Ambiente

Lobby a tutto gas. L’UE supera l’ultimo ostacolo per obiettivi più flessibili sulle emissioni di CO2 delle auto

Le case automobilistiche europee avranno più tempo per conformarsi agli obiettivi UE sulle emissioni di CO2 per auto e furgoni e potrebbero ridurre le potenziali sanzioni dopo che il Parlamento europeo ha dato giovedì il suo sostegno a un ammorbidimento delle norme.
I produttori europei avevano avvertito che il rispetto degli obiettivi quest’anno avrebbe potuto comportare multe fino a 15 miliardi di euro (17 miliardi di dollari), dato che gli obiettivi si basano sulla vendita di più veicoli elettrici, un segmento in cui sono in ritardo rispetto ai rivali cinesi e statunitensi.
A seguito di intense attività di lobbying, la Commissione europea ha proposto di consentire alle case automobilistiche di raggiungere gli obiettivi in ​​base alle loro emissioni medie nel periodo 2025-2027, anziché solo in quello di quest’anno.
I legislatori dell’UE hanno votato a favore della modifica con 458 voti favorevoli, 101 contrari e 14 astensioni.
La Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha affermato che la modifica darà “un po’ di respiro” alle case automobilistiche europee. La scorsa settimana, Volkswagen ha affermato che il periodo di adeguamento più lungo avrebbe comunque comportato un onere nel 2025.
I critici sostengono che l’industria automobilistica ha avuto sette anni per prepararsi agli obiettivi del 2025 e che la stima di 15 miliardi di euro per le multe è enormemente gonfiata.

Questa misura si inserisce in una traiettoria di revisioni, modifiche e nuove leggi che stanno limitando gli obiettivi ambientali dell’Unione europea.

La precedente Commissione, con a capo Ursula von der Leyen, aveva iniziato il suo mandato presentando l’11 dicembre 2019 il Green Deal europeo : una strategia articolata in diversi atti legislativi con l’obiettivo di rendere l’UE neutrale dal punto di vista climatico, cioè azzerare le emissioni nette di gas a effetto serra, entro il 2050 .

Cinque anni dopo, la nuova Commissione, sempre guidata da Ursula von der Leyen, ha decisamente cambiato indirizzo. Non è stato finora modificato l’obiettivo finale della neutralità climatica, ma i target intermedi di riduzione delle emissioni e altre misure favorevoli all’ambiente vengono spesso rimesse in discussione.

Nella scorsa legislatura, i provvedimenti ambientali erano molto sentiti e promossi dalla Commissione europea. Alla vigilia della presentazione del pacchetto Fit For 55, ideato per ridurre le emissioni nell’UE del 55% entro il 2030, il Palazzo Berlaymont fu illuminato di verde.

Alcuni casi sono evidenti, come la modifica della soglia di riduzione delle emissioni delle auto, che per alcuni potrebbe preparare il terreno a una decisione ancora più rilevante: posticipare il divieto di vendita delle auto con motore a combustione , previsto dal 2035.

In altri casi, gli obiettivi ambientali sono danneggiati, a causa di misure che puntano a semplificare la legislazione vigente e migliorare la competitività delle imprese europee.

Per esempio il pacchetto Omnibus I , proposto dalla Commissione a febbraio 2025 e subito approvato dal Consiglio e Parlamento europeo, rimanda l’entrata in vigore di due direttive a tutela dell’ambiente: quella sulla rendicontazione di sostenibilità e quella sul controllo degli standard ambientali nelle proprie filiere produttive , che vi avevamo raccontato qui .

Ma soprattutto, la Commissione sembra decisa a intervenire sul settore dell’agricoltura, responsabile di più di un decimo delle emissioni totali dell’UE.

La “Visione per l’agricoltura e il cibo” presentata a febbraio 2025 riduce gli obiettivi ambientali del programma “Farm to fork”, una delle colonne del Green Deal, considerato spesso troppo ambizioso dal settore agroalimentare.

Il primo segnale di questa tendenza è stata la decisione di ritirare la proposta di dimezzare i pesticidi chimici entro il 2030 . Gli altri arriveranno, secondo gli esperti, nelle prossime settimane, con un pacchetto di leggi destinato a smantellare Farm to fork (che infatti non viene praticamente più menzionato nelle comunicazioni ufficiali della Commissione).

In tutto ciò, la Commissione continua a temporeggiare sulla proposta legislativa fondamentale per tagliare le emissioni, quella che dovrebbe fissare la riduzione al 90% entro il 2040 (rispetto ai livelli del 1990). Al momento, l’unico target intermedio vincolante per legge resta dunque il -55% entro il 2030 , deciso nel 2021 dalla Commissione precedente.

