione energetica è l’unica soluzione strutturale per contrastare l’emergenza climatica che sta già pesantemente colpendo la nostra Agricoltura.

Peraltro, è bene considerare che triplicare le installazioni rinnovabili come stabilito al G7 richiederebbe meno dell’1% delle aree agricole del nostro Paese, e che per raggiungere il meno ambizioso obiettivo del REPowerEU servirebbe solo lo 0,5% dei terreni agricoli.

Le fonti rinnovabili sono le uniche risorse energetiche di cui l’Italia è ricca, sono le più competitive e anche le più efficaci ai fini dell’indipendenza energetica del Paese e della stabilità dei prezzi dell’energia elettrica. In un solo anno, il 2022, il parco rinnovabili esistente ha permesso ai cittadini italiani di risparmiare circa 25 miliardi di euro, grazie al minor ricorso ai combustibili fossili per il fabbisogno elettrico.

Per tagliare il costo dell’energia elettrica, a beneficio di famiglie e imprese, dobbiamo realizzare anche impianti rinnovabili a terra di medie e grandi dimensioni. Infatti, l’elettricità prodotta con gli impianti fotovoltaici utility scale costa circa un terzo dell’elettricità generata dagli impianti fotovoltaici residenziali sui tetti.

La filiera industriale della transizione energetica è pronta a crescere in Italia, a creare nuovi posti di lavoro e a investire per consolidare la capacità produttiva nazionale delle tecnologie rinnovabili. Per farlo, è indispensabile però disporre di un quadro normativo favorevole e stabile a lungo termine.

Consapevoli del Suo forte e concreto impegno per aumentare la sicurezza nazionale ed energetica dell’Italia – priorità indifferibile anche alla luce dei molteplici fronti di guerra che minacciano gli approvvigionamenti energetici del nostro Paese e ci pone a rischio di nuove e improvvise escalation dei prezzi dell’energia – confidiamo in un Suo tempestivo e risoluto intervento affinché lo stop ai nuovi progetti fotovoltaici possa essere scongiurato.

Ci auguriamo che su questi temi, così rilevanti per il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione al 2030, si possa avviare un sereno confronto con noi e con le associazioni di categoria che rappresentiamo.

 

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