Cultura

CINEMA | Docu di Lovino “Marco Bellocchio – La Porta della Realtà” al Locarno Film Festival 

“Marco Bellocchio – La Porta della Realtà”, il documentario diretto da Fabio Lovino e dedicato a uno dei più grandi maestri del cinema italiano, verrà presentato in Selezione Ufficiale – Fuori Concorso alla 79esima edizione del Locarno Film Festival, in programma dal 5 al 15 agosto 2026.

Il film, prodotto da Loft Produzioni e Reggatta Production, arriverà nelle sale italiane il 27 agosto distribuito da Lucky Red.

Dopo quasi vent’anni di collaborazione con Marco Bellocchio, il documentario nasce dal desiderio di Fabio Lovino di raccontare l’universo umano e artistico di uno dei più grandi maestri del cinema contemporaneo. Attraverso immagini e testimonianze inedite, il film entra nel cuore del suo processo creativo e ripercorre, insieme ai colleghi, agli amici e alla famiglia, il cammino di un autore che ha saputo rinnovare costantemente il proprio linguaggio, vivendo una straordinaria stagione creativa e conquistando il riconoscimento internazionale, senza mai perdere la profondità e la libertà del suo sguardo.

Il documentario mostra per la prima volta Marco Bellocchio al lavoro sul set e racconta il suo approccio quotidiano alla regia. Accanto a lui, artisti, amici e familiari: dalla moglie e montatrice Francesca Calvelli ai figli Elena e Pier Giorgio, fino a colleghi e compagni di viaggio come Roberto Herlitzka, Pierfrancesco Favino, Fabrizio Gifuni, Marco Tullio Giordana, Daniele Ciprì, Francesco di Giacomo e Giuseppe Lanci.

“Con questo film ho cercato di restituire almeno una parte di ciò che ho ricevuto da Marco, sul piano artistico e umano”, racconta il regista Fabio Lovino, “dall’artista e dall’intellettuale di straordinario talento, capace di una rara empatia, fino all’uomo, con il suo carattere, le sue fragilità e una vita intensa, segnata da esperienze profonde”.

Regia e fotografia: Fabio Lovino; una produzione Loft Produzioni e Reggatta Production, distribuito da Lucky Red; durata: 65′.

Con un totale di 233 film, di cui 103 anteprime mondiali e otto prime internazionali, la selezione della 79ma edizione del Locarno Film Festival (5-15 agosto) si presenta come “avventurosa e ricca di sorprese”, per riprendere le parole del suo direttore artistico Giona A. Nazzaro. Il festival può contare tanto su voci emergenti quanto su nomi affermati che riflettono sul presente “senza rinunciare mai al piacere del racconto e del divertimento”, sempre secondo Nazzaro.

Nel Concorso Internazionale, che accoglie un totale di 17 film, troviamo i nuovi film di quattro registi già noti al festival. Il primo è lo svizzero-portoghese Basil Da Cunha (O fim do mundoManga D’Terra) che con il suo O Jacaré ritorna al quartiere Reboleira di Lisbona dove si svolgono i suoi film, per mettere in scena la scomparsa del bottino di una rapina. Ritroviamo poi Objet A della regista e artista residente a Berlino Ann Oren (Piaffe), su una coppia di chirurghi della mano che vivono una relazione atipica fatta di fantasmi condivisi. Già presente a Locarno l’anno scorso nel concorso Pardi di Domani è invece il regista italiano Salvatore Mereu (Bentu) che presenterà Alberi erranti, sui destini intrecciati di tre famiglie sarde fra pressioni sociali, tradimenti e desideri. Anche la regista francese Sarah Leonor (in concorso al festival in 2009 con Au voleur) torna con D’ici là di con, fra gli altri, l’attrice e regista franco-svizzera Laetitia Dosch.

Fra i volti conosciuti del festival ritroviamo anche il regista di Singapore Nelson Yeo (il cui film d’esordio del 2023 Dreaming & Dying, è stato il primo film del Sud-Est asiatico a vincere il Pardo d’oro Cineasti del Presente, nonché lo Swatch First Feature Award) con The House On The Moon, e anche il sudcoreano Hong Sangsoo (Pardo d’oro in 2015 con Right Now, Wrong Then e premiato molte altre volte al festival) con Nowhere To Lay My Eyes e il canadese Denis Côté (Pardo alla miglior regia in 2010 per Curling) con Violence du corps de l’autre.

