Economia

ENERGIA | L’Italia è una potenza nella produzione di pompe di calore. Ora serve una rottura netta: abbandonare la volatilità dei combustibili fossili per la sicurezza delle tecnologie pulite

La guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran e la conseguente crisi energetica hanno messo ancora una volta in luce la vulnerabilità dell’Europa, fortemente dipendente dai combustibili fossili importati. Accelerare l’elettrificazione offre una duplice soluzione: sostituire l’energia importata con energia pulita prodotta a livello nazionale, rafforzando al contempo la competitività industriale europea e stimolando la domanda di tecnologie nazionali.

Parte di questa transizione può essere realizzata grazie alla base manifatturiera nazionale europea, che sostiene milioni di posti di lavoro ed è già in grado di soddisfare la domanda interna di tecnologie pulite fondamentali come pompe di calore, turbine eoliche e veicoli elettrici. L’elettrificazione dell’economia cambia radicalmente anche la natura del fabbisogno energetico europeo, passando da un consumo di combustibili volatile a un sistema più resiliente, basato sulle infrastrutture, che riduce i rischi a lungo termine.

Sebbene l’elettrificazione offra all’Europa una chiara via d’uscita dalla sua rischiosa e costosa dipendenza dai combustibili fossili, permangono i timori che si tratti semplicemente di una sostituzione di una dipendenza dalle importazioni con un’altra. Tuttavia, l’Europa parte già da una posizione di forza. Con una base produttiva in grado di assemblare 4,6 milioni di veicoli elettrici e 7,5 milioni di pompe di calore all’anno, l’Ue sta già dimostrando di poter soddisfare gran parte del proprio fabbisogno di tecnologie pulite a livello nazionale.

L’Ue rimane fortemente dipendente dai combustibili fossili per soddisfare il proprio fabbisogno energetico. Tuttavia, a causa delle limitate risorse interne europee, l’85 per cento dei combustibili fossili consumati per la produzione di elettricità, riscaldamento e trasporti viene importato da paesi extra-Ue. Ciò significa che, nell’intera economia, il 57 per cento di tutta l’energia consumata nell’Ue proviene da combustibili fossili importati.

A causa dell’elevata dipendenza dell’Europa dalle importazioni di combustibili fossili, il costo della vita e la competitività economica del Paese sono direttamente collegati alla volatilità dei mercati energetici, sui quali l’Europa ha scarso controllo. Gli shock in questi mercati sono costosi. Tra il 2021 e il 2024, le importazioni di combustibili fossili sono costate all’UE 1.800 miliardi di euro e, nei primi 60 giorni dall’inizio del conflitto in Iran e dal conseguente picco dei prezzi globali dei combustibili fossili, le importazioni di combustibili fossili sono costate all’Europa ulteriori 18,5 miliardi di euro. Attualmente, l’Europa non ha altra scelta che sostenere questi costi, poiché il suo sistema energetico basato sui combustibili fossili richiede un approvvigionamento costante di importazioni. Tuttavia, come dimostrato di recente dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, l’Europa ha ben poco potere per garantire che questi flussi di combustibili fossili rimangano costanti e prevedibili.

In estrema sintesi:

1️⃣ L’elevata dipendenza dai fossili nell’UE è costosa: nei primi due mesi della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, i picchi dei prezzi dei combustibili fossili sono costati all’Europa ulteriori 18,5 miliardi di euro. L’Ue rimane fortemente dipendente dai combustibili fossili, con l’85 per cento della sua fornitura importata dall’esterno del blocco.

2️⃣ L’energia pulita e l’elettrificazione sono la via d’uscita praticabile: solo nel 2025, i veicoli elettrici in Europa hanno evitato il consumo di 67 milioni di barili di petrolio per un valore di 4,1 miliardi di euro.
Un ulteriore impiego di tecnologie pulite, come veicoli elettrici, pompe di calore, energia pulita e accumulo, continuerà a ridurre le bollette di importazione di fossili per gli europei.

3️⃣ L’Ue ha una solida base di produzione di tecnologie pulite, diffusa in tutta Europa: l’Ue costruisce già 2–3 volte più veicoli elettrici, pompe di calore e turbine eoliche di quante ne installi.

4️⃣ La produzione di tecnologie pulite sostiene già 1,8 milioni di posti di lavoro verdi in Europa e potrebbe crescere fino a 2,3 milioni entro il 2030.

5️⃣ Anche con la dipendenza dalle importazioni di tecnologie pulite, la dipendenza è fondamentalmente diversa dai combustibili fossili. A differenza della tecnologia pulita, i combustibili fossili richiedono importazioni costanti per continuare a produrre energia, non possono essere riciclati e qualsiasi interruzione della catena di approvvigionamento impatta immediatamente i consumatori.

⚡ Italia e i paesi dell’Ue possono vivere il loro momento di rottura netta: passare dalla vulnerabilità della dipendenza dai combustibili fossili verso la manifattura locale e importazioni di tecnologie pulite più resilienti.


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