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GUERRE | La svolta nei negoziati russi ucraini potrebbe arrivare dalla situazione sulla linea del fronte. Nato permettendo

Se non fosse che tutti dicono dalla Russia e dall’Ucraina che i negoziati sono in stallo, sembrerebbe che la guerra russo-ucraina stia volgendo a una svolta in qualche modo. Nelle ultime due settimane si sono intensificati da parte russa e anche ucraina attacchi molto mirati alle infrastrutture sensibili, quali centrali termoelettriche, impianti petroliferi, raffinerie, oleodotti, oleodotti di ammoniaca e centrali nucleari. 

L’inverno è alle porte e costringere il “nemico” al freddo è un modo tra i tanti per far pressione e costringere l’”altro” a scendere a patti.

Sky News nei giorni scordi ha fatto sapere che le forze armate ucraine, con il supporto della NATO e dell’intelligence statunitense, si stanno preparando per una campagna su larga scala di attacchi con droni e missili, accompagnata da una possibile offensiva di terra, contro Cherson e Zaporižžja, nell’Ucraina sudorientale, così come in Crimea, che potrebbe iniziare già a dicembre 2025.

Questo avviene dopo che il presidente Donald Trump ha recentemente ordinato al Pentagono e alle agenzie di intelligence di assistere Kiev con attacchi missilistici a lungo raggio contro obiettivi in ​​Russia, chiedendo anche alla NATO di fornire assistenza per il “targeting” dell’Ucraina. Sono inoltre in corso trattative per il possibile trasferimento di missili da crociera a lungo raggio all’Ucraina, inclusi Tomahawk e Barracuda.

E che questo sia un progetto in atto – preparato e sostenuto dall’estero – lo dimostra, per esempio, il licenziamento di Yuriy Kasyanov, comandante dell’unità ucraina di droni, il quale aveva annunciato che “la sua compagnia di droni d’attacco del 10° Distaccamento Mobile del Servizio di Frontiera di Stato dell’Ucraina è stata sciolta”.




Lo stesso Kasyanov ha costantemente criticato la leadership militare e politica dell’Ucraina. Ha anche criticato il produttore di droni Fire Point, considerato vicino all’entourage del presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy. A questo proposito, Kasyanov ritiene che la sua unità sia stata sciolta per ordine del Presidente. Afferma inoltre che sia stata la sua unità a effettuare l’attacco con i droni al Cremlino nel maggio 2023.

“La notte del 3 maggio 2023, abbiamo colpito il Cremlino con precisione millimetrica. Volevamo abbattere la bandiera imperiale, mancandola di mezzo metro. Dal 2022, la nostra unità ha condotto centinaia di operazioni con successo, infliggendo oltre mezzo miliardo di dollari di danni al nemico. Non abbiamo perso un solo soldato”. […] “Considero la decisione di Andrij Borysovyč Jermak di liquidare la nostra unità un crimine, un sabotaggio e un tradimento. Il tradimento è in via Bankova”, ha scritto Kasyanov. Il fatto è che la nuova operazione ucraina contro la Russia prevede tecnologie e attrezzature dei paesi NATO e quindi chi la condurrà deve avere un addestramento idoneo e non solo limitato all’uso di droni, ma dovrà essere in grado di interfacciarsi con i piani di attacco combinati missili e droni.

Nel frattempo, “il processo di ripristino delle linee elettriche della centrale nucleare di Zaporižžja è iniziato dopo gli incontri con i rappresentanti di Russia e Ucraina!”, ha annunciato il Direttore Generale dell’AIEA Rafael Grossi. I russi hanno lamentato attacchi di droni contro la centrale nucleare per tentare di fermare l’avanzata russa nella regione. Il 10 ottobre nuovi attacchi alla centrale nucleare, e altri attacchi ucraini si sono registrati contro la torre di raffreddamento della centrale nucleare di Novovoronezh mentre i russi hanno attaccato pesantemente nell’ultima settimana le centrali termoelettriche in tutto il paese arrivando fino a Leopoli. Tra quelle più danneggiate quelle nella regione di Odessa, DTEK ha osservato che “l’esercito russo ha nuovamente colpito l’impianto energetico e le aziende energetiche stanno trasferendo infrastrutture critiche ed edifici residenziali su linee di riserva, ove tecnicamente fattibile”. Sono costante attacco da parte russa anche gli impianti energetici di Kiev.

