Mondo

RISIKO | Se gli sceicchi fanno spesa da Zelensky. Mentre la Russia aiuta l’Iran, l’Ucraina si schiera con gli Emirati Arabi Uniti

Sfruttando l’esperienza maturata dallo scoppio della guerra con la Russia nel 2022, l’Ucraina sta coinvolgendo gli stati arabi del Golfo per ottenere competenze militari e rafforzare la cooperazione in materia di difesa. Questo avviene mentre Mosca starebbe perseguendo una crescente collaborazione con Teheran nel contesto della guerra tra Iran, Israele e Stati Uniti. Queste dinamiche mettono a dura prova gli sforzi degli stati arabi del Golfo per rimanere neutrali e mantenere buoni rapporti sia con la Russia che con l’Occidente.

La scorsa settimana il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che erano in corso “colloqui sulla sicurezza” con l’Oman, e che erano in corso discussioni anche con il Bahrein e il Kuwait per la condivisione di tecnologie e competenze in materia di difesa aerea.

L’annuncio ha fatto seguito ad accordi decennali di cooperazione in materia di difesa, che includono produzione e fabbricazione congiunte, che Zelensky ha siglato con Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti (Eau) durante il suo viaggio nel Golfo alla fine di marzo.

  • Nella sua prima tappa, il presidente ucraino ha incontrato il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman (MbS) Al Saud e ha firmato un memorandum d’intesa sugli appalti per la difesa al fine di promuovere la cooperazione tecnologica e gli investimenti.
  • Negli Emirati Arabi Uniti, Zelensky ha dichiarato che le due parti “definiranno i dettagli” sulla cooperazione in materia di difesa e sicurezza. Nei colloqui con il suo omologo emiratino, lo sceicco Mohammed bin Zayed Al Nahyan, il presidente ucraino si è inoltre concentrato sull’ampliamento della cooperazione bilaterale nell’ambito dell’Accordo di partenariato economico globale.
  • A seguito di un incontro con l’emiro del Qatar, Sheikh Tamim bin Hamad Al Thani, è stato firmato un accordo che prevede “progetti congiunti nel settore della difesa, la creazione di impianti di coproduzione e collaborazioni tecnologiche tra le aziende”.

L’offerta dell’Ucraina di supportare le difese aeree dei Paesi arabi del Golfo è tempestiva e risponde a una reale esigenza. La guerra tra Iran, Israele e Stati Uniti ha messo in luce una serie di vulnerabilità, anche nell’intercettazione dei droni iraniani.

  • La scorsa settimana Zelensky ha affermato che le forze ucraine sono già impegnate nell’intercettazione e nella disattivazione di droni iraniani di tipo Shahed in operazioni all’estero.
  • «Lo abbiamo fatto in un solo Paese? No, in diversi. E a mio avviso, questo è un successo», ha detto Zelensky ai giornalisti, riferendosi apparentemente agli Stati arabi del Golfo.

Gli esperti della regione suggeriscono che la crescente cooperazione tra i Paesi del Golfo e l’Ucraina miri a diversificare le partnership al di là di Washington, pur senza indicare un significativo allontanamento strategico dagli Stati Uniti. Le nuove partnership sono inoltre considerate una risposta alle mutate realtà geopolitiche, in particolare al percepito allineamento della Russia con l’Iran.

  • Lo studioso saudita Hesham Al-Ghannam ha descritto la cooperazione saudita-ucraina come una “mossa strategica significativa”. Ghannam ha inoltre sottolineato come la guerra in Ucraina sia stata “vantaggiosa per i Paesi del Golfo”, in quanto fornisce spunti per “abbreviare i tempi di apprendimento e ridurre le perdite, nonché per migliorare le contromisure contro il problema principale rappresentato dai droni iraniani”.
  • Dania Thafer, direttrice esecutiva del Gulf International Forum, ha osservato che anche i sistemi di difesa ucraini si basano sulla tecnologia statunitense, sostenendo che il rafforzamento dei legami con Kiev serve principalmente a diversificare le partnership, rendendo di fatto “il Golfo più allineato all’Occidente”.
  • Ebtesam Al-Ketbi, presidente dell’Emirates Policy Center, ha affermato che quando “gli interessi russi si intersecano con quelli di Teheran in un momento di conflitto diretto che incide sulla sicurezza del Golfo, la partnership con Mosca viene inevitabilmente ridefinita”. Ketbi ha dichiarato che la Russia rimane comunque “un partner nel settore energetico e degli investimenti”, pur suggerendo che la sua credibilità come partner in materia di sicurezza si sia indebolita. Ha inoltre descritto la situazione come una “nuova equazione per la sicurezza del Golfo” in un mondo “che non distingue più nettamente tra un ‘partner negli interessi’ e un ‘partner nella minaccia’”.
  • L’accademico emiratino Abdulkhaleq Abdulla ha descritto la situazione in termini ancora più netti, scrivendo che “l’Ucraina si trova ad affrontare l’aggressione russa, mentre gli Emirati Arabi Uniti si trovano ad affrontare l’aggressione iraniana; la Russia aiuta l’Iran, mentre l’Ucraina si schiera con gli Emirati Arabi Uniti”.


Circa duecento consiglieri militari ucraini sono già stati dispiegati nella regione nell’ultimo mese per fornire consulenza specialistica sulla protezione delle infrastrutture civili. Kiev mira a sfruttare la sua vasta esperienza nella guerra asimmetrica per dimostrare l’efficacia in termini di costi delle sue soluzioni di difesa.

  • Per l’Ucraina, la posta in gioco è alta e legata all’ottenimento di sostegno finanziario per sostenere lo sforzo bellico sul proprio territorio. Kiev sta cercando finanziamenti dagli stati arabi del Golfo per compensare i ritardi negli aiuti da parte dell’Unione Europea, a seguito del veto dell’Ungheria su un pacchetto di prestiti da 90 miliardi di euro.
  • Tra i benefici derivanti dalla collaborazione con le capitali arabe del Golfo si annoverano le forniture energetiche, sia di petrolio greggio inviato alle raffinerie europee per la lavorazione, sia di prodotti diesel finiti. Kiev sta affrontando una grave carenza di carburante a causa dei continui attacchi russi contro i depositi. In particolare, le autorità ucraine hanno indicato che circa l’85% del carburante viene importato.
  • Un altro elemento fondamentale della cooperazione emergente è il presunto scambio di sistemi anti-drone ucraini con i più costosi intercettori Patriot, dato che Kiev si trova ad affrontare una grave  carenza di questi ultimi a causa dei continui attacchi russi.

Il crescente coinvolgimento dei Paesi arabi del Golfo con Kiev invia anche un segnale politico alla Russia, lasciando intendere che potrebbero seguire dei cambiamenti di posizione.

  • L’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti hanno finora evitato di prendere una posizione definitiva contro Mosca e si sono astenuti dall’imporre sanzioni alla Russia, nonostante le pressioni dei partner occidentali.
  • La posizione dell’Arabia Saudita riflette i legami di lunga data tra Mohammed bin Salman e il presidente russo Vladimir Putin. Parallelamente, gli Emirati Arabi Uniti hanno intensificato i legami economici con Mosca dall’inizio della guerra, affermandosi come polo per gli affari russi.
  • Insieme al Qatar, l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti si sono adoperati per contribuire a porre fine al conflitto tra Russia e Ucraina. I tre Paesi hanno sostenuto iniziative umanitarie, facilitato scambi di prigionieri e ospitato vertici internazionali. Hanno inoltre fornito un’importante piattaforma per la diplomazia russo-americana, con l’obiettivo di rafforzare la loro posizione diplomatica a livello globale.

Iscriviti per ricevere gli ultimi articoli pubblicati su Fotosintesi!

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

Condividi