In questi giorni drammatici con la disumanità che sembra aver preso il sopravvento, molti ammaliati dalla voce di provetti influencer in tv si lasciano sedurre dal piacere dell’ascolto e fermano la navigazione, finendo per morire di fronte alle rocce delle isole delle sirene. Ma c’è chi dice “No” con l’arte del saper fare per far sapere che la non violenza avrà la meglio sul padre dissociato e sul tiranno stolido e criminale. Domani, sabato 20 settembre, in occasione della ‘Giornata mondiale della Pace’, l’associazione culturale TangoEventi invita a partecipare a ‘Un tango per la pace’, terza edizione, presso la ex Cartiera Latina, a Roma, in via Appia Antica 42. L’abbraccio universale del tango vuole dare un segno diverso ma tangibile al tema internazionale della pace.
Un pensiero per la pace attraverso la forza e l’energia del tango argentino in una location affascinante.
La ex Cartiera Latina è tra i pochi impianti industriali sopravvissuti nella città di Roma, è una struttura unica nel suo genere a ridosso delle Mura Aureliane, lambita dal fiume Almone.
Oggi è sede dell’Ente Parco Regionale dell’Appia Antica. Le prime testimonianze della storia produttiva risalgono al 1081, utilizzata poi dai Padri Cappuccini nel 1600, all’inizio dell’800 fu trasformata in mulino. Nel 1912 l’impianto fu modificato e iniziò la produzione della carta dagli stracci, chiuse nel 1986.
Il programma della serata, che vedrà come ospite anche Franco Nero, prevede l’apertura alle ore 19 con la possibilità di ballare tango argentino fino alle ore 23. Dopo una serie di interventi istituzionali, alle ore 21.20 si terrà una breve performance teatrale con musica e tango di e con Fatima Scialdone, direttore artistico di TangoEventi e la partecipazione dei maestri argentini Eduardo Moyano e Mariano Navone e il gruppo solidale TangoEventi ‘Los Viajeros de l’Abrazo’. Il progetto, finanziato dal Municipio VIII Roma Capitale, ha il patrocinio di Consiglio regionale del Lazio, Iila Organizzazione Internazionale Italo-Latino Americana, Ambasciata dell’Uruguay, Grande canale della Pace.
Note a margine: “Non era così” di Giorgio Panzera





