Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, il ministro della Difesa Yasar Guler e Ibrahim Kalin, capo della National Intelligence Organization (MIT), hanno fatto una visita a sorpresa a Damasco giovedì. La visita arriva in un momento critico dopo un accordo chiave tra il presidente siriano e le Forze democratiche siriane guidate dai curdi.
“Fidan, insieme al ministro della Difesa nazionale Yasar Guler e al capo del MIT Ibrahim Kalin, effettueranno oggi una visita di lavoro in Siria”, ha affermato il Ministero degli Esteri in una nota.
La visita segue un accordo preliminare finalizzato lunedì tra il presidente siriano Ahmed al-Sharaa e le SDF, che delinea l’integrazione del gruppo guidato dai curdi nelle istituzioni del governo centrale siriano.
Le SDF attualmente controllano un terzo del territorio siriano. Sharaa ha fatto pressione sul gruppo affinché cedesse il controllo di queste aree al governo centrale e si integrasse nell’esercito nazionale.
L’accordo arriva sulla scia dei violenti scontri della scorsa settimana tra le forze di sicurezza sunnite fedeli a Sharaa e presunti resti dell’ex regime. Sono state le battaglie più intense che la Siria abbia visto dalla caduta del regime del presidente Bashar al-Assad a dicembre, lasciando almeno 700 persone morte, la maggior parte delle quali appartenenti al gruppo di minoranza alawita del paese.
Martedì, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha sostenuto con cautela l’accordo tra il governo di Sharaa e le SDF.
“La piena attuazione dell’accordo raggiunto ieri contribuirà alla sicurezza e alla pace della Siria”, ha detto Erdogan in un discorso televisivo. “Il vincitore saranno tutti i nostri fratelli siriani”.
Ankara considera le SDF una minaccia alla sicurezza nazionale a causa dei loro legami con le People’s Defense Units, che la Turchia vede come una propaggine del Kurdistan Workers Party (PKK), un gruppo che ha condotto un’insurrezione contro la Turchia per decenni. Il PKK è designato come organizzazione terroristica dalla Turchia, dagli Stati Uniti e dall’Unione Europea.
Tuttavia, la Turchia ha recentemente ammorbidito la sua posizione nei confronti delle SDF, dando priorità alla diplomazia rispetto allo scontro. Questo cambiamento avviene mentre Ankara cerca di impedire un’ulteriore destabilizzazione in Siria, dove mantiene stretti legami con i nuovi governanti del paese. La Turchia è da tempo un sostenitore chiave delle forze di opposizione nella guerra civile siriana.
Il governo di Erdogan ha anche avviato colloqui di pace con Abdullah Ocalan, il leader incarcerato del PKK che il mese scorso aveva chiesto lo scioglimento del gruppo.
Fidan e Kalin sono stati tra i primi funzionari stranieri a visitare Damasco a dicembre, dopo la caduta di Assad.
La delegazione turca ha incontrato domenica anche i suoi omologhi siriani ad Amman, a margine di un vertice regionale, sottolineando il dialogo sempre più approfondito tra le due nazioni.
Ezgi Akin