Ritornando ai film europei, l’Italia è presente anche con Ketticè, secondo lungometraggio di Giovanni Tortorici (Diciannove) che racconta la storia di due sedicenni fra ricerca di libertà e complesse dinamiche famigliari, così come la coproduzione con Spagna e Perù Lejos de los árboles della resista spagnola Meritxell Colell Aparicio (Con el viento) sul viaggio di un’artista sonora in Perù per registrare lingue che rischiano di scomparire. La Germania è presente anche con due coproduzioni: I Rarely Wake Up Dreaming della regista tedesca Isabelle Stever (Grand Jeté) che mette in scena una coppia ucraina appartenente alla comunità LGBTIQ+ durante la brutale aggressione russa e The Riverbank primo lungometraggio del duo di registi brasiliani Matheus Farias e Enock Carvalho che riflette su loro paese attraverso un giovane omosessuale di colore. La Francia è presente anche con le coproduzione Rehmat dell’indiano Gurvinder Singh (The Fourth Direction); Hearing, secondo lungometraggio del vietnamita Lê Bảo (premiato alla Berlinale con Taste), e il film d’animazione La princesa burro del duo di registi cileni noti per il loro film in stop-motion La casa lobo Cristobál León e Joaquín Cociña. Completano il gruppo di film europei You Don’t Belong Here del rumeno Florin Șerban (premiato alla Berlinale con If I Want to Whistle, I Whistle) sulla relazione turbolenta fra un padre e suo figlio e Brave New Love commedia romantica e famigliare della regista svedese Maria Bäck; e la sezione, il film canadese Manhunt di Wayne Wapeemukwa.

Fuori Concorso, dieci film su tredici (12 lungometraggi e 1 cortometraggio) sono produzioni e coproduzioni europee. Tra questi, due film svizzeri (Ah que le bonheur est proche di François-Christophe Marzal e The Angel Maker, mini serie documentaria di Marina Klauser), due film tedeschi (il thriller orrorifico Bloody Tennis di Niklas Chryssos e il documentario Transition di Peter Badel, storico direttore della fotografia di Thomas Heise, e dell’inglese Chris Wright) e tre film con partecipazione francese da (Roma elastica di Bertrand Mandico, un habitué del festival svizzero, già presentato a Cannes; Atcha atcha, il documentario senegalese di Mamadou Dia (Pardo d’oro Cineasti del Presente e Swatch First Feature Award in 2019 con Nafi’s Father), e Seize moments de ma vie, film con Ingrid Caven del pluripremiato Albert Serra.

Infine, gli omaggiati e le omaggiate saranno l’audace regista statunitense Darren Aronofsky (Pardo d’Onore), il visionario produttore islandese Sigurjón “Joni” Sighvatsson (Raimondo Rezzonico Award), l’attrice, regista e musicista italiana Asia Argento (Career Achievement Award), l’acclamata attrice belga Virginie Efira (Leopard Club Award), il truccatore ed effettista statunitense Rick Baker (Vision Award Ticinomoda) e l’attrice e regista Isabella Rossellini (Excellence Award).

I film selezionati:

Concorso

Brave New Love – Maria Bäck (Danimarca/Svezia/Grecia)
Hearing – Lê Bảo (Vietnam/Singapore/Norvegia/Francia/Indonesia/Arabia Saudita/Cambogia/Thailandia/Taiwan)
Lejos de los arboles – Meritxell Colell Aparicio (Spagna/Perù/Italia)
Violence du corps de l’autre – Denis Côté (Canada)
O Jacaré – Basil Da Cunha (Svizzera/ Portogallo)
The Riverbank – Metheus Farias, Enock Carvalho (Brasile/Germania)
Princesa burro – Cristobál León, Joaquín Cociña (Cile/Francia/Uruguay/Paesi Bassi/Germania)
D’ici là – Sarah Leonor (Francia)
Alberi erranti – Salvatore Mereu (Italia)
Objet A – Ann Oren (Germania/Lussemburgo/Grecia)
Nowhere To Lay My Eyes – Hong Sangsoo (Corea del Sud)
You Don’t Belong Here – Florin Șerban (Romania)
Rehmat – Gurvinder Singh (India/Francia)
I Rarely Wake Up Dreaming – Isabelle Stever (Germania/Ucraina)
Ketticè – Giovanni Tortorici (Italia)
Manhunt – Wayne Wapeemukwa (Canada)
The House On The Moon – Nelson Yeo (Singapore/Taiwan/Germania/Indonesia)

Fuori Concorso

Transition – Peter Badel, Chris Wright (Germania)
Bakma – Abdelhamid Bouchnak (Tunisia)
Atcha atcha – Mamadou Dia (Senegal/Francia)
Bloody Tennis – Niklas Chryssos (Germania)
Bruton – Vincent Grashaw (Stati Uniti)
The Angel Maker – Marina Klauser (Svizzera)
Marco Bellocchio: la porta della realtà – Fabio Lovino (Italia)
Roma elastica – Bertrand Mandico (Francia/Italia)
Ah que le bonheur est proche – François-Christophe Marzal (Svizzera)
Sundown – Rebekah McKendry (Canada)
Tombe des rêves – F.J. Ossang (Francia, cortometraggio)
Asphalt Guerrilla – Edgar Pêra (Portogallo)
Seize moments de ma vie – Albert Serra (Francia/Spagna)

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