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Sudan, MSF: “Urgente bisogno di vaccini per arginare focolai di morbillo in Darfur”

Da ormai un anno, i team di Medici Senza Frontiere stanno assistendo a diversi focolai di morbillo nei quattro stati del Darfur, in Sudan. Sebbene siano finalmente in corso campagne di vaccinazione su larga scala in diverse località della regione, MSF sottolinea la necessità di intensificare gli sforzi per immunizzare i bambini che non sono mai stati vaccinati.

L’iniziale aumento di casi di morbillo registrati e trattati da MSF risale a giugno 2024 a Rokero, una città situata a nord delle montagne di Jebel Marra, nel Darfur centrale, dove l’organizzazione medico umanitaria gestisce dal 2020 l’ospedale del ministero della salute locale. All’inizio del 2025, ci sono segnalazioni di casi di morbillo anche a East Jebel Marra, nel Darfur meridionale, e a Forbrenga, nel Darfur occidentale. Di recente, si stanno registrando nuovi picchi anche a Zalengei, Sortony ea Tine, nel Ciad orientale – tutte le aree in cui MSF è presente.

Asha, 19 years old, mother of Marwan, 14 months, rests in her bed in MSF isolation ward in Tawila hospital. Marwan was admitted two days earlier in the dedicated extension, as he was presenting symptoms of measles. For weeks, MSF has been facing a measles outbreak in Tawila, leading them to triple their bed capacity in paediatrics, and to launch a response vaccination campaign early April reaching 18,000 children under 5.
Still, on that day, 36 of the 40 beds dedicated to treat severe measles cases were occupied.

Da giugno 2024 a fine maggio 2025, sono stati presi in cura oltre 9.950 pazienti con morbillo in strutture sanitarie gestite o supportate dall’organizzazione nella regione. Tra questi, si sono registrati circa 2.700 casi con gravi interferenze che hanno richiesto il ricovero ospedaliero e 35 decessi . Per far fronte all’afflusso di pazienti, MSF ha dovuto aumentare la capacità dei letti pediatrici in 3 ospedali.

Tra le cause all’origine di questa situazione c’è la scarsa copertura vaccinale, che caratterizza già da tempo la regione. “A Forbrenga, il 30 per cento dei nostri pazienti affetti da morbillo ha più di cinque anni, ma solo il 5 per cento di loro è vaccinato. Questo dato evidenzia che la mancanza di vaccinazione risale a ben prima del conflitto attuale” spiega Sue Bucknell, viceresponsabile delle attività di MSF nel Darfur occidentale.

“Il conflitto in corso sta contribuendo alla diffusione di questi focolai, limitando le capacità degli attori sanitari sia nella prevenzione che nella risposta ai focolai di malattie contagiose” dichiara la dottoressa Cecilia Greco, coordinatrice medica nel Darfur centrale . “I massicci spostamenti di popolazione hanno inoltre favorito una diffusione ancora più rapida in tutta la regione, aggravando ulteriormente la situazione”.

Salah Aldeen – nurse – places an intravenous line to Marwa, 3 years. Marwa was admitted the day before, as she was presenting common symptoms of measles. Amir, her big brother, who lies in the next tent, was admitted 5 days earlier for the same reason.
Since June 2024, our teams witness an ongoing outbreak of measles in North Jebel Marra. Over the past ten months, MSF treated more than 1,900 patients – mostly children under 5 – and has registered 11 deaths. Medical data gathered by our teams shows that the 70% of children we admitted, were never vaccinated.

Dallo scoppio del conflitto, tutto il Darfur soffre di una diffusa carenza di vaccini a causa di continui ostacoli amministrativi e frequenti blocchi delle principali vie di approvvigionamento. Questo ha portato all’interruzione dei programmi di vaccinazione ordinaria in diverse località, talvolta anche per mesi. A Sortony, ad esempio, un campo per sfollati interni del Darfur settentrionale che ospita oltre 55.000 persone, le vaccinazioni sono state completamente sospese da maggio 2024 a febbraio 2025.

