Politica

INCENDIARI | Come l’Unione europea riesce a rendere le Guardie della Rivoluzione Islamica un’organizzazione ancora più aggressiva e provocatoria all’estero e un violatore dei diritti più feroce in patria

La decisione dell’Unione Europea di designare il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Irgc) dell’Iran come organizzazione terroristica potrebbe di fatto irrigidire la posizione di Teheran e, in ultima analisi, rendere l’Irgc più aggressivo e provocatorio sia a livello nazionale che internazionale.

La mossa, annunciata in risposta all’uccisione di migliaia di manifestanti iraniani da parte dell’Irgc durante i recenti disordini, ha scatenato una cascata coordinata di condanne da parte di funzionari iraniani, comandanti militari e campagne mediatiche intransigenti, il tutto a indicare un crescente confronto strategico contro l’Ue.



Il Ministero degli Esteri iraniano ha definito l’azione dell’Ue come una sottomissione alle pressioni degli Stati Uniti e di Israele, avvertendo che la responsabilità delle sue conseguenze “sarà dei responsabili politici europei”.

Il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf ha rafforzato il messaggio su X, sottolineando il ruolo dell’IRGC come “una delle forze antiterrorismo più forti ed efficaci al mondo”. Ha avvertito che gli stati europei si pentiranno di questa decisione.

Oltre alle dichiarazioni politiche, Teheran ha fatto in modo che la lista nera incontrasse il consenso istituzionale. Ali Larijani, segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale, si è spinto oltre, invocando una legge approvata dal parlamento iraniano che stabilisce che i paesi coinvolti nella designazione dell’Irgc possono essere considerati a loro volta entità terroristiche. 

Nel frattempo, l’agenzia di stampa Fars, legata all’Irgc, ha apertamente suggerito misure di ritorsione che vanno dalle ispezioni navali delle navi dirette in Europa all’espulsione di addetti militari europei. 

Conseguenze indesiderate

L’inserimento nella lista nera potrebbe inavvertitamente radicare ulteriormente l’Irgc nella struttura politica ed economica dell’Iran, con i suoi comandanti intransigenti che giustificano bilanci più ampi con il pretesto di minacce più gravi. 

La decisione dell’Ue, che segue la sanguinosa repressione interna condotta dall’Irgc , rafforza la mentalità da assedio all’interno della leadership iraniana e potrebbe potenzialmente portare anche a misure di sicurezza interna più aggressive contro i dissidenti.

Questa dinamica potrebbe ulteriormente stimolare le operazioni clandestine dell’Irgc all’estero. Designare l’Irgc come organizzazione terroristica potrebbe spingere Teheran a espandere le attività segrete in Europa e oltre, comprese le cosiddette reti finanziarie ombra e operazioni logistiche nascoste, presentate come ritorsione o deterrenza.

Il rischio è aggravato dal continuo rafforzamento militare degli Stati Uniti nel Golfo, che Washington ha indicato potrebbe precedere gli attacchi se l’Iran non rispettasse i negoziati sul nucleare.

A Teheran, la decisione dell’Ue è ampiamente considerata in linea con gli obiettivi strategici degli Stati Uniti, in un contesto di ripetuti avvertimenti del presidente Donald Trump e di notizie di una “armata” americana in avvicinamento alla regione. Mentre la pazienza europea nei confronti dei ritardi dell’Iran nella diplomazia nucleare si esaurisce, l’Unione appare sempre più pronta a partecipare a una campagna di pressione coordinata contro la Repubblica Islamica.

Attività economica nascosta

Al di là dei calcoli strategici, la designazione comporta conseguenze finanziarie dirette. In base alle norme antiterrorismo dell’Ue, tutti i beni collegati al Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica e alle sue entità affiliate all’interno dell’Unione sarebbero congelati, mentre qualsiasi trasferimento di fondi, risorse economiche o servizi da o verso l’Europa sarebbe vietato. 

Alle aziende europee verrebbe quindi impedito di collaborare con organismi collegati all’Irgc in progetti sia finanziari che non finanziari, e le autorità giudiziarie dell’Ue potrebbero persino riesaminare retroattivamente le passate transazioni finanziarie. 

Considerata la profonda influenza dell’Irgc sull’economia iraniana – dall’edilizia all’energia, dal petrolio alla difesa – questa mossa potrebbe di fatto precludere all’Irgc l’accesso residuo ai mercati finanziari europei, rendendo la sua attività economica ancora più clandestina. Probabilmente spingerebbe Teheran a trovare ulteriori metodi di evasione finanziaria e attività economiche segrete, creando potenzialmente maggiore opacità e rischi per l’economia iraniana.

Sentendosi sempre più sotto assedio, Teheran potrebbe anche rispondere aumentando i finanziamenti statali per il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica, definendo tali trasferimenti come essenziali per la difesa nazionale. Ciò si tradurrebbe probabilmente in maggiori difficoltà economiche per la popolazione iraniana, già alle prese con un’inflazione senza precedenti e una volatilità valutaria intensificatasi dopo i disordini.

Teheran sta categorizzando la designazione non come un gesto simbolico, ma come parte di un programma coordinato anti-iraniano che mina la credibilità e la sicurezza europea. Presentando l’Ue come un’ossequiosa subordinazione agli interessi statunitensi e israeliani, l’Iran mira a erodere la pretesa di autonomia strategica dell’Europa e a segnalare che qualsiasi futura cooperazione o mediazione dipenderà dal rispetto delle linee rosse di Teheran.

La designazione da parte dell’Ue potrebbe in ultima analisi rendere l’Irgc un’organizzazione ancora più aggressiva e provocatoria all’estero e un violatore dei diritti più assertivo in patria.



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