Domenica, a 84 anni, è morto a Milano il genetista Edoardo Boncinelli, conosciuto per avere scoperto alcuni geni che regolano il corretto sviluppo dell’organismo umano e per la sua attività di divulgatore. Ne hanno dato notizia i familiari e gli amici. Autore di diversi libri, Boncinelli era nato nel 1941 a Rodi e si era laureato in fisica all’Università di Firenze. Anche negli ultimi anni non ha smesso di lavorare e scrivere, nonostante il Parkinson che l’ha colpito e di cui parla nei suoi ultimi libri “Essere vivi e basta e “Io e lei”.
Scienziato, poeta, letterato e anche pittore. Lui stesso si definiva “esagerato”, la moglie preferiva “bramoso”. Tra scelte e cambiamenti anche repentini, Edoardo Boncinelli nella vita non si è negato nulla, riscuotendo successo e riconoscimenti in tutti gli ambiti in cui si è cimentato. Genetista di chiara fama, per più di vent’anni ha lavorato nel Laboratorio internazionale di genetica biofisica del Cnr di Napoli fondato da Adriano Buzzati Traverso: a lui e al suo gruppo si deve la scoperta dei geni omeotici nell’uomo (o geni hox). A Milano, ha poi diretto il Laboratorio di biologia molecolare presso l’Istituto San Raffaele e il Centro per lo studio della farmacologia cellulare e molecolare del Cnr.
“Il massimo della ricerca si fa con cellule staminali prodotte in laboratorio però esistono tante altre malattie che si possono studiare solo negli embrioni” affermò nel 2015 a Rainews24. I suoi libri, da “I nostri geni” a “Il cervello, la mente e l’anima”, avevano il dono raro della chiarezza senza semplificazioni. Credeva in una scienza che sa spiegarsi senza rinunciare alla complessità. Ateo dichiarato, ha smontato con rigore le derive creazioniste.







