Politica

SPRECO DI DENARO PUBBLICO | La Corte dei Conti boccia il Ponte sullo Stretto. Meloni attacca: “Ennesimo atto di invasione dei giudici”

Mercoledì la Corte dei conti ha respinto il piano del governo di costruire un ponte dall’Italia continentale alla Sicilia, a lungo dibattuto, infliggendo un duro colpo a uno dei progetti infrastrutturali più ambiziosi di Roma.

La sentenza sospende temporaneamente i lavori per la costruzione del ponte sullo Stretto di Messina, costato 13,5 miliardi di euro. Il tribunale, che sovrintende alla spesa pubblica, ha annunciato la sua decisione mercoledì sera e ha dichiarato che avrebbe diffuso la motivazione completa entro 30 giorni.

Il Primo Ministro Giorgia Meloni ha condannato la decisione definendola “un atto di abuso di potere nella giurisdizione del Governo e del Parlamento”, insistendo sul fatto che la sua amministrazione ha affrontato tutte le questioni tecniche sollevate dalla corte.

«Per dare un’idea del sofismo, una delle obiezioni riguardava la trasmissione di documenti lunghi tramite link, come se i giudici contabili ignorassero l’esistenza dei computer», ha detto Meloni.

Progettato per essere il ponte sospeso più lungo del mondo, il progetto Messina è stato proposto e abbandonato più volte negli ultimi cinquant’anni. È stato a lungo oggetto di controversie a causa dei rischi di attività sismica e dei dubbi sulla sua fattibilità economica, sull’impatto ambientale e sulle relative problematiche legali.

La sentenza di mercoledì solleva nuovi dubbi sul futuro del progetto. Il governo Meloni si trova ora di fronte a una scelta critica: accettare la sentenza e rivedere la proposta, oppure presentare ricorso e chiedere un’autorizzazione provvisoria, che renderebbe il governo pienamente responsabile del progetto e di eventuali conseguenze legali.

Se costruito, il ponte lungo 3,7 chilometri collegherebbe la “punta” dello stivale all’estremità nord-orientale della Sicilia, trasformando i collegamenti di trasporto meridionali del Paese e classificandosi tra le opere pubbliche più costose.

Il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini, che un tempo si era opposto al ponte ma ora ne è il principale sostenitore , ha denunciato la decisione del tribunale, definendola un “grave danno al Paese” e definendola “una scelta politica piuttosto che un sereno giudizio tecnico”.

“In attesa delle motivazioni, voglio chiarire che non mi sono fermato quando c’era da difendere i confini e non mi fermerò ora”, ha detto Salvini . “Questo è un progetto sostenuto anche dall’Europa, che porterà sviluppo e migliaia di posti di lavoro da sud a nord. Siamo determinati a percorrere tutte le strade possibili per avviare i lavori. Andiamo avanti”.

Elena Giordano. Foto di Enzo Bertuccelli

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