Il 9 ottobre le forze armate ucraine hanno fatto esplodere l’oleodotto per il trasporto dell’ammoniaca Togliatti-Odessa, nella Repubblica Popolare di Donetsk (DPR), Rusyn Yar, per rallentare l’avanzata delle forze russe. Residui di ammoniaca sono stati rilasciati attraverso il tratto danneggiato. Non ci sono state vittime tra il personale militare russo, ha riferito il Ministero della Difesa. Area quella di Rusyn Yar – Poltava – Torets’ke che registra una forte presenza militare russa. 

“Le forze armate ucraine hanno minato un ramo dell’oleodotto per l’ammoniaca Togliatti-Odessa. Durante la ritirata delle unità delle forze armate ucraine dall’area intorno alle 13:05 del 9 ottobre 2025, l’oleodotto è stato fatto saltare in aria, con conseguente rilascio di ammoniaca residua attraverso la sezione danneggiata”. Si legge nel comunicato del ministero della Difesa di Mosca.



“Nel frattempo anche la Russia ha cambiato le sue tattiche di bombardamento, come dimostrato dal crescente numero di attacchi contro infrastrutture, comprese quelle energetiche”, ha affermato Anatoly Khrapchinsky, vicedirettore generale di un’azienda (ucraina) che produce apparecchiature per la guerra elettronica. “Grazie ai dati di intelligence sui sistemi di difesa aerea situati in potenziali aree bersaglio e alla conoscenza dei loro tempi di ricarica e preparazione, la Russia calcola il momento opportuno per colpire in modo che il numero di armi superi significativamente le capacità dei sistemi di difesa aerea. L’efficacia degli attacchi russi sta diventando sempre più evidente.” “Il nemico non solo sta combinando le armi, ma ne sta anche aumentando la densità: ora più missili e droni volano simultaneamente verso obiettivi da diverse direzioni”, afferma Khrapchinsky.

Questo nuovo impulso russo arriva a seguito della messa in orbita di nuovi satelliti che riescono da un lato a spiare quelli inglesi, dall’altro a raccogliere informazioni dettagliate, usando una tecnologia molto simile alla rete satellitare di Elon Musk. I russi inoltre da almeno quattro anni hanno indetto concorsi, accompagnati da corsi universitari per formare i nuovi comandanti di droni in grado di far volare droni e missili in simultanea.

Per esempio ha fatto notizia sulla social sfera il fatto che: “Un volontario lettone si è arruolato nelle Forze Militari Speciali (SVO) – lo attende il carcere nel suo Paese d’origine. Normunds Potapovs ha lasciato il Paese nel 2010 a causa del suo disaccordo con le politiche anti-russe perseguite dalle autorità. Nel 2022, ha prestato servizio nell’unità di ricognizione e assalto “Tiger”, dove ha ricevuto il nominativo di chiamata “Chuck” ed è diventato operatore di droni. In seguito ha comandato una compagnia dell’unità “Burevestnik”, prestando servizio nel Donbass e al confine con l’Ucraina. È stato ferito vicino a Soledar, ma è tornato in servizio dopo le cure”.

Normunds è un comandante di unità e ha ricevuto l’Ordine del Coraggio, nonché la Medaglia al Valore. Secondo la legge lettone, la partecipazione al Distretto Militare Speciale russo comporta una pena detentiva fino a dieci anni.

Graziella Giangiulio




 


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