Attualità

 I prodotti agroalimentari italiani Dop e Igp trovano casa

 L’Aicig, Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche, ha presentato la sede rinnovata a Roma, più ampia, con arredi al 100% made in Italy, e proprio di fronte alla sede del ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali. Una ‘casa’ che diviene il punto di incontro per i 58 Consorzi associati Aicig, dalla Fontina Dop allo Speck Alto Adige Igp. Vicinanza al Mipaaf, e al contempo al ministero dello Sviluppo Economico, che si rafforza anche nelle strategie per l’internazionalizzazione sempre più in sinergia. A TuttoFood, che si terrà a Milano dal 3 al 6 maggio, ”saremo presenti – ha annunciato Pier Maria Saccani, Segretario Generale Aicig – coordinando la partecipazione istituzionale e ospitando lo stand del Mipaaf insieme a Isit (Istituto Salumi Italiani Tutelati).

Presenti con Aceto Balsamico di Modena Igp, Grana Padano Dop, Gorgonzola Dop, Mozzarella di bufala Campana Dop, Oliva Bella della Daunia Dop, Pecorino Toscano Dop e Taleggio Dop, e la partecipazione in forma collettiva dei 14 Consorzi di Tutela della salumeria Dop Igp aderenti ad Isit. Siamo quanto mai compatti – ha sottolineato Saccani – nel segno dell’italianità.

A Tuttofood, evento fondamentale per il settore agroalimentare nazionale durante il 2015 vista la coincidenza temporale ed anche logistica con Expo, cureremo non solo aspetti commerciali e un ricco palinsesto di eventi ma anche un messaggio politico forte a chi, in ambito internazionale, vuole scalfire il sistema di protezione comunitario delle indicazioni geografiche”. 

Le Dop-Igp italiane sono ad oggi 269, per un fatturato alla produzione di 6,6 miliardi di euro e al consumo di 13,2 miliardi di euro. ”Questa qualità agroalimentare va ora portata negli scaffali – ha detto il capo dipartimento delle Politiche competitive del Mipaaf, Luca Bianchi – valorizzando un modello complessivo. Da qui il lavoro avviato con la Gdo per creare un percorso evidenziato nei supermercati. Le Igp e Dop devono diventare la Ferrari della qualità italiana”.

”E’ bello – conclude il direttore Isit Gianluigi Ligasacchi – constatare che il Mipaaf, un tempo legato al settore agricolo puro, ora ascolta anche l’agroalimentare e l’agroindustria. C’è sempre stata una apertura al dialogo, ma una collaborazione così forte non l’ho mai percepita. Ora siamo una squadra”.

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