La nuova offensiva degli Houthi sulla costa occidentale riempie gli ospedali e spinge alla fuga la popolazione. Le Nazioni Unite stimano ormai oltre centomila sfollati.L’offensiva degli Houthi lungo la costa occidentale dello Yemen riapre una guerra che non era mai davvero finita e gli ospedali tornano a riempirsi di feriti. Dal 10 settembre oltre sessanta persone provenienti dalle zone dei combattimenti sono state ricoverate all’ospedale Al-Gamhouria di Aden, sostenuto da Medici senza frontiere. Molte hanno bisogno di interventi chirurgici urgenti, trasfusioni di sangue, monitoraggio e assistenza prolungata.
L’afflusso sta mettendo sotto pressione pronto soccorso, sale operatorie, reparti, banca del sangue, scorte di medicinali e personale. Msf ha rafforzato il proprio intervento ad Aden e fornito farmaci e materiale sanitario anche agli ospedali di Hodeidah, oltre a kit traumatologici destinati alle strutture di Taiz, Al-Bayda e Al Jawf.
Ancora più difficile la situazione a Mocha, porto strategico sul Mar Rosso conquistato dagli Houthi durante la rapida avanzata iniziata nei giorni scorsi. I combattimenti e la fuga della popolazione hanno ridotto anche la presenza degli operatori sanitari. Una piccola équipe di Msf continua a lavorare nell’ospedale generale per mantenere attivi soprattutto i servizi di maternità e pediatria.
Al 13 settembre nell’ospedale erano ancora ricoverati ventitré pazienti. Dieci sono neonati assistiti nell’unità di terapia intensiva neonatale. Msf sta cercando di rafforzare le équipe, garantire farmaci essenziali e anestetici e ottenere garanzie sul rispetto della missione medica.
Intanto cresce il numero delle persone costrette a lasciare le proprie case. Il dato contenuto nel comunicato di Msf, oltre novantamila sfollati, è già stato superato dagli eventi: il 15 settembre l’Unhcr ha riferito che il nuovo conflitto ha provocato oltre centomila sfollati interni, mentre migliaia di persone hanno cercato riparo attraversando il mare verso Gibuti. In molti partono con pochissimo e hanno bisogno di acqua, cibo, alloggio, servizi igienici e assistenza sanitaria.
L’avanzata degli Houthi non riguarda soltanto Mocha. Le loro forze hanno raggiunto anche l’isola di Perim, all’imbocco dello stretto di Bab el-Mandeb, uno dei passaggi marittimi più importanti del mondo. La ripresa della guerra nello Yemen si intreccia così con la più ampia crisi regionale e con il rischio di nuove conseguenze sui traffici nel Mar Rosso.
Per la popolazione yemenita, però, la prima conseguenza è molto più vicina. Il sistema sanitario arriva a questa nuova fase del conflitto dopo oltre un decennio di guerra, carenze di personale, strutture indebolite e riduzione dei finanziamenti internazionali. Gli ospedali devono assorbire improvvisi afflussi di feriti senza interrompere parti, cure pediatriche, interventi chirurgici e assistenza ordinaria.
Da giugno 2026 Msf sostiene il reparto ortopedico dell’ospedale Al-Gamhouria di Aden, con formazione del personale infermieristico, prevenzione e controllo delle infezioni, analisi microbiologiche, uso sicuro degli antibiotici e preparazione alle emergenze con molti feriti contemporaneamente. L’intervento è seguito alla chiusura, nel 2025, del Centro traumatologico di Aden dopo dodici anni di attività. A Mocha il problema è ormai essenziale: mantenere aperto un ospedale mentre intorno la guerra torna a correre.
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