Diritti

CIAD | Due mesi di attacchi continui con droni al confine. Medici Senza Frontiere ha assitito 457 feriti in due mesi, trentotto i morti in ospedale

Gli attacchi con droni effettuati dalle Forze Armate Sudanesi (Saf), dalle Forze di Supporto Rapido (Rsf) e dai gruppi alleati continuano a colpire le zone civili lungo il confine del Sudan con il Ciad. Dall’inizio di febbraio 2026, nella città di confine di Tine, in Ciad, Medici Senza Frontiere, in collaborazione con il personale del ministero della salute del Ciad, ha prestato assistenza a 457 persone ferite negli attacchi. In totale, 38 persone sono morte in ospedale, di cui 19 in un solo giorno, il 16 marzo, a seguito degli attacchi lungo il confine.

In un contesto di insicurezza, in cui mancano risorse adeguate per fornire assistenza medica, Msf lancia un allarme sulla situazione drammatica delle persone intrappolate tra i due fuochi.

Alla fine di febbraio, le Rsf hanno rivendicato la conquista della città sudanese di Tina, nel Darfur settentrionale, proprio al confine con Tine, nel Ciad orientale. I violenti attacchi, che continuano ancora oggi, hanno avuto gravi ripercussioni sulla popolazione civile, aggravando una crisi umanitaria già disastrosa. I civili della regione del Darfur hanno subito livelli estremi di violenza, tra cui persecuzioni etniche contro le comunità non arabe, bombardamenti ed esecuzioni di massa. A Tine, Msf fornisce assistenza medica e umanitaria alle persone in fuga dalla violenza.

“Abbiamo lavorato giorno e notte. Il nostro team ha affiancato le autorità sanitarie del Ciad nel prestare assistenza a 457 persone in 2 mesi. La violenza non ha risparmiato i civili: tra i feriti c’erano 6 bambini”, spiega Rita Magano, coordinatrice medica di progetto a Tine, che ha fatto parte del team di Msf intervenuto in 13 casi di afflusso di massa di pazienti. “Circa il 50 per cento delle lesioni riguardava gli arti superiori e inferiori, con una percentuale significativa di fratture esposte. Non ci aspettavamo un afflusso così massiccio di pazienti gravemente feriti. Abbiamo fatto del nostro meglio per stabilizzarli, medicare le ferite ed eseguire interventi chirurgici salvavita”.

Inizialmente, i team di Msf stavano fornendo supporto all’ospedale Mabrouka di Tine, situato a poche centinaia di metri dal confine.

“Il 21 febbraio abbiamo chiuso la struttura e trasferito il personale e le attrezzature nella nuova struttura sanitaria nel giro di poche ore, poiché nei pressi dell’ospedale si sentivano spari e si udivano i bombardamenti, e non potevamo garantire la sicurezza” dice Jean Hippolyte, responsabile logistico di Msf, uno degli 11 membri dello staff che prestano assistenza nel nuovo ospedale di Tine. “Un giorno abbiamo accolto 123 pazienti contemporaneamente e stavamo esaurendo i farmaci indispensabili per gli interventi chirurgici. Anche l’accesso all’acqua e all’elettricità era compromesso nel nuovo ospedale, rendendo molto difficile la risposta all’emergenza”.

Il 18 marzo, secondo le autorità ciadiane, un attacco con droni ha ucciso 17 persone che stavano partecipando a un funerale a Tine. I team di Msf hanno soccorso 24 persone, molte delle quali in condizioni critiche. Gli attacchi in Ciad mettono a rischio sia gli operatori umanitari che i civili, compresi i rifugiati fuggiti dalla guerra in Sudan.

“Continuiamo ad adattare e spostare le nostre attività. Il nostro team ha dovuto sospendere le operazioni in diverse occasioni per motivi di sicurezza. A causa dell’attuale situazione di insicurezza, non è sostenibile per Msf fornire anche solo una minima assistenza medica alle persone in cerca di protezione in Ciad” continua Hippolyte di Msf.

Medici Senza Frontiere opera anche in un campo di transito a Tine per assistere i rifugiati fuggiti dalla guerra in Sudan. Nonostante le difficoltà legate alla sicurezza, il team di Msf continua a garantire visite ambulatoriali, screening nutrizionali, vaccinazioni, supporto alle vittime di violenza sessuale e ad allestire cliniche mediche mobili. Msf è rimasta l’unica organizzazione a fornire acqua dopo che altre organizzazioni hanno interrotto attività per mancanza di risorse. Inoltre, a Tine è in corso un’epidemia di morbillo – come in altri distretti del Ciad – che ha spinto MSF a vaccinare 710 bambini tra il 25 e il 26 marzo.

I civili al confine tra Ciad e Sudan hanno bisogno di protezione immediata. Dato il continuo deterioramento della situazione nel Darfur settentrionale, i tagli ai finanziamenti umanitari a livello globale, nonché i livelli estremi di violenza e privazioni subiti dalle famiglie sfollate, i bisogni umanitari della popolazione sono enormi e necessitano di un supporto fondamentale.

 

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