Tra i naufraghi quattro minori non accompagnati. Emergency denuncia la presenza di unità libiche armate che avrebbero ostacolato le attività di ricerca e soccorso. Porto assegnato: Ortona.

Ventotto persone sono state soccorse dalla Life Support, la nave di ricerca e soccorso di Emergency, durante un’operazione avvenuta nelle acque internazionali della zona Sar maltese. Tra i naufraghi ci sono quattro minori non accompagnati.
Secondo quanto riferito dall’organizzazione, il gommone era semisgonfio, sovraffollato e privo di giubbotti salvagente. Le persone a bordo, rimaste in mare per circa due giorni, chiedevano aiuto e si trovavano in condizioni di evidente difficoltà.
Dopo il salvataggio sono state immediatamente informate le autorità competenti, che hanno assegnato alla nave il porto sicuro di Ortona, dove l’arrivo è previsto il 3 agosto, intorno alle ore 15.
«Abbiamo trovato un gommone semisgonfio, sovraffollato, con persone che chiedevano aiuto e senza giubbotto salvagente. Erano stremate dopo due giorni in mare», ha dichiarato Jonathan Nanì La Terra, capomissione della Life Support.
La denuncia di Emergency
L’organizzazione riferisce inoltre che, durante i giorni precedenti il salvataggio, l’equipaggio ha osservato una presenza costante di unità libiche nelle acque internazionali del Mediterraneo centrale.
Secondo Emergency, alcune di queste imbarcazioni, in alcuni casi visibilmente armate, avrebbero intimato alla nave umanitaria di allontanarsi dall’area di ricerca, interferendo con le operazioni di soccorso.
«Queste interferenze compromettono la possibilità di rispettare il diritto internazionale e di prestare assistenza alle persone in pericolo di vita in mare», ha affermato ancora Nanì La Terra.
L’organizzazione ribadisce inoltre una posizione già espressa da tempo anche da numerosi organismi internazionali: la Libia non può essere considerata un luogo sicuro per lo sbarco delle persone soccorse, a causa delle documentate violazioni dei diritti umani subite da migranti e richiedenti asilo.
Da Somalia, Sudan, Sud Sudan e Pakistan
Le ventotto persone salvate sono tutte uomini. Provengono da Somalia, Sudan, Sud Sudan e Pakistan, Paesi attraversati da guerre, instabilità politica, crisi economiche e gravi emergenze umanitarie.
Una volta a bordo della Life Support hanno ricevuto assistenza medica, acqua, cibo, beni di prima necessità e supporto durante il viaggio verso il porto assegnato, distante circa settecento miglia nautiche dal luogo del soccorso.
Quarantaquattro missioni nel Mediterraneo
Quella in corso è la quarantaquattresima missione della Life Support nel Mediterraneo centrale. Dal dicembre 2022 la nave di Emergency ha tratto in salvo complessivamente 3.538 persone.
Nel Mediterraneo centrale il diritto del mare continua a imporre un principio semplice: chiunque sia in pericolo deve essere soccorso nel più breve tempo possibile e condotto in un luogo realmente sicuro. Attorno a questo principio, oltre che sulle politiche migratorie, continua a confrontarsi una delle questioni più controverse dell’Europa contemporanea.







