Diritti

Afghanistan, il premio “Magnitsky Global Justice Campaign” è stato assegnato alla giornalista Zahra Joya di Rakhshaneh Media

Zahra Joya ha ricevuto il premio  “Magnitsky Global Justice Campaign” durante una cerimonia a Londra alla presenza di oltre trecento persone.

I Magnitsky World Justice Awards 2024 sono stati assegnati a sei persone, provenienti da Stati Uniti, Canada, Russia, Azerbaigian, Afghanistan e Venezuela, che si battono con coraggio per i diritti umani.

Nel suo discorso alla cerimonia Joya ha fatto riferimento al suo difficile impegno per l’uguaglianza di genere: “Questo premio non è solo un riconoscimento personale, rappresenta le lotte, i sacrifici e le sfide che i difensori della giustizia in tutto il mondo, come Sergei Magnitsky e molti altri, stanno affrontando.

La giornalista ha detto che da quando ha fondato Rakhshaneh Media, il suo obiettivo è stato quello di creare uno spazio in cui le donne possano raccontare le loro storie in prima persona.

La direttrice ha sottolineato che il percorso delle sue attività è stato accompagnato fin dall’inizio da minacce politiche, pressioni sociali e problemi finanziari e ha aggiunto che la caduta di Kabul nelle mani dei Talebani l’ha costretto a lasciare l’Afghanistan.

Riferendosi alle difficili condizioni delle donne afghane Zahra Joya ha affermato: “Sotto il dominio dei talebani le donne si trovano di fronte a due scelte difficili: devono accettare leggi severe che tolgono loro identità e libertà oppure vivere in costante pericolo . Non posso accettare tali restrizioni. Non riesco a vedere il mondo da dietro un burqa né a vivere una vita piena di silenzio e paura. Ho quindi preso una terza strada, quella che mi ha portato a Londra che ora chiamo la mia seconda casa.”

Nonostante ciò, la lotta per creare uno spazio in cui le donne possano far sentire la propria voce continua, ha affermato, spiegando che la pubblicazione di qualsiasi rapporto sensibile sulle violenze sessuali, sull’uccisione di attiviste per i diritti delle donne o sulle flagranti violazioni dei diritti umani comporta grandi rischi.

In una parte del suo discorso, Joya ha sottolineato i pericoli del lavoro dei media in Afghanistan: “Dire la verità è sempre stato difficile e costoso. Recentemente, i talebani hanno condannato due giornalisti a dieci anni di prigione.”

Joya ha proseguito il suo intervento affermando che “quel premio appartiene a tutte le donne che hanno lottato per i propri diritti nonostante grandi ostacoli e sono rimaste salde. La nostra lotta continua – ha infine ribadito – e questo riconoscimento ci dà la motivazione per continuare questo difficile percorso.”

La Campagna Magnitsky per la Giustizia Globale è uno sforzo internazionale per ritenere responsabili i funzionari corrotti, coloro che violano i diritti umani e gli individui coinvolti in massicci crimini finanziari.

La campagna prende il nome da Sergei Magnitsky, un avvocato russo che ha denunciato la diffusa corruzione tra i funzionari governativi ed è morto sospettamente in prigione nel 2009.

La morte di Magnitsky lo ha reso un simbolo globale della lotta contro la corruzione e le violazioni dei diritti umani.

Questa campagna, sostenuta da diversi paesi, istituzioni per i diritti umani e attivisti internazionali, cerca di esercitare una pressione internazionale sui violatori dei diritti umani e sugli autori di corruzione attraverso sanzioni mirate al fine di portare a un cambiamento nel comportamento globale.

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