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FRANCIA | Parigi resta alla gauche. Gregoire in bici verso l’Hotel de Ville. Ma Rassemblement National segue a ruota in numerose città e paesi di piccole e medie dimensioni

Il candidato della sinistra unita Emmanuel Grégoire ha vinto l’elezione a sindaco di Parigi col 50,52 per cento dei voti, nove punti sopra la sua rivale Rachida Dati: lo rende noto il Comune della capitale francese, pubblicando i risultati definitivi del secondo turno.

La candidata di centrodestra ha ricevuto il 41,52 per cento delle preferenze, mentre Sophia Chikirou di La France Insoumise si è classificata terza con il 7,96 per cento dei voti.

Il sindaco di sinistra uscente di Marsiglia, Benoît Payan, è stato rieletto con il 54,34 per cento dei voti sconfiggendo con 14 punti di vantaggio il deputato del Rassemblement National (Rn) Franck Allisio, secondo i dati definitivi.

Festa sentita ma sobria per Emmanuel Grégoire, nuovo sindaco di Parigi che conferma la tradizione della “gauche” al governo nella capitale. Dopo l’annuncio della vittoria contro la sfidante di destra, Rachida Dati, Grégoire ha attraversato Parigi in bici, salutato da sostenitori festanti e seguito da un corteo su due ruote che via via si sta ingrossando mentre il neosindaco si avvicina all’Hotel de Ville.

“Non e’ stata una battaglia all’ultimo voto e neppure una vittoria al fotofinish: Parigi, feudo socialista da 25 anni, resterà alla gauche anche dopo Anne Hidalgo. Grégoire – suo erede – ha vinto ampiamente il ballottaggio respingendo la destra Rèpublicains di Dati con uno scarto molto ampio: 53 per cento contro 38 per cento, secondo le prime stime. Bocciata l’alleanza della Dati, che per candidarsi al comune della capitale aveva lasciato il governo e il ministero della Cultur, con i macroniani di Pierre-Yves Bournazel, che si era ritirato invitando i suoi elettori a votare per la destra.

Opposta la strategia di Grégoire, che nonostante la minaccia di un’avversaria che avrebbe potuto raccogliere anche i voti di Sarah Knafo (estrema destra di Reconquète!), che si è ritirata, non ha accettato le ripetute offerte di alleanza de La France Insoumise. “Parigi – sono state le prime parole del neosindaco Grégoire – ha deciso di rimanere fedele alla sua storia”. “E’ stata la vittoria di una certa idea di Parigi – ha aggiunto – una Parigi virale, progressista, popolare, una Parigi per tutti. Parigi – ha proclamato – non è e mai sarà una città di estrema destra”.

Con un’affluenza ancora una volta storicamente bassa (circa il 57 per cento alle urne, superiore soltanto al 2020 con le elezioni in piena pandemia), la tendenza alla crescita dell’estrema destra e dell’estrema sinistra è apparsa, con caratteristiche diverse, in frenata.




Il partito di estrema destra Rassemblement National potrebbe non aver conquistato le numerose grandi città obiettivo che sperava di vincere alle elezioni amministrative francesi di domenica , ma i suoi leader hanno affermato di aver comunque creato un forte consenso popolare che li proietterà verso la vittoria alle elezioni presidenziali del prossimo anno.

Le elezioni presidenziali del 2027 sono considerate un momento decisivo per l’Ue, dato che il Rassemblement National, euroscettico e ostile alla Nato, è attualmente il favorito per la corsa all’Eliseo. Le elezioni municipali di questa settimana sono attentamente monitorate per valutare se il partito anti-immigrazione di Marine Le Pen sia ancora la forza politica predominante in Francia.

Nel complesso, è stata una serata agrodolce per l’estrema destra. La vittoria più importante è arrivata in Costa Azzurra, dove uno dei suoi alleati ha conquistato Nizza , la quinta città più grande di Francia. Il Rassemblement National si era impegnato a fondo anche in altre importanti città del sud, come Marsiglia, Tolone e Nîmes. In tutte ha ottenuto buoni risultati, ma è stato superato dagli avversari, finendo al secondo posto.

Le elezioni sono state combattute a Tolone e Nîmes, e il partito di Le Pen ha ottenuto il 40 per cento dei voti a Marsiglia, una percentuale considerevole nella seconda città francese, città multiculturale e cosmopolita.

Dando un’interpretazione positiva ai risultati, i leader del partito hanno sottolineato di aver vinto in numerose città e paesi di piccole e medie dimensioni, in particolare nelle loro roccaforti meridionali, come Carcassonne, Agde e Mentone, aggiungendo questo successo alla vittoria al primo turno a Perpignan la settimana scorsa.

Il presidente del Rassemblement National, Jordan Bardella, ha dichiarato ai suoi sostenitori a Parigi che l’estrema destra ha ottenuto “la più grande svolta della sua storia” e sta acquisendo “un forte slancio” che segnala “la fine di un vecchio mondo in declino”.

Nel frattempo, la leader del Rassemblement National, Le Pen, ha salutato con favore “decine” di vittorie regionali e “una strategia di implementazione locale” che sta funzionando.

Forte a livello nazionale, più debole nelle grandi città.
La tesi del Raggruppamento Nazionale è che i partiti tradizionali, soprattutto di sinistra, siano forti nelle grandi città, ma che non riflettano appieno le più ampie correnti politiche nazionali, che tendono a spostarsi verso destra.

A Parigi, ad esempio, il candidato del Rassemblement National e europarlamentare Thierry Mariani ha ottenuto un misero 1,6 per cento dei voti al primo turno del 15 marzo, ma a livello nazionale Bardella rimane il favorito per le elezioni presidenziali del prossimo anno.

 

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