Politica

Macron sostiene la sovranità del Libano dopo che un attacco di droni israeliani ha ucciso due soldati nel sud

Il presidente francese Emmanuel Macron ha ribadito il sostegno della Francia alla sovranità e alla sicurezza del Libano, in seguito al mortale attacco di un drone israeliano che ha ucciso due soldati libanesi nella città meridionale di Naqoura giovedì mattina.

In una dichiarazione pubblicata su X, Macron ha affermato di aver parlato con il presidente libanese Joseph Aoun e il primo ministro Nawaf Salam per discutere della situazione della sicurezza nel Paese e della strada da seguire.

Il presidente francese ha elogiato gli sforzi del Libano per riaffermare l’autorità dello Stato in materia di armi e ha annunciato nuove iniziative diplomatiche a sostegno della stabilità e della ricostruzione.

“Ho elogiato le coraggiose decisioni prese dall’esecutivo libanese per ripristinare il monopolio dello Stato sull’uso della forza”, ha affermato Macron, esortando il governo libanese ad adottare un piano nazionale che dovrebbe essere presentato al Consiglio dei ministri nei prossimi giorni.

Ha ribadito che qualsiasi piano di stabilizzazione di successo deve includere il “ritiro completo delle forze israeliane dal Libano meridionale e la fine di tutte le violazioni della sovranità libanese”.

“La Francia ha costantemente dichiarato la sua disponibilità a svolgere un ruolo nella cessione delle posizioni rimanenti ancora occupate da Israele”, ha affermato.

Si ritiene che il piano a cui Macron ha fatto riferimento preveda sforzi per disarmare gli attori non statali che operano lungo il confine meridionale, in particolare Hezbollah, e rafforzare la presenza delle Forze armate libanesi in coordinamento con la Forza interinale delle Nazioni Unite in Libano.



Il mandato dell’UNIFIL è stato rinnovato all’unanimità questa settimana dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, una mossa che Macron ha definito un “segnale importante”.

La Francia, uno dei principali contributori alla missione di mantenimento della pace, ha svolto un ruolo centrale nella mediazione tra Beirut e Tel Aviv.

Le forze armate libanesi hanno inoltre iniziato a ricevere armi consegnate da gruppi militanti palestinesi con base nei campi profughi del Paese, dove si stima che duecentomila palestinesi vivano senza patria.

Macron ha inoltre annunciato che il suo inviato personale, Jean-Yves Le Drian, tornerà in Libano per contribuire all’attuazione del piano una volta che sarà approvato.

Il presidente francese ha dichiarato di essersi impegnato a convocare due conferenze internazionali di alto livello entro la fine dell’anno: una a sostegno dell’esercito libanese e un’altra incentrata sulla più ampia ripresa e ricostruzione del Libano.

“La sicurezza e la sovranità del Libano devono essere affidate esclusivamente alle autorità libanesi”, ha affermato Macron, auspicando una visione del Paese in cui “la sicurezza sia ripristinata, la sovranità affermata e la prosperità ricostruita”.

La Francia ha storicamente mantenuto stretti legami con il Libano e negli ultimi anni ha assunto un ruolo di primo piano nell’affrontare la paralisi politica, il collasso economico e il peggioramento del contesto di sicurezza del Paese.




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