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MALATTIA MENTALE O DELINQUENZA? | Aggredisce l’ex compagna con una pietra: arrestato 35enne a Catania

Attimi di terrore sono stati vissuti a Catania, dove un uomo di 35 anni, si è scagliato brutalmente contro la sua ex compagna in pieno giorno davanti a numerosi passanti infierendo contro la donna con calci e pugni per poi afferrare una pietra da terra e colpirla con forza al volto.

La scena di violenza ha suscitato l’immediata reazione dei presenti che hanno chiamato la Polizia. Gli agenti della volante, sul posto in pochi minuti, hanno prestato i primi soccorsi alla vittima e hanno attivato d’urgenza l’arrivo dell’ambulanza per le cure necessarie.

Nonostante la presenza della Polizia, il 35enne, non appena si è reso conto che la donna aveva ripreso conoscenza, ha tentato nuovamente di scagliarsi contro di lei, ma è stato energicamente bloccato dai poliziotti. L’uomo ha opposto una strenua resistenza verso gli agenti che stavano facendo da scudo alla donna e nel tentativo di divincolarsi e ha colpito un poliziotto con una spallata al petto.

Il 35enne è stato quindi messo in sicurezza nell’auto di servizio e arrestato con le accuse di lesioni gravi e resistenza a pubblico ufficiale.

Malattia mentale o delinquenza? L’esecuzione della pena risponde ai diritti sanciti dalla Costituzione? Quale prevenzione si può adottare rispetto all’insorgere di patologie psichiatriche nei giovani e giovanissimi che possono diventare autori di reato?

Queste domande suscitano un intenso dibattito pubblico, soprattutto quando i cittadini si trovano di fronte a delitti efferati come i femminicidi e gli omicidi in famiglia, spesso raccontati attraverso una narrazione mediatica sensazionalistica.

Il convegno Psichiatria e Giustizia: Malattia o Delinquenza? intende affrontare queste tematiche con nuove idee e proposte basate sulla teoria e la prassi dello psichiatra Massimo Fagioli, in un dialogo con giuristi, magistrati e operatori sociali.

Cercheremo insieme di individuare quali possano essere gli indici che consentono di distinguere, in materia di imputabilità, la delinquenza dalla malattia mentale e proporre il percorso di cura e assistenza più opportuno per chi viene riconosciuto come reo infermo di mente e socialmente pericoloso, al fine di riabilitare il paziente anche in termini di reintegrazione sociale.

La materia viene affrontata non solo con approfondimenti teorici, ma anche dal punto di vista della prassi, consapevoli delle criticità che caratterizzano le strutture e i servizi pubblici che dovrebbero prendere in carico il paziente psichiatrico autore di reato. Al dialogo partecipano esperti del settore, affrontando anche il ruolo delle REMS (Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza) e della formazione del personale dedicato ai fini della cura di pazienti detenuti o sottoposti a misure di sicurezza personali.

La giornata dell’8 novembre 2025 permette dunque un intenso confronto condiviso insieme con le figure istituzionali coinvolte nel dialogo con la magistratura, con l’applicazione della pena, con il ruolo della psichiatria e della cura secondo la vigente normativa.

Nella tavola rotonda pomeridiana dal titolo Il diritto alla speranza, il quadro viene arricchito da un ampio dibattito che verte sul tema complesso e recentemente stravolto della giustizia minorile, sulla prevenzione e sui percorsi di cura a cui il minore reo infermo di mente viene avviato.

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