Medici Senza Frontiere è profondamente preoccupata per la recente intensificazione degli scontri tra la polizia nazionale haitiana (Pnh) e i gruppi armati nel quartiere Bel Air di Port-au-Prince. In questa zona della capitale, dove non sono disponibili altri servizi medici, i team di Msf gestiscono una clinica un giorno alla settimana, mentre volontari locali sono presenti ogni giorno per fornire assistenza di base ai pazienti.
Il 6 gennaio l’ex edificio scolastico utilizzato per le attività mediche di Msf è diventato il campo di battaglia di intensi combattimenti tra un gruppo armato e la Pnh. Sette volontari locali sono rimasti intrappolati per diverse ore prima di riuscire a fuggire.
Questi eventi hanno anche causato la morte di un ex volontario locale che aveva collaborato con Msf nel 2025. Gravemente ferito, è arrivato alla clinica pochi minuti dopo l’evacuazione del personale. Non potendo ricevere le cure di primo soccorso, è morto a causa delle ferite riportate davanti al cancello dell’edificio. Questo non è un caso isolato.
L’aumento della violenza sta mettendo seriamente in pericolo la vita di migliaia di civili che vivono in questo quartiere e sta compromettendo in modo allarmante il loro accesso all’assistenza sanitaria. Msf invita tutte le parti a rispettare le strutture mediche, il personale sanitario, i pazienti e i civili
“Gli interventi medici che svolgiamo a Bel Air e Bas Delmas garantiscono cure essenziali a diverse migliaia di pazienti ogni mese. Senza queste cliniche, queste persone sarebbero completamente private dell’accesso all’assistenza sanitaria” afferma Nicholas Tessier, capomissione di Msf ad Haiti. “Oggi, a causa di questo nuovo episodio di violenza, siamo costretti a sospendere tutte le nostre attività a Bel Air fino a nuovo avviso”.






