Il Mar Mediterraneo è sempre più caldo, sempre più acido e soggetto a fenomeni meteorologici estremi di devastante intensità. Ma per difendere le coste italiane non bastano più i singoli progetti di ricerca: è urgente istituire una “cabina di regia” istituzionale, simile a quella della Protezione Civile per i terremoti, in grado di trasformare i dati oceanografici in modelli predittivi e allerte tempestive per la gestione dei territori. È questo il forte richiamo emerso oggi dalla sessione curata dall’Ogs – Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale nell’ambito delle Giornate dell’Ambiente di Ecomed, in corso a Catania.
L’ente di ricerca, attraverso gli interventi della Direttrice Generale Paola Del Negro, del Direttore della Sezione di Oceanografia Cosimo Solidoro e del suo team di ricercatori, ha presentato uno studio pionieristico che ha permesso di “fotografare” dall’interno e in tempo reale la dinamica di un uragano mediterraneo.
L’incontro è stato introdotto dalla professoressa Paola Del Negro, che ha sottolineato la centralità dell’Isola e della sede Ogs di Milazzo: “Abbiamo iniziato studiando lo stoccaggio di CO2 nelle Isole Eolie. Da lì abbiamo compreso che la realtà siciliana è il laboratorio perfetto per le nostre missioni sul clima. Ma la sfida si vince solo facendo rete con gli altri istituti: da soli non si va da nessuna parte”.
Non ci può essere pesca senza pesci e non ci può essere portualità se le banchine finiscono sott’acqua. Oltre al riscaldamento, l’acidificazione dei mari, che potrebbe aumentare fino all’80 per cento nel peggiore degli scenari al 2100, metterà a rischio l’intero ecosistema. I modelli parlano chiaro: l’innalzamento del livello del mare e le ondate di calore marino obbligheranno a riprogrammare intere economie costiere”.
ABC dei modelli per lo studio delle politiche del clima
Il lavoro offre una rassegna della letteratura sui modelli econometrici che danno conto dell’interazione tra economia e clima (cosiddetti “modelli di valutazione integrata”). Tali modelli consentono di valutare costi e benefici delle politiche di riduzione delle emissioni di gas serra, responsabili dei cambiamenti climatici. Poiché questi gas permangono nell’atmosfera per periodi anche superiori al millennio, è indispensabile adottare politiche che ne consentano di ridurre, e possibilmente azzerare, le emissioni e gli effetti.
I modelli di valutazione integrata generalmente indicano che: i costi delle politiche necessarie a eliminare le emissioni di gas serra sono di entità sopportabile e non ridurrebbero drammaticamente le prospettive di crescita dell’economia globale; solo politiche che incidono sul prezzo delle fonti di energia fossile sono in grado di azzerare le emissioni di gas serra, mentre le politiche monetarie possono contribuire solo in misura marginale; le strategie che si prefiggono un tetto all’aumento della temperatura o definiscono una data entro cui arrivare all’azzeramento delle emissioni non sono ottimali.






