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STRAGE VIA D’AMELIO | Il sostituto procuratore generale della Cassazione ritiene inammissibile il ricorso della procura di Caltanissetta. Ora si sciolga la Commissione Antimafia

Il sostituto procuratore generale della Cassazione ritiene inammissibile il ricorso presentato dalla procura di Caltanissetta, che si era rivolta alla Suprema Corte contro l’ordinanza con cui il gip Graziella Luparello, lo scorso 19 dicembre, respinse per due volte la richiesta di archiviazione sulla cosiddetta “pista nera” dietro la strage di via D’Amelio, in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della scorta.

Il gip aveva chiesto alla procura nuove indagini su presunti mandanti esterni, nonostante le istanze di archiviazione dei pm. La procura nissena ha quindi chiesto alla Cassazione di annullare quell’atto perche’ lo considera “abnorme”. Per la procura generale, l’ordinanza emessa dal Giudice per le indagini preliminari il 19 dicembre 2025 “non puo’ essere qualificata quale atto abnorme, estraneo al sistema processuale”. “Rientra nei poteri del Gip – spiega la Corte – l’indicazione di nuovi temi di prova”. “L’ordinanza impugnata – si legge – non appare connotata da profili di patologica anomalia, ne’ avulsa dai paradigmi normativi del sistema processuale, avendo fornito, nel rispetto dei legittimi poteri conferiti al Giudice per le indagini preliminari dalla legge, indicazioni di impulso (e non di delega) al Pm, che rimane comunque libero di scegliere lo strumento piu’ idoneo per approfondire i temi indicati dal giudice”.

La Procura generale della Cassazione ha depositato la requisitoria scritta nell’udienza dello scorso 21 aprile. Anche l’avvocato Fabio Repici, difensore di Salvatore Borsellino, fratello del giudice ucciso, ha depositato memoria scritta e chiesto che il ricorso depositato dalla procura di Caltanissetta venga dichiarato inammissibile.

ROME, ITALY – MAY 24: Chiara Colosimo, President of the Parliamentary Anti-Mafia Commission participates in the conference promoted by Fratelli d’Italia “Anti-mafia professionals, The engine of anti-money laundering” at Palazzo Wedekind, on May 24, 2024 in Rome, Italy. (Photo by Simona Granati – Corbis/Corbis via Getty Images)
Dopo l’ultima audizione del Procuratore di Caltanissetta De Luca, semmai ce ne fosse ancora bisogno, è chiaro a tutti come la Commissione Parlamentare Antimafia presieduta da Chiara Colosimo non abbia alcun interesse a cercare la verità sulle stragi di mafia.
Da tempo oramai si è trasformata in uno strumento per screditare chi ha fatto veramente le indagini per scoprire la verità, andando a indagare su quel rapporto mafia-politica che è l’essenza stessa della sopravvivenza del fenomeno mafioso da oltre 200 anni, e soprattutto dopo le stragi del ’92-’93.
La pensiamo quindi come Roberto Scarpinato, che a detta di Lor Signori sembra quasi essere il deus ex machina del depistaggio Borsellino (anche se già fioccano le prime condanne per diffamazione da chi non è protetto dall’immunità parlamentare): si sciolga questa commissione.

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