Mondo

GUERRA D’USURA | Brucia San Pietroburgo, bombe sulle case in Ucraina. Un’altra notte senza pace

Droni sul petrolio, sulla logistica e sulle reti digitali russe. A Zaporizhzhia uccisa una donna di ventisette anni. Gli attacchi alle infrastrutture allargano la guerra dentro la vita quotidiana.


Brucia il petrolio a San Pietroburgo, vengono colpite le case a Zaporizhzhia. Tra Russia e Ucraina un’altra notte di droni, morti e interruzioni di corrente. Lontano dalle trincee, la guerra raggiunge depositi, magazzini, reti informatiche e abitazioni. E mentre ciascuna parte diffonde i propri bollettini sugli abbattimenti, i civili continuano a morire.

Nella notte fra sabato 17 e domenica 18 ottobre un massiccio attacco di droni ha investito San Pietroburgo e la regione di Leningrado. Il governatore Aleksandr Beglov riferisce di un morto e cinque feriti in città. Secondo la ricostruzione di The Insider, sono scoppiati incendi al terminal petrolifero, al deposito di carburanti Ruč’i e in magazzini industriali. Danneggiati anche dodici condomini e due abitazioni private.

Nella regione circostante una donna e tre bambini sono stati ricoverati con sintomi di intossicazione da monossido di carbonio dopo un incendio in un edificio residenziale. Circa ventimila persone sono rimaste senza elettricità. La testata indipendente Astra, analizzando filmati dei testimoni, segnala danni a una sottostazione elettrica e a un ponte autostradale: la loro entità resta da accertare.

Il terminal petrolifero di San Pietroburgo, uno dei maggiori impianti di movimentazione dei prodotti petroliferi del Baltico, era già stato attaccato a giugno e luglio. Insistere su questo obiettivo significa colpire un passaggio importante dell’economia russa, costringendo Mosca a impiegare risorse nella difesa e nelle riparazioni lontano dal fronte. Non sono ancora accertati i tempi necessari per ripristinare gli impianti.

Colpito anche il centro logistico di Ozon, uno dei principali operatori russi del commercio elettronico. L’azienda dichiara di avere evacuato i dipendenti senza feriti e di aver sospeso l’attività del magazzino, redistribuendo le consegne. VK, il gruppo che controlla il social network VKontakte, conferma un attacco a un proprio centro dati nella regione di Leningrado. Sostiene che i servizi restino disponibili, mentre i sistemi di monitoraggio registrano segnalazioni di disservizi. Restrizioni negli aeroporti hanno provocato ritardi e cancellazioni.

Il ministero della Difesa russo sostiene di aver abbattuto 1.015 droni sull’intero territorio nazionale. È una dichiarazione di Mosca, priva al momento di verifica indipendente. Nel resoconto di The Insider non compare una rivendicazione ucraina relativa a questa specifica operazione.

In Ucraina la notte è stata segnata da una nuova ondata di attacchi russi. Secondo l’Aeronautica di Kiev, citata da Interfax-Ucraina, sono stati lanciati 180 droni e un missile balistico Iskander-M. La difesa aerea dichiara di aver neutralizzato 152 droni; sono stati registrati impatti in venti località.

A Zaporizhzhia un edificio residenziale è stato colpito e una donna di ventisette anni è morta. Ukrinform segnala anche due feriti. Nella regione di Dnipropetrovsk gli attacchi notturni hanno ferito tre persone. Sono bilanci provvisori, mentre proseguono le verifiche sulle conseguenze delle incursioni.

La nuova notte di bombardamenti segue gli attacchi che avevano segnato la giornata precedente. Nel bilancio comunicato la mattina del 17 ottobre, riferito alle ventiquattro ore precedenti, le autorità regionali ucraine contavano sette morti e circa novanta feriti. Il Kyiv Independent riportava 332 droni lanciati dalla Russia nella notte fra il 16 e il 17, oltre ai missili, e impatti in ventidue località.

Zelensky ha descritto l’offensiva culminata il 17 ottobre come uno dei maggiori attacchi contro il sistema energetico ucraino, con oltre quindici strutture di produzione e trasmissione prese di mira. Con l’inverno che si avvicina, danneggiare la rete elettrica significa rendere più difficile riscaldare le abitazioni, lavorare, curarsi e tenere in funzione i servizi.

È la guerra d’usura che allarga la propria geografia. La Russia continua a colpire l’Ucraina invasa; Kiev porta gli attacchi sempre più in profondità nel territorio russo. Ogni impianto danneggiato assorbe risorse, interrompe attività, impone riparazioni. Dentro questa contabilità finiscono le persone. La distanza dalle trincee protegge sempre meno e la diplomazia resta incapace di aprire una strada concreta al negoziato. Continuare a chiamare tutto questo soltanto pressione militare significa lasciare fuori dal racconto chi vive sotto le bombe.



SIAMO VECCHIA STAMPA

Crediamo ancora in un giornalismo che cerca, verifica, disturba e ascolta.


CONDIVIDERE È INFORMARE | I testi di Fotosintesi.info sono riproducibili citando la fonte.


 

Iscriviti per ricevere gli ultimi articoli pubblicati su Fotosintesi!

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

Condividi