Questi ostacoli e carenze hanno anche limitato la capacità degli attori sanitari di attuare campagne di risposta adeguate. Nel 2024, MSF ha avviato diverse campagne vaccinali, come quando a novembre, a North Jebel Marra, sono stati vaccinati 9.600 bambini. Tuttavia, a causa della limitata disponibilità di vaccini , il team di MSF sono stati costretti a ridurre il numero di destinatari, escludendo i bambini sopra i cinque anni , nonostante il bisogno evidente. Questa esclusione forzata ha inevitabilmente ridotto l’impatto sul lungo termine delle campagne. A Nord Jebel Marra, sebbene la campagna avesse inizialmente rallentato il focolaio, i casi hanno ripreso a salire bruscamente da febbraio.

Attualmente sono in corso campagne di vaccinazione di massa in diverse aree del Darfur, ma le trattative e le procedure necessarie per avviarle sono state lunghe. Dopo che MSF ha lanciato l’allarme per i molteplici focolai registrati, sono passati diversi mesi prima che il ministero della salute di Port Sudan e l’UNICEF mettessero a disposizione i vaccini necessari, presenti nei loro magazzini, dando finalmente avvio alle campagne di vaccinazione in varie zone del Darfur. La scorsa settimana, 55.800 bambini dai nove mesi ai 15 anni sono stati vaccinati a Forbrenga nell’ambito di una campagna guidata dal ministero della salute e sostenuta da MSF. Altri 93mila bambini riceveranno il vaccino a North Jebel Marra e Sortony entro la fine di questa settimana.

Rufaida holds Ahtram, 5 months, in her arms. Ahtram was admitted two days earlier in a dedicated extension of the hospital, as he was presenting symptoms of measles. For weeks, MSF has been facing a measles outbreak in Tawila, leading them to triple their bed capacity in paediatrics, and to launch a response vaccination campaign early April, reaching 18,000 children under 5.
Still, on that day, 36 of the 40 beds dedicated to treat severe measles cases were occupied.

“Anche se rappresentano un traguardo importante, queste campagne dovrebbero iniziare molto prima. Molti casi di morbillo e le annesse conseguenze potrebbero essere evitati” afferma la dott.ssa Greco di MSF. “E per quanto siano necessarie, campagne reattive come queste non sono che un cerotto su una ferita aperta. Bisogna aumentare gli sforzi, avviare massicce campagne di immunizzazione e prevenzione in tutto il Darfur, comprese le aree più remote”.

“Inoltre, il morbillo non è l’unica malattia contagiosa attualmente presente in Darfur. Negli ultimi dieci giorni, si sono registrati circa duecento casi sospetti di colera nelle strutture sanitarie supportate da MSF in due diversi stati del Darfur. Questo fa seguito a un’importante epidemia di colera nello stato di Khartoum e in altre parti del Sudan” aggiunge Bucknell di MSF.

“È essenziale che le autorità sanitarie locali, le agenzie delle Nazioni Unite e tutti gli attori sanitari presenti sul campo collaborino non solo per provvedere alla vaccinazione di tutti i bambini esclusi dalle campagne avviate negli anni, ma anche per rafforzare la capacità di risposta rapida ed efficace in caso di nuovi focolai, come il colera, che potrebbero diffondersi in Darfur. Bisogna anche garantire la fornitura di vaccini all’interno del Sudan e attraverso le varie regioni, senza dover più affrontare gli ostacoli attuali” concludono la dott.ssa Greco di MSF.

Zeineb Adam – in the foreground – watches after her daughter, Safa, 6 months, in one of the three isolation wards MSF set-up in Rokero hospital, to treat the influx of severe measles cases that has been ongoing since June 2024.

Salah Aldeen – nurse – prepares a dose of anti-biotic for a child who was admitted of the previous day after presenting clear signs of measles.
Since June 2024, our teams witness an ongoing outbreak of measles in North Jebel Marra. Over the past ten months, MSF treated more than 1,900 patients – mostly children under 5 – and has registered 11 deaths. Medical data gathered by our teams shows that the 70% of children we admitted, were never vaccinated.


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