Vannacci: porterò battaglia remigrazione a Bruxelles
Vannacci ha assicurato che continuerà a battersi per questo «e porterò questa battaglia a Bruxelles con orgoglio e determinazione perché se l’Europa non torna a proteggere i suoi popoli non ha futuro». «Invece di preoccuparsi di avere più armi, più cannoni, più sistemi missilistici – ha aggiunto – dovrebbe ricordarsi che il suo primo dovere è proteggere i propri cittadini dentro i confini europei. Che senso ha parlare di difesa comune se lasciamo le nostre città in mano alla criminalità, l’immigrazione illegale e il caos?». La Lega, ha assicurato, «c’è e continuerà a combattere per una politica di rimpatri seri, selettivi ed efficaci, per una Europa che protegga e non si svenda e per una Italia che non si arrenda alla paura ma trovi l’orgoglio delle sue radici». Vannacci ha chiuso il suo intervento ringraziando i presenti e con una critica al sindaco «Sala che non ci concede un posto per fare questo a Milano».
Evento sold out da giorni
Il videomessaggio di Vannacci ha dato il “la” all’avvio dell’iniziativa che chiama a raccolta l’estrema destra europea intorno a ideologie xenofobe e razziste e che rappresenta un raduno peculiare. Non si tratta di un congresso quanto piuttosto di una convention con tanto di biglietti e possibilità di crowdfunding. A sentire gli organizzatori l’evento è sold out da giorni. I partecipanti, provenienti da tutta Europa, hanno pagato il biglietto per esserci dai 49 euro della versione base ai 250 euro di quella premium.
Lo scontro politico
Per lo svolgimento della manifestazione, gli organizzatori hanno alla fine puntato su Gallarate, in provincia di Varese, dopo una serie di ipotesi circolate nei giorni scorsi perché il luogo del ritrovo è rimasto avvolto dal mistero fino alla fine. Il nome della località è stato infatti comunicato all’alba di sabato. Anche perché il raduno dell’ultradestra ha scatenato un mare di polemiche, con il Pd che ha definito un “dovere” vietare un incontro «di razzisti che inneggiano ad odio e intolleranza» e il leader della Lega Matteo Salvini che ha replicato: «non siamo mica in Unione Sovietica». Anche in Prefettura si è svolta una lunga riunione con le forze dell’ordine per il timore di problemi di ordine pubblico, anche alla luce delle contromanifestazioni già annunciate.
Cos’è la remigrazione
Ma quali sono le idee dei remigrazionisti? Si tratta di un’espulsione forzata di massa da un Paese verso un altro. Il termine appartiene al lessico accademico e a quello dello studio dei flussi migratori, ma ha perso ogni connotazione neutra nel momento in cui la destra se ne è appropriato per non usare la parola “deportazione”. In altre parole, un concetto che fino a poco tempo fa non era nemmeno pronunciabile ora sta diventando sempre più mainstream.
Chi c’è dietro il Remigration Summit 2025?
Il Remigration Summit 2025 è organizzato dall’associazione ‘Azione, Cultura, Tradizione’, il cui portavoce è Andrea Ballarati, ed è stato promosso dal noto attivista austriaco di destra Martin Sellner.