Politica

Referendum abrogativo. La Russa: “Farò propaganda affinché la gente se ne stia a casa”

L’8 e 9 giugno le cittadine e i cittadini italiani saranno chiamati a votare su cinque referendum abrogativi che riguardano lavoro e cittadinanza.

Secondo l’art. 75 della Costituzione, per proporre un referendum servono almeno cinquecentomila firme. Per essere valido, però, è necessario il quorum: deve votare almeno il 50 per cento più uno degli aventi diritto.

La l’estrema destra italiana ha subito chiarito la propria posizione.

Il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, durante “Spazio Cultura” — evento organizzato il 9 e 10 maggio da Fratelli d’Italia a Firenze — ha dichiarato: “Farò propaganda affinché la gente se ne stia a casa”, tra applausi e risate del conduttore. L’obiettivo è evidente: far fallire i referendum, mantenendo il silenzio nei media e nell’informazione.

Eppure, combattere le disuguaglianze dovrebbe essere una priorità per ogni democrazia. Il governo, invece, promuove l’astensione per conservare leggi che da decenni tolgono diritti fondamentali ai lavoratori.



In Italia, migliaia di persone lavorano in condizioni precarie, con stipendi insufficienti. I giovani accettano impieghi senza tutele pur di poter pagare affitti e spese oramai insostenibili.

Nel 2024, le morti bianche in Italia sono aumentate del 4,7 per cento rispetto all’anno precedente, toccando la quota di 1.090 vittime dichiarate.

Il 17 maggio, a Venezia, Anna Chiti — una ragazza di 17 anni — è morta il primo giorno di lavoro su una barca turistica. Studentessa dell’Istituto Nautico, era stata assunta due giorni prima, senza contratto. Avrebbe dovuto solo “aiutare con le lingue”, invece è rimasta uccisa durante una manovra di ormeggio: sarebbe finita in acqua, impigliata in una cima dell’elica. Ora la procura indaga per omicidio colposo. 

Fermare i licenziamenti illegittimi, aumentare la sicurezza sul lavoro, garantire tutele a chi lavora nelle piccole imprese e ridurre la precarietà significherebbe allineare l’Italia agli standard europei. Così come abbreviare da dieci a cinque anni il tempo necessario per richiedere la cittadinanza: una misura che semplificherebbe il percorso di integrazione per tanti ragazzi e ragazze che vivono in Italia da sempre. E la destra si oppone da sempre alla cittadinanza per i figli di immigrati: a sostenere l’astensionismo ci sono anche il Ministro degli Esteri Antonio Tajani e il Vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini, che ha dichiarato che l’8 e 9 giugno andrà al mare con la famiglia.

Votare ai prossimi referendum è un tentativo importante per superare le leggi punitive contro i lavoratori più poveri.
Ma l’élite politica sembra non volerlo capire.




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