Non tutti gli autistici possono vantare un patrimonio stimato di 464 miliardi di dollari, essere la persona più ricca del mondo e diventare amministratore del Dipartimento per l’efficienza governativa a stelle e strisce. Mattia, ad esempio, nei giorni scorsi non ha avuto la stessa fortuna, anche se ora un po’ di giustizia sembra essere stata fatta.
Dopo qualche giorno di riflessione, e una minaccia di denuncia da parte della famiglia, Trenitalia-Tper ha infatti deciso di ritirare la multa di un centinaio di euro fatta a Mattia, un ragazzo autistico che non era riuscito a timbrare (obliteratrice guasta) il biglietto sul regionale Reggio Emilia-Sassuolo.
La vicenda, finita sugli organi d’informazione, ha fatto un certo scalpore e alla fine l’azienda di trasporto ha fatto marcia indietro, esprimendo “dispiacere” e ritirando la sanzione.
Mattia come tanti altri ragazzi che soffrono di questa particolare patologia non si sognerebbe mai di ridurre il rischio dell’estinzione umana o di catastrofi naturali stabilendo una colonia umana su Marte nè tantomeno di automedicarsi con la ketamina della quale Elon Musk ha detto di fare uso.
Negli anni ’70 era diventata una delle droghe più popolari nelle comunità hippy per i suoi effetti psichedelici e per il basso costo e in seguito è diventata una delle sostanze dello ‘sballo’ nei rave. Questo accade perché la ketamina è un anestetico dissociativo, agisce cioè dando la sensazione di separare la mente dal corpo. Per questo, a dosi elevate può provocare allucinazioni e la sensazione di entrare in un’altra realtà, con il rischio conseguente di un distacco sempre maggiore.
“Non si dovrebbe mai usare la ketamina senza controllo medico, solo uno psichiatra può eventualmente pensare di utilizzarla” avverte Simona Pichini, direttrice del centro nazionale Dipendenze e Doping dell’Istituto Superiore di Sanità.
La Food and Drug Administration lo scorso anno ha emesso un avviso sui pericoli derivanti dal trattamento dei disturbi psichiatrici con composti di ketamina dal momento che sempre più persone cercano terapie alternative contro la depressione, il disturbo da stress post-traumatico e ansia. Questi trattamenti negli Usa sono spesso venduti online attraverso piattaforme di telemedicina senza controlli medici reali, e con il rischio concreto di andare in overdose. L’Fda ha avvertito che l’uso senza supervisione di composti di ketamina aumenta il rischio di pericolose reazioni psichiatriche.
Gli effetti psichici variano dal leggero stato di euforia, sensazione di distacco tra mente e corpo, difficoltà nella coordinazione dei movimenti, difficoltà nel controllo dei vari sensi. Le immagini vengono distorte, possono comparire allucinazioni e diventa difficile distinguere sensazioni tattili (caldo/freddo, asciutto/bagnato), con alti dosaggi è possibile raggiungere Nde (near death experience, esperienze vicine alla morte).
Ciò nonostante è l’automedicazione normale di Elon Reeve Musk che cerca di tenere così sotto controllo la Sindrome di Asperger inclusa nei “Disturbi dello Spettro Autistico”.
Nell’immaginario collettivo, la persona con condizione Asperger spesso subisce una rappresentazione distorta, che dipinge l’individuo come un solitario insensibile o un genio folle e incompreso. È essenziale comprendere che le persone con una diagnosi di disturbo dello spettro autistico, in cui rientra la sindrome di Asperger, possono possedere livelli di intelligenza, skills individuali, risorse, e fragilità variabili, esattamente come qualsiasi altro individuo. La condizione Asperger rappresenta un modo unico di percepire il mondo, apprendere, interagire e provare emozioni.
Il nostro fortunato autistico è nato il 28 giugno 1971 a Pretoria, in Sudafrica, da Maye Haldeman ed Errol Musk. La madre è una dietologa e modella canadese, mentre il padre è un ingegnere elettromeccanico, pilota e navigatore sudafricano, ex co-proprietario di una miniera di smeraldi in Zambia dove – conviene ricordare – comandavano gli uomini di pelle bianca, mentre quelli neri gli facevano da schiavi. Ha un fratello, Kimbal, del 1972, e una sorella, Tosca, del 1974. La nonna paterna era britannica, mentre il nonno materno era statunitense, del Minnesota. Dopo il divorzio dei suoi genitori nel 1980 Musk ha vissuto principalmente con il padre in Sudafrica, ma ora afferma di aver fatto un grave errore ad aver scelto il padre, soprattutto poiché questi era indifferente verso il bullismo subito dal figlio: infatti da adulto ha poi tagliato i rapporti con lui.
Musk è stato vittima di bullismo per tutta la sua infanzia,ed è finito all’ospedale quando un gruppo di ragazzi l’ha lanciato giù da una rampa di scale per poi picchiarlo fino a fargli perdere conoscenza.
Musk ha studiato dapprima in scuole private, frequentando la Waterkloof House Preparatory School inglese e la Bryanston High School; si è successivamente diplomato alla Pretoria Boys High School. Sebbene il padre avesse insistito affinché andasse in college a Pretoria, Elon era determinato a trasferirsi negli Stati Uniti. Come afferma: “Ricordo che pensavo e vedevo che l’America è dove sono possibili grandi cose, più di ogni altra nazione nel mondo.” Sapendo che era facile arrivare negli Stati Uniti dal Canada, vi si trasferì nel giugno del 1989, non ancora diciottenne, dopo aver ottenuto la cittadinanza tramite la madre. Il resto è sotto gli occhi sconcertati di tutti. E non ci resta che sperare in un lieto fine.






