Non è stato raggiunto il quorum ai referendum abrogativi appena avvenuti. Secondo il sito del Viminale, l’affluenza si è fermata al 30 per cento. Secondo Fazzolari, senatore di Fratelli d’Italia, il governo esce da questi referendum rafforzato, mentre la «sinistra ulteriormente indebolita».
I primi dati parziali confermano i Sì a più dell’80 per cento sui quesiti sul lavoro, mentre solo il 60 per cento sulla cittadinanza.
«Avete perso» scritto in caratteri cubitali è il messaggio lasciato sui social di Fratelli d’Italia, incorniciato da una foto dei leader d’opposizione Riccardo Magi, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli, Elly Schlein e Nicola Fratoianni. «L’unico vero obiettivo di questo referendum era far cadere il Governo Meloni. Alla fine, però sono stati gli italiani a far cadere voi» scrive il partito nel post.
Il governo ha incitato da subito a ignorare il voto, diritto politico per eccellenza, mescolando frasi provocatorie come «in quei giorni andrò al mare» all’utilizzo di una semantica securitaria e di toni allarmistici per rafforzare la paura degli italiani del nemico immigrato.
Ma chi ha perso davvero? Hanno perso i giovani italiani e le giovani italiane che cercano di ritagliarsi un futuro sostenibile. I sette milioni di lavoratori e le lavoratrici che vivono sotto la soglia di povertà in questo paese. La memoria dei duemila morti sul lavoro ogni anno che i governi tentano di sfumare.Ha vinto l’astensionismo. Il razzismo diffuso nelle pratiche civili, lavorative, sociali. Ha vinto lo sfruttamento. Ha vinto l’indifferenza. Ma un diritto politico può essere annullato da chi non vota?
Eppure, mentre l’Italia retrocede e Palazzo Chigi festeggia, a Paciano, un piccolo comune umbro di poco più di 900 cittadini, il quorum è stato raggiunto e superato nell’unico seggio allestito nel paese.