Ci sono poi altre iniziative che non influenzano nello specifico sulle emissioni di gas climalteranti in Europa, ma sembrano comunque sacrificare la tutela dell’ambiente rispetto a interessi economici e commerciali.

L’esempio forse più emblematico è il rinvio di un anno del Regolamento europeo sulla deforestazione , una legge per fare in modo che alcune materie prime importate in Europa – dal caffè, alla soia, all’olio di palma – non siano state coltivate a discapito delle foreste nei Paesi di origine (ne avevamo parlato in questo numero di Spinelli).

L’aria che tira in Europa 🌬️

La nuova linea sui temi ambientali, portata avanti in primis dallo stesso presidente artefice del Green Deal, riflette probabilmente i cambiamenti politici avvenuti sulla scena europea negli ultimi anni, piuttosto che un radicale cambiamento di idee di Ursula von der Leyen.

La composizione del Parlamento in questa legislatura è molto diversa da quella dell’emiciclo tra il 2019 e il 2024. I gruppi di destra radicale sono cresciuti molto e ora rappresentano più di un quarto del totale degli eurodeputati (nella scorsa legislatura erano circa un settimo).

Il gruppo dei Verdi/Alleanza libera per l’Europa, tradizionalmente il più schierato sui temi ambientali, si è invece notevolmente ridotto, da 70 a 53 deputati, passando da quarta alla sesta forza dell’Eurocamera.

Anche il colore di diversi governi nazionali dell’UE è cambiato nel frattempo. Dalla Germania alla Svezia, dalla Finlandia al Portogallo, i primi ministri di orientamento conservatore hanno sostituito omologhi progressisti, provocando spesso un cambio di rotta sulle politiche ambientali.

Il risultato è una Commissione europea più spostata a destra rispetto alla precedente, con un netto predominio del Partito popolare europeo e il primo vicepresidente di sempre appartenente a un partito di destra radicale, Raffaele Fitto di Fratelli d’Italia.

La combinazione fra gli orientamenti dei commissari e quelli dei governi, oggi meno preoccupati del cambiamento climatico rispetto a cinque anni fa, sta producendo un innegabile arretramento dell’agenda ambientale europea.

Trasporti e rifiuti sono gli unici settori in cui stanno aumentando le emissioni in Italia

Altre cose successo in Europa questa settimana 🇪🇺

  • George Simion , leader del partito di destra radicale Aur , ha vinto il primo turno delle elezioni presidenziali in Romania , che erano state annullate cinque mesi fa. Simion ha ottenuto circa il 41% dei voti e sfiderà al ballottaggio Nicușor Dan, attuale sindaco di Bucarest, che si è fermato al 21% dei voti.
  • Friedrich Merz è stato eletto cancelliere della Germania , al secondo turno di votazioni, con 325 voti a favore. Durante il primo turno la sua candidatura era stata inaspettatamente bocciata, con sei voti in meno rispetto ai 316 richiesti, cosa che per molti suggerisce frizioni nella sua coalizione di governo fra l’Unione cristiano-democratica (CDU-CSU) e il Partito socialdemocratico (SPD) . Merz si è poi recato a Bruxelles due giorni dopo per incontrare i presidenti delle istituzioni dell’UE. Qui vi raccontiamo la sua posizione sui principali temi europei.

     

  • La Commissione europea ha proposto una tabella di marcia per interrompere tutte le importazioni di gas dalla Russia entro il 2027. Al momento il gas russo rappresenta il 19% del totale del gas importato nell’UE.
  • L’Alta rappresentante dell’UE Kaja Kallas ha annunciato la costituzione di un tribunale speciale per i crimini di guerra commessi dalla Russia nell’invasione dell’Ucraina. Vi avevamo raccontato la storia e le ambizioni di Kallas nell’ultimo numero di Spinelli.
  • La Presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha presentato a Parigi, insieme al presidente francese Emmanuel Macron, il programma “Choose Europe”, un’iniziativa volta ad attrarre ricercatori verso i Paesi dell’Unione con un budget di 500 milioni di euro per il periodo dal 2025 al 2027.

La direttiva DG MEME

L’elezione del primo Papa proveniente dagli Stati Uniti è stata salutata con messaggi di auguri dai presidenti delle istituzioni dell’UE. La redazione di DG MEME immagina così i primi giorni di pontificato di Leone XIV.

💶 Fondi coesione

Da Bruxelles andiamo a Napoli, dove il quartiere di San Giovanni a Teduccio sta diventando un polo tecnologico all’avanguardia , capace di attrarre grandi aziende internazionali dell’innovazione, anche grazie a finanziamenti dei fondi di comunità europei.





 